HEZBOLLAH. CONOSCIAMO MEGLIO IL “PARTITO DI DIO”

Qualche settimana fa l’Australia si è aggiunta alle nazioni che considerano Hezbollah una organizzazione terroristica.

Sui criteri con cui si definisce un gruppo o un partito “terrorista” si potrebbe a lungo discutere, già Francesco Cossiga aveva osservato quanto sia labile e relativa una definizione in questo senso di una realtà politica, considerando anche che molti soggetti, ritenuti patrioti dalla propria parte, erano considerati a tutti gli effetti terroristi dalla parte opposta: basti pensare all’Irlanda o al caso di Israele, dove la gran parte dei padri fondatori dello stato ebraico erano stati definiti proprio come “terroristi” dall’amministrazione britannica.

Comunque, senza spingerci fino in Oceania, qualche anno fa Matteo Salvini in Italia aveva definito con lo stesso termine il partito sciita libanese.

Cerchiamo allora, al di là di questa etichetta, di farci un’idea un po’ più approfondita del “Partito di Dio” libanese, guidato da Hassan Nasrallah.

Un libro particolarmente interessante in proposito, e uno dei pochi in Italia a trattare dell’argomento, è Hezbollah, Storia, organizzazione e dottrina del “Partito di Dio” di Andrea De Poli, pubblicato da Passaggio al Bosco (2021), da cui ho tratto gran parte delle notizie riportate in questo articolo.

Immagine 1 - Hezbollah. Storia, organizzazione e dottrina del «Partito di Dio» [Paperback] De

Innanzi tutto, come dice il nome, Hezbollah è un partito che si presenta regolarmente alle elezioni dal 1992 e che in epoca recente ha avuto anche responsabilità di governo. È un partito confessionale, la sua storia e la sua crescita sono infatti legate allo sviluppo a livello economico e politico della comunità Sciita libanese, precedentemente in una posizione sociale subordinata rispetto alle comunità cristiane e sunnite.

A livello ideologico si richiamano alla visione teocratica sciita elaborata da Khomeini in Iran, paese di cui oggi sono forse il principale punto di riferimento politico militare nello scacchiere arabo.

Tuttavia, il motivo per cui sono più celebri è il loro essere un partito armato, o meglio un partito con una propria ala militare. Questo aspetto in realtà è piuttosto abituale nella politica libanese, si pensi ad esempio alla Falange in ambito cristiano.

Nel caso degli Hezbollah, però, non si tratta di una semplice milizia paramilitare impiegata negli scontri interconfessionali, ma di un vero e proprio esercito, con artiglieria pesante e che di recente si è anche dotato di reparti corazzati, che porta avanti una vera e propria politica estera e militare autonoma.

Le milizie di Hezbollah hanno acquisito notorietà soprattutto nel 2006, occasione in cui hanno costituito l’unica forza in grado di contrapporsi all’avanzata israeliana nel sud del Paese, infliggendo perdite e divenendo una spina nel fianco per l’esercito di Tel Aviv. Per la prima volta, grazie alla rete missilistica sciita, il conflitto viene portato nel territorio dello stato ebraico, arrivando a minacciare città importanti come Haifa.

Un altro punto decisivo nella storia del partito è la guerra civile siriana. Tradizionale alleato della Siria di Assad, le milizie di Hezbollah sono state in prima linea nella guerra contro Isis e Al Nusra, rompendo il “recinto confessionale” e diventando un punto di riferimento anche per i Cristiani, che arrivano a costituire una specifica brigata all’interno dell’esercito del “Partito di Dio”.

Hezbollah però non è un semplice partito, né un’organizzazione militare, ma fonda i suoi consensi sull’essere una sorta di partito-stato: le sue milizie garantiscono la sicurezza al confine sud, ha dei propri canali di comunicazione (una radio, Al-Nour, e una televisione, Al-Manar), delle proprie attività economiche che forniscono posti di lavoro e introiti economici a molte famiglie, assumendo il profilo di partito-imprenditore. In particolare, sono molto attivi nel campo dell’edilizia, dove si sono sostituiti allo stato libanese nell’opera di riedificazione delle abitazioni distrutte dalla guerra contro Israele.

Molte famiglie nel sud del Libano devono la ricostruzione della propria abitazione proprio all’opera di Hezbollah, che ha saputo agire con maggiore efficacia e velocità rispetto al governo di Beirut.

Da ultimo, al di fuori dello scenario libanese e siriano e alla tradizionale alleanza con l’Iran, il partito di Nasrallah ha saputo inserirsi nella formazione di milizie sciite in Iraq e Yemen, costituendo un vero network politico e militare contrapposto a quello delle monarchie Sunnite.

Una realtà sicuramente molto più complessa e interessante, che non merita di essere sbrigativamente liquidata come “organizzazione terroristica”.

Andrea Campiglio

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