LA SICILIA INSEGNA CHE LA DESTRA C’È MA HA URGENTE BISOGNO DI UNA CASA

La Sicilia ha dimostrato che in Italia una destra forte esiste ma che i suoi referenti territoriali sono oggi "nomadi". Ecco perchè è ora che Salvini apra loro le porte di casa.

Di Vincenzo Sofo

Musumeci ha vinto e noi siamo stracontenti. Già tre anni fa iniziammo a sostenere che sul galantuomo catanese Salvini avrebbe dovuto puntare per dar slancio al suo progetto politico al sud. E Salvini- il quale ha avuto una strategia meno esibizionista della Meloni durante le trattative per far convergere il centrodestra su Musumeci – in realtà ragionò con Musumeci del futuro della Sicilia già nel 2015 in occasione del lancio di 1000 Patrie. Ottimo dunque che il leader leghista e Giorgetti abbiano difeso e sostenuto la sua candidatura fino all’ultimo, anche nei momenti in cui il vecchio establishment di centrodestra tentava di metterlo fuori dai giochi.

Il vecchio establishment di centrodestra esce depotenziato. La vecchia rete di potere politico che ha caratterizzato gli equilibri del centrodestra degli ultimi 20 anni sta ormai venendo meno, nonostante i tentativi di tenere le redini del gioco. Lo dimostra il fatto che in Sicilia i potenti di un tempo non siano riusciti a stoppare la candidatura (prima) e la vittoria (poi) di Musumeci e si siano dovuti turare il naso per accettarlo (prima) e a estremo malincuore sostenerlo (poi). Dinamica che in più larga scala si riflette ai vertici del centrodestra.

Berlusconi si è accorto di non poter più disporre delle cose a suo piacimento. Non voleva Musumeci perchè profilo troppo di destra e troppo poco democristiano e invece se lo è dovuto sorbire. Sperava che Forza Italia superasse il 20% e che l’unione di FDI-NCS non superasse il 5% per poter avere il monopolio della coalizione è invece FI è rimasta sotto il 20 e gli altri hanno raggiunto il quorum. Sperava sotto sotto che non si riuscisse a creare una maggioranza nell’assemblea siciliana per poter sperimentare finalmente quella tanto sognata alleanza con il Pd e invece Musumeci si è beccato pure la (risicata) maggioranza.

La Meloni ha fatto bingo. La lista FDI-NCS è riuscita a superare lo sbarramento, secondo molti grazie all’aiuto di Musumeci tramite la concessione sia del suo nome sul simbolo sia di suoi candidati nella lista che, tuttavia, Musumeci è un indipendente ma sempre la destra rappresenta. Cosa che la leader di Fdi si è giocata con astuzia facendolo apparire come candidato suo e grazie all’aiuto di quel brand e al supporto di voti giunto dal tour siciliano di Salvini, ha potuto eleggere tre deputati regionali, cosa altrimenti molto difficile.

Ma il vero vincitore è Salvini. Se da un lato infatti rivendicano che gli uomini di Fdi abbiano raccolto più voti degli uomini di Ncs, è altrettanto vero che i voti di preferenza ai singoli candidati della lista Fdi-Ncs sono stati in generale piuttosto bassi: ciò significa che l’ingresso all’Ars è arrivato grazie all’effetto Salvini, il quale ha dimostrato a tutti di avere appeal personale anche al sud, in grado addirittura di portare a oltre il 5% una lista che altrimenti – se si fosse affidata solo ai suoi candidati – non ce l’avrebbe fatta. E così facendo Salvini ha eletto anche un suo deputato. Ma il dato  veramente interessante è un altro.

Al di fuori dei partiti, ci sono candidati identitari “nomadi” che sono andati alla grande. Quelli che compongono il mondo di tutte quelle realtà giovani e sane che, nonostante il deserto a destra, hanno continuato a lavorare e ad acquisire credibilità sul territorio stando lontano da riflettori monopolizzati dai vecchi colonnelli (come l’amico de Il Talebano Pino Galluzzo, eletto deputato grazie a uno straordinario successo nel collegio di Messina). Quelli che costituiscono oggi la classe dirigente dell’unica destra realmente esistente e vincente, quella rimasta in piedi sopra le rovine causate da altri e ora attende di essere riorganizzata. Quelli che nella nuova Lega salviniana hanno visto una speranza.

Salvini deve partire da qui: dall’aprire le porte della sua Lega a tutte queste realtà e persone che fino ad ora il centrodestra non ha saputo valorizzare. Dal fare in modo che dare un tetto a tutti gli identitari provenienti dalle varie aree geografiche e politiche. Dal dare loro la possibilità di far sì che il loro lavoro sul singolo territorio non termini lì la sua funzione ma diventi un pezzo di un lavoro nazionale. Dal dare organicità a quel lavoro extra-confine di federazione di realtà identitarie che proprio con Salvini Il Talebano avviò lanciando il progetto “1000 Patrie” e che oggi – grazie alle collaborazioni tra Fronte Identitario, Movimento Nazionale per la Sovranità e altre forze – già è in grado di fare in modo che anche le istanze “di destra” possano trovare un punto di riferimento sicuro all’interno del progetto salviniano.

La resurrezione della destra, oggi, può avvenire solo con Salvini. Che a differenza di altri non viene da destra ma che a differenza di tutti gli altri di destra è l’unico a essere riuscito ad arginare il monopolio berlusconiano del centrodestra, è l’unico grazie al quale oggi non stiamo assistendo al compimento dell’alleanza Renzusconi ed è l’unico con la forza di dare alla metà destra dell’Italia una nuova leadership e un nuovo percorso.

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1 Commento su LA SICILIA INSEGNA CHE LA DESTRA C’È MA HA URGENTE BISOGNO DI UNA CASA

  1. ” Sperava che Forza Italia superasse il 20% e che l’unione di FDI-NCS non superasse il 5% per poter avere il monopolio della coalizione è invece FI è rimasta sotto il 20 e gli altri hanno raggiunto il quorum. Sperava sotto sotto che non si riuscisse a creare una maggioranza nell’assemblea siciliana per poter sperimentare finalmente quella tanto sognata alleanza con il Pd e invece Musumeci si è beccato pure la (risicata) maggioranza.”

    Certo che con tutte queste “speranze”, quest’alleanza, in chiave nazionale, parte già azzoppata.

    A proposito Salvini e Borghi sono ancora per il “NO EURO”o hanno cambiato idea come i grillini ?

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