LETTERA 43, ECCO CHI SIAMO

Il 28 marzo su Lettera 43 è comparso un articolo dal titolo: “Il Talebano, il think tank dietro la Lega di Salvini” a firma di  Matteo Andriola.

Il pezzo vuole descrivere alcuni cambiamenti in corso d’opera nella Lega Nord a trazione salviniana, mettendo in evidenza alcuni contrasti (a suo dire) con la parte indipendentista del movimento.

Andriola è anche autore di un libro di analisi sulla nuova destra e sul movimento identitario, uno studioso che però, purtroppo, commette il solito errore: leggere tutto con gli occhiali del ‘900 e interpretando con schemi superati e obsoleti quanto è avvenuto alla fine del secolo scorso.

La sfida della “nuova” Lega non è quella di divenire partito nazionale ma quella di unire tutte le forze presenti nel paese per contrastare l’Europa dei burocrati, l’Euro e le politiche economiche che impoveriscono le popolazioni europee.

IL NOSTRO CIRCOLO

Il Talebano è “semplicemente” un laboratorio di pensiero che ha lo scopo di fare formazione giovanile e di rompere gli schemi interpretativi del passato; è formato da ragazzi universitari (per lo più entro i 25 anni) con una preparazione liceale alle spalle, in collaborazione con professori e intellettuali anticonformisti. Tutti uniti nel superare la dicotomia destra e sinistra e dare voce alle reali esigenze della popolazione. I Ragazzi del Talebano sono militanti della Lega Nord e spesso non hanno mai avuto nulla a che fare con la politica. La rottura con il mondo della così detta “destra radicale” è stata descritta nel capitolo finale di un libro dal titolo “Fascisti su Milano”, nel testo citato si spiega bene come la modernità impone nuove sintesi lontane da pregiudizi derivati dal passato.

SIAMO ANTISISTEMICI

Le nostre posizioni, a scanso di equivoci, sono state anche ben delineate in un documento di idee visionabile sul nostro sito () e firmato da giovani studiosi con l’apporto di due intellettuali come Pietrangelo Buttafuoco e Diego Fusaro. E’ evidente che vogliamo dirigerci verso un nuovo sistema che trascenda la nazione per un ritorno al concetto di piccole Patrie. Con questo passaggio siamo certamente inseriti in una logica che supera l’idea della Padania visto che arriviamo a ipotizzare le città stato come comunità patriottiche.

FRATELLI D’ITALIA E SILVIO NAZIONALE

Come abbiamo più volte ribadito, siamo per la creazione di un FRONTE IDENTITARIO a trazione Lega Nord. Abbiamo più volte invitato Giorgia Meloni a staccarsi da coloro che rappresentano il passato per una nuova generazione di 40enni pronti a cambiare realmente il paese e creare assieme a Matteo Salvini una nuova realtà politica. Per il partito della Meloni sarebbe ora di fare scelte e iniziare un percorso di ricollocazione politica facendosi affiancare da Carlo Fidanza.

Invece la rottura con FI è un fatto naturale per diversi motivi. Con la futura nascita del Partito della Nazione di Matteo Renzi, molti uomini di Silvio, che –ricordiamo- non è immortale, si ricollocheranno con Verdini e Alfano. Mentre a sinistra ci sarà l’ennesima diaspora. Non serve ricreare una destra o un centro destra ma una proposta politica differente e oltre ai vecchi schemi del passato.

MARION MARECHAL- LE PEN E 1000 PATRIE

Solo pochi mesi fa Milano ospitò un incontro dei movimenti identitari europei che vide protagonista Marine le Pen insieme a Matteo Salvini. La rete 1000 Patrie, prendendo spunto da quell’evento, ha invitato Marion Maréchal-Le Pen per una due giorni in Italia. Questo perché Marion, oltre a essere vicepresidente del FN, è la più giovane parlamentare francese. Ha 26 anni e una capacità politica e ricchezza culturale non indifferente. Lo stesso vale per Vincenzo Sofo che con i suoi 29 anni rappresenta assieme a Marion una vicinanza generazionale e di idee. Il Calabrese padano, come è stato definito, è il rappresentante politico del circolo culturale “il Talebano” che ha fondato assieme a Claudio Boccassini; allo stesso tempo è anche il portavoce della rete 1000 Patrie, un nuovo modo di fare politica difficile da comprendere per coloro che ragionano in modo “antico”. La rete raccoglie diversi ragazzi che scrivono sui quotidiani nazionali, organizzazioni politiche, professori, studiosi, intellettuali e scrittori. 1000 Patrie sostiene Matteo Salvini e vuole unire tutte le forze identitarie presenti sul territorio per la creazione del Fronte Identitario.

SOLO UNITI SI PUÒ VINCERE

A fine novembre abbiamo tenuto il primo campo quadri di 1000 Patrie con uno slogan: “UNIRE PER CAMBAIRE”. È questo il nostro progetto. In un lungo articolo su “Libero” Gilberto Oneto diede il suo punto di vista ma senza conoscerci. La nostra risposta arrivò subito. Abbiamo avuto modo poi di incontrarci e comprendere i comuni intenti. La visione indipendentista portata avanti da Oneto non è stata scavalcata ma, ancora meglio, modernizzata con quella delle piccole patrie. La nostra posizione è talmente in linea che tra le associazione con cui abbiamo ottimi rapporti vi è “TERRA INSUBRE” dell’avvocato Andrea Mascetti che è fortemente indipendentista.

IL MOVIMENTO DEI GIOVANI PADANI

È inutile negare che con il MGP ci siano incomprensioni, ma è anche vero che non vi è nessun tipo di concorrenza da parte nostra. MGP è l’organizzazione giovanile della Lega Nord e ha l’importante ruolo di promuovere le idee del movimento come del reclutare nuove leve. Il Talebano ha una funzione completamente diversa e le problematiche nascono unicamente da pregiudizi. Sappiamo, e come noi Matteo Salvini, che il Talebano potrebbe essere complementare all’azione di MGP; siamo sicuri che il tempo ci darà ragione come sino ad ora è avvenuto.

LUCA MORISI E LA SUA FRASE

Come detto precedentemente eventuali problemi nascono da pregiudizi e la controversia tra Luca Morisi e i giovani padani ne è prova. Tutti i giornali riportano quanto ha scritto Morisi sul suo profilo:

Qualcuno pensa che la Lega sia ancora un cespuglietto solo nordista, minoritario, da tenere sotto il tacco regalandole ogni tanto qualche contentino. Poveretti! La Lega di Salvini è forza trainante

il riportare la frase sopra citata ha il solo intento di attaccarlo per il riferimento al “cespuglietto solo nordista” cercando così di strumentalizzare un pensiero che aveva tutt’altro intento.. L’idea di Morisi è evidente: Ragazzi, la Lega non è solo una forza del nord bella e vincente, ma grazie a Matteo Salvini si sta diffondendo in tutto il paese. Il messaggio era ancora più interessante: stiamo portando le nostre idee a tutti gli altri popoli che sono presenti in Italia. Non castriamoci da soli, c’è già il sistema che vuole fermare quanto sta facendo Matteo Salvini.

Questo è il messaggio di Morisi a tutti i militanti e non un attacco al nord. Le polemiche che ne sono nate successivamente sono sterili e inutili.

Fabrizio Fratus

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