E ADESSO COME LA METTIAMO?

E fu così che Salvini evidenziò le grane del centrodestra capitolino

Cosa succede a Roma? Si potrebbe pensare a un’incapacità diversificata da parte dei diversi leader del centro destra; in realtà la situazione è ben diversa e lo scontro ha atto per motivi che partono dalla candidatura a Roma, ma non solo.

Ieri si sono conclusi i gazebo di NCS per verificare il candidato voluto dai Romani e che hanno visto Fabio Sabbatani Schiuma protagonista nell’organizzazione. Ecco, dunque, scatenarsi Silvio Berlusconi:

“Matteo sta diventando inaffidabile”

e ha definito le “primarie” come una

“…una pagliacciata, Matteo sa già chi è il vincitore”.

La prima considerazione fa sorridere, sentire il Silvio nazionale innervosirsi sull’affidabilità quando lui stesso, come gli eletti del suo partito, da sempre ne combinano e ne hanno combinate di tutti i colori (pensiamo solo al fatto di avere sostenuto Monti e Renzi). Ma è la seconda considerazione quella più interessante e a promuovere due possibili interpretazioni:

  • Salvini sa chi vince perché tutti nel centro destra sono per un diverso candidato da Bertolaso?
  • Salvini sa chi vince perché ha truccato il sondaggio

La prima ipotesi è politicamente interessante, se fosse così andrebbe chiesto al Silvio nazionale il perché sostiene a oggi un candidato, Bertolaso, non voluto né dalla coalizione, né dai cittadini romani. Vuole perdere o vi sono altre considerazioni da fare? Lascio al lettore intuire bene qual è l’operazione tentata dal Silvio nazionale.

Nella seconda ipotesi, il problema è diverso: è di collaborazione. Se il Silvione ritiene Salvini un “truffatore” (fare delle primarie truccandole vuol dire truffare gli alleati e i cittadini di Roma) allora dovrebbe riconsiderare l’alleanza e fine della storia.

La questione, in realtà, è un’altra: Berlusconi e la Meloni hanno compreso appieno l’azione di Matteo Salvini. Bertolaso non è voluto, Marchini non c’entra nulla con Salvini ma si adeguerebbe subito a diverse posizioni per compiacere il capo del maggior partito di opposizione del centro destra. Se si siglasse l’alleanza portando Marchini a sindaco di Roma i giochi per Matteo Salvini a livello nazionale per presentarsi come futuro presidente del consiglio sarebbero più probabili.

Marchini diverrebbe una figura di unità, di vittoria e sarebbe un “confederatore” di un nuovo centrodestra fuori dalla vecchie logiche: quindi si assisterebbe a un Salvini assieme al sindaco di Roma uniti nel lanciare la sfida a Renzi. Berlusconi e la Meloni sarebbero così messi all’inseguimento.

Giorgia, in risposta, se dovesse arrivare l’ufficialità dell’alleanza tra Salvini e Marchini su Roma risponderebbe subito con la sua candidatura: non potrebbe fare altro per cercare di continuare a dire la sua, anche se inascoltata. Silvio, invece, sarebbe il più in difficoltà e per la prima volta si troverebbe sconfitto nel centrodestra.

Bravo Salvini, alla fine, sotto sotto, lavori per divenire realmente il candidato presidente alternativo a Renzi.

E ora vediamo, a fronte delle prestazioni deludenti di Bertolaso, come evolverà la situazione.

Fabrizio Fratus

 

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1 Commento su E ADESSO COME LA METTIAMO?

  1. Io mi sono chiesta solo una cosa…perché tra i papabili indicare la Pivetti?
    Cosa ha fatto di concreto a Berceto e Reggio Calabria come assessore dei due comuni?
    Poi…una milanese candidata a Roma?(forse perché Parisi è un romano, pur se trapiantato a Milano)?

    Mi piace

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