Linee guida al pensiero Talebano

 

Combattere il progresso economico e sociale degli ultimi 20 anni, che ha portato alla disgregazione dei popoli e alla morte dello spirito comunitario e sociale.

Opporsi alla globalizzazione in ogni sua forma conosciuta, per combattere l’omologazione e la standardizzazione di modelli, stili di vita e pensieri, per difendere la Tradizione e per riscoprire nella diversità l’identità dei singoli.

Lottare per riportare in vita valori ormai abbandonati come la solidarietà, la reciprocità, la responsabilità e l’impegno, contrastando l’avidità, l’edonismo e l’individualismo estremo portati dal materialismo e dalla cultura illuminista/positivista.

Proclamare la sacralità della vita e l’importanza di riavvicinare l’Uomo ai sui valori fondamentali, da porre come fondamento all’azione socio-politica.

Chiudere ogni speranza al mito del lavoro, strumento delle oligarchie e nuova forma di schiavismo capitalista. Combatti affinché il lavoro possa recuperare una connotazione tanto sociale quanto spirituale, abbandonando definitivamente quella finalizzata esclusivamente ad alimentare la società dei consumi.

Dichiarare fallita la democrazia rappresentativa dei partiti e dei sindacati, lanciando la sfida per una democrazia delle élite, fondata sull’istruzione, sulla selezione e sulla formazione delle classi dirigenti. Un sistema organico in cui siano riconosciute e valorizzate le competenze.

Salvaguardare l’autodeterminazione dei popoli e l’autosviluppo, la difesa delle tradizioni e delle culture, delle lingue e dei dialetti, in quanto patrimonio di valori, modelli culturali, usi e costumi.

Invocare l’Europa delle Patrie e dei Popoli, luogo di rigenerazione della Tradizione, dello sviluppo economico e sociale e della difesa del territorio, fondato sul rispetto dell’indipendenza e della volontà reciproca.

Difendere le piccole comunità e stimola l’autoproduzione e l’autoconsumo contro la delocalizzazione, al fine di riscoprire in esse il terreno ove si edifichino pilastri di coesione, solidarietà e organicità.

Porre la famiglia, primo fulcro del sistema comunitario, al centro della società, riconoscendo in essa un’istituzione capace di riprodurre e perpetuare, sia sul piano biologico sia su quello culturale, caratteri quali l’esclusività, la stabilità, la responsabilità, la disciplina e l’apprendimento di valori. 

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