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ANTAGONISTI E MARANZA ALL’ ATTACCO

 

Francia ed Italia sotto attacco di maranza e collettivi di sinistra

 

Il maranzato islamico con la manovalanza dei collettivi dei centri sociali stanno importanto le proteste devastatrici dalla Francia. A Limonges, il Palazzo storico della città, un autentico monumento artistico è stato incendiato dal magrebinato di III generazione. Città distrutte, vettrine di negozi sfondati, auto e blindati della polizia dati alle fiamme, centinaia di agenti feriti, sono il consueto bollettino di guerra quale siamo abituati ad assistere. Il Governo Meloni condanna le violenze dei manifestanti mentre la sinistra di potere nicchia, giustifica e non condanna apertamente la teppaglia della sinistra extraparlamentare che con giovani maranza cercano di fermare l’Ondata Vannacci e di mettere in crisi il Governo col pretesto dei rincari.

Ed è necessario qui fare dei distinguo: le proteste che hanno visto protagonisti agricoltori ed autotrasportatori del sud Italia per il caro diesel, non hanno niente a che spartire con gli assalti al patrimonio pubblico e privato della marmaglia maranza e degli amici di Ilaria Salis.

I primi sono esasperati da crisi senza fine, dall’inflazione e dall’impoverimento del settore agricolo. Sono principalmente proteste che investono il modello neoliberista ed uno Stato incapace di rispondere adeguatamente perché succube delle regole finanziarie di Bruxelles. Il disegno demenziale ed autolesionistico di riconversione energetica che ci sta trascinando giorno dopo giorno verso la rovina si è unito alla frustrazioni del caro energia. Il distacco dal gas russo e dalla fornitura di idrocarburi ha fatto schizzare il prezzo alla pompa del diesel oltre 2.30. La protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori è quindi legittima, quella dei collettivi sororiani e della sinistra islamizzata dai maranza risponde invece all’esigenza di seminare paura e coas tra ceti medi, strumentalizzando i rincari dei carburanti e del costo della vita. I professionisti del disordine entrano in azione solo quando ci sono governi di vago orientamento conservatore, ma si danno alla macchia magicamente quando al potere ci sono governi progressisti che sono anche peggiori nel perseguire politiche globaliste e neoliberiste.

La malafede di queste iene del globalismo che assaltano e distruggono senza nemmeno saperne il motivo, è che di fronte alla guerra alla Russia ed ai finanziamenti alla junta di Kiev, questi restino muti. Ma è superfluo ricordare il ruolo svolto dalla manovalanza dei collettivi si sinistra. Questi debosciati cresciuti in quelle cloache che sono diventate la scuola e le università Italiane (ma anche Francesi intendiamoci) hanno sviluppato un’ignoranza verso tutto ciò che pertiene all’interesse e la difesa del suolo e dell’identità nazionali. La sinistra del Campo Largo senza uno straccio di programma che non sia il cambio di cognome ed i piedini only fans del sindaco di Genova Salis, non sa dove andare a parare. Per cui ogni pretesto è buono per buttarla in rissa, e la teppaglia antascista unita al magrebinato di importazione assolvono la funzione di massa eversiva.

La polizia prima o poi sarà stanca di subire aggressioni ed i suoi agenti di finire all’ospedale, ed allora le reazioni potrebbero essere come in Francia, dove si è già arrivati al morto e diversi giovani hanno subito amputazioni. In Francia l’obiettivo della sinistra Insoumise è cavalcare le violenze e seminare disordini prima che tra sei mesi Marine Le Pen si prenda l’Eliseo. In Italia non diversamente, per Il Campo Largo ed i Sindacati di Landini, è quello di creare disagi, bloccare il Paese con scioperi, cavalcando la demagogia elettorale del caro vita dei lavoratori che lo stesso Landini ha svenduto, per poi gridare che la colpa è del Governo Meloni.

Ancora nessuna menzione della allegra brigata Pd-Avs della guerra In Ucraina e dei 70 miliardi di Euro e di nuove sanzioni chieste da Zelensky. La soluzione per loro è la solito programma “monstre” fatto di patrimoniali e di spremuta ulteriore di quel ceto medio produttivo ridotto all’osso che deve pagare sussidi agli immigrati. Il Governo Meloni prova a tenere botta, rispondendo con la solita risposta securitaria per scansare il discorso dai nodi dirimenti che attanagliono il Paese. Il suo recente rinnovo di sostegno all’Ucraina e di rinnovamento delle sanzioni alla Russia sono più il risultato di un ricatto politico, quello suo conti pubblici, che non concede autonomia in sede di scelta di politica estera. È costretta ad accodarsi come tutti gli altri, come farebbe del resto anche il Conte Tacchia ed il 5S che fingono di essere contro la guerra perché il ruolo di partito di opposizione glielo impone. L’Europa guidata dalla Von Der Leyen e dalla Kaja Kallas non fa marcia indietro nemmeno di fronte all’occordo sul diesel siglato da Trump e dal leader russo.

