SIAMO DEBOLI, CONFUSI E SENZA PIU’ IDENTITA’

Sulla crisi ecclesiastica, oggi palese, mi limito a sintetizzare il pensiero di Pier Paolo Pasolini, che – commentando un discorso di Paolo VI – parlò di una Chiesa “superata dal mondo” e ormai costretta ad adeguarsi ad esso: un ribaltamento che muterà il corso della storia, sovvertendone gli equilibri. Quello che per secoli era stato un riferimento costante, capace di condizionare il mondo restando fermo nel proprio centro, si apriva al condizionamento delle masse, delle tendenze e del tempo, smarrendo la propria autorità. L’attuale debolezza della Civiltà europea, cui risponde la forza di un mondo islamico che non rinuncia alla propria identità, è anche il frutto di questo arretramento.

La nuova enciclica di Francesco non deve stupire, in quanto la Chiesa sta incarnando sempre più lo spirito conciliare iniziato cinquanta anni fa col novus ordo missae. Supini oramai ai nuovi diktat ideologici del modernismo, l’evoluzione del Vaticano è un continuo tendere la mano al mondo rivoluzionario che inizia con Lutero, si attua nel 1789 in Francia e si evolve con il 1917 in Russia, per poi divenire liberalismo. Un continuo adeguarsi alle esigenze del mondo dove Dio non è più un’ entità oggettiva e trascendente, ma immanente e panteista, ovvero dentro ognuno di noi, liberi di interpretarlo e applicarlo a nostro piacimento. Ne consegue che il papa non è più diventato un mezzo conduttore per il fine ultimo, ma un fine.

Un esempio di questi giorni è l’entusiasmo di “Famiglia Cristiana” dove a caratteri cubitali riporta “Papa Francesco continua a stupirci per la sua semplicità: si apre la portiera della macchina da solo”. Da qui si capisce il livello medio della stragrande maggioranza dei modernisti.  E mentre assistiamo a questa crisi senza precedenti nella Storia della Chiesa mi vengono in mente i papi degli ultimi due secoli che hanno patito persecuzioni e angherie di ogni tipo pur di non adeguarsi allo scempio a cui stiamo assistendo: Pio VI, Pio VII, Gregorio XIV, Pio IX, Leone XIII e per finire il “nostro” Pio X. Vi invito a leggere le loro encicliche, dalla “Mirari Vos”, alla “Libertas” per poi finire alla “Pascendi”, tanto per citarne solo alcune. Noterete la fermezza, la Fede e l’intransigenza di questi vicari di Cristo perseguitati e spogliati di tutto ma che scelsero di rimanere soprattutto degli uomini di fede LIBERI. 

La storia della Chiesa e del cristianesimo è impregnata di santi e di eroi: da sessanta anni non facciamo altro che assistere allo sfacelo di tutto ciò, e quando le autorità ecclesiastiche cominceranno a chiedersi come mai le vocazioni sono sempre meno, i seminari e i conventi sempre più vuoti e le messe non sono altro che case di riposo domenicali sarà -forse- un primo segnale di Speranza.

Gianluca Pietrosante – Associazione Destra Brenta

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