Sconfiggere la Russia portandola alla resa tramite una rivolta interna è il sogno bagnato dei gruppi criminali che siedono a Bruxelles, se non proprio all’arrivo di un confronto militare diretto. Di tutto ciò come detto, non c’è traccia nelle rivendicazioni dei teppisti della sinistra antifa che hanno devastato Milano, Torino e Bologna. La priorità di questi coglioni al servizio del globalismo finanziario è quella distruggere e disarticolare gli Stati nazionali; essi sono i burattini delle oligarchie mondialiste che li utilizzano per fermare l’avanzata dei partiti sovranisti. In Francia questa volta, i patti di desistenza al secondo turno non sembrano bastare, per cui Melanchon soffia sul fuoco della violenza che prende forma nell’assalto dei francesi di III generazione che vogliono la conquista dell’Europa, e per questo ne bruciano monumenti e simboli. Allo stesso modo in Italia, la sinistra orfana del pluricorrotto Sanchez, copia la strategia francese con la speranza dell’arrivo di un governo tecnico, nell’impossibilità che l’accozzaglia PD-5S raggiunga un’intesa elettorale.

Detto in altro modo le centrali euro-atlantiche che spingono per la guerra a qualsiasi costo, vogliono evitare che con Francia ed Italia a direzione sovranista possano cambiare gli equilibri nel vecchio Continente e con essi anche la postura Internazionale nei confronti della Federazione Russa. Marine Le Pen ha già assicurato una sospensione dei fondi all’Ucraina ed un ritiro delle senzioni, per non citare l’uscita dall’Euro. La Meloni dal suo conto, è troppo debole per opporsi alla linea guerrafondaia, rischierebbe ripercussioni troppo contundenti e per ciò non può disallinearsi dalle politiche militariste e di sostegno all’Ucraina, pena la mattanza a colpi di spread. Con un asse franco-italiano le cose potrebbero cambiare e di molto, e con esse una inversione delle politiche eurosucide che ci hanno portato allo stato in cui siamo. In questo modo vanno inquadrate le rivolte le devastazioni dei casseur, dei block, del magrebinato islamico e dei collettivi studenteschi, oltralpe come qui nella Panisola. E si può stare certi che Landini ed i suoi, più la compagnia sgangherata del Campo Largo del duo Shlein-Conte, continueranno ad appoggiare le rivolte, criticare le politiche del Governo Meloni, con lo scopo di indebolirlo ulteriormente ma non offrendo nessuna soluzione credibile. Di fronte a tale prospettiva la Meloni se vuole sopravvivere deve dare una risposta forte, non lesinare misure speciali, pene rigide ed esemplari per gli idioti compagni di Ilaler Salis che hanno voltato le spalle alla Nazione scegliendo il campo mondialista. Arresto e processi immediati per tutti colori che compiano atti vandalici contro il demanio pubblico e contro beni di cittadini. Pene speciali per il maranza, rimpatrio immediato, se serva anche chiusura delle moschee quando queste non rispettino criteri di trasparenza e di lealtà alla leggi dello Stato. È oggi chiaro più mai che quegli extracomunitari magrebini ed africani che abbiamo accolto nelle nostre società, rappresentano la principale minaccia alla comunità degli autocotni. La remigrazione è un’istanza inderogabile e dovranno essere messe in campo quelle misure atte a realizzarla. La società europea è così lacerata, divisa ed avvelenata da divisioni interne che la stanno trascinando verso una guerra civile interetnica. La sinistra mondialista è il nemico numero uno delle nostra comunità nazionale perché ha scelto di allearsi con l’Islam di rapina per calcolo politico.

Di fronte a questo alto tradimento che vede i loro sgherri dei centri sociali soliderizzare con gli allogeni che vengono a devastare e depredare non bisognerà mostrare nessuna pietà. La guerra di civiltà è già qui, non si patteggia con chi pretende di essere padrone a casa nostra. Qualsiasi reazione di autodifesa è lecita contro di loro e contro quei servi della sinistra mondialista che agognano la distruzione dell’Italia e dell’Europa.

Antonio Terrenzio

 

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