ATTENTI AL LUPO: MINE PERICOLOSE SULLA STRADA DI SALVINI

Mine pericolose sulla strada di Salvini

Salvini oggi è la bomba in grado di far saltare in aria Renzi, il renzismo, annessi e connessi. Tutti lo sanno e dunque tutti lo cercano. Specialmente chi sul brand Salvini vuol far leva per rilanciar carriere in appanno. Anche a costo di crear problemi a Salvini.

Molti dicono che Noi con Salvini stia arrancando, che non stia rispondendo alle aspettative. C’è del vero, ma è un disagio temporaneo e soprattutto non legato al suo leader. L’altro Matteo si trova infatti ora alle prese con dei passaggi determinanti per il futuro suo e della sua scommessa politica, Veneto su tutti: la conferma di Zaia era scontata, il che consentiva al segretario del Carroccio di gettarsi a capofitto sulla vittoria in Liguria, sul boom in Toscana e sulla crescita di NCS. Il tradimento di Tosi ha scombussolato tutto, blindando Salvini a tempo pieno nel Nord Est fino a fine maggio e costringendolo ad un patto con Berlusconi volto a non consegnare a Renzi una regione a dir poco determinante per l’assetto nazionale: politicamente ed economicamente.

Se l’operazione al centrosud è stata dunque fino ad ora delegata ad altri, c’è da scommettere che non appena superate le contingenze elettorali Salvini tornerà ad occuparsi in prima persona della sua scommessa identitaria: semplicemente perché sa di avere la possibilità di buttar giù Renzi. La vicenda greca, povertà e disoccupazione in aumento, situazione immigratoria fuori controllo… l’Italia sta scoppiando e il popolo invoca qualcuno che dia un calcio nel sedere agli oligarchi. Guardandosi attorno, altro non si vede che Salvini, chiamato a raccogliere la sfida.

Salvini la sfida non può però condurla da solo. Salvini può essere il punto di riferimento, il condottiero e l’uomo in grado di unire e far sintesi, ma serve alle sue spalle un movimento (una rete di movimenti), uniti e capaci di prendersi per mano per supportarlo lealmente e organicamente. Capacità ancor più necessaria per chi, per conto di Salvini, ha il compito di organizzare questo fronte.

La politica è sempre stata – purtroppo – costellata di personalismi, campanilismi, egoismi. Ma chi oggi deve fornire a Matteo uno strumento che sia il più grande, forte ed efficace possibile, non può commettere questo peccato. Deve saper anteporre il bene comune all’ambizione personale, la collaborazione all’egoismo, l’inclusività all’ostracismo, l’organicità alla confusione di tanti orticello chiusi e non comunicanti. Pena la sua credibilità come dirigente/referente. Pena il fallimento del progetto. Pena la complicità di questo fallimento e la sopravvivenza di Renzi & Co.

A nulla servono mille movimenti se non comunicano e procedono organicamente per lo stesso obiettivo. A nulla servono mille capetti se non in grado di essere i tessitori della rete. A molto servono mille patrie e mille popoli che cooperano per spingere colui che dovrà abbattere la torre d’avorio.

Vincenzo Sofo

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1 Commento su ATTENTI AL LUPO: MINE PERICOLOSE SULLA STRADA DI SALVINI

  1. Analisi lucida e puntuale come sempre, caro Vincenzo. Io sono uno di quelli che qualche dubbio comincia a nutrirlo, non nel merito ma nel metodo. Intanto, è innegabile che la faccenda Tosi andava gestita diversamente: umilmente osservo che il problema avrebbe dovuto essere affrontato e risolto o un anno fa o tra due mesi, non a ridosso di elezioni regionali che avrebbero dovuto sancire una prima importante tappa per l’implosione della Torre d’Avorio. In secondo luogo i gruppi che sui nuovi Territori da subito hanno lavorato e si sono impegnati a testa bassa nel progetto avrebbero dovuto essere stati accreditati ufficialmente da tempo e così non è stato. Tra i militanti comincia a serpeggiare malcontento: nessuno di loro è nato ieri, ciascuno ne ha viste oggettivamente troppe negli ultimi anni per concedere fiducia a scatola chiusa anche a chi ha innegabilmente messo a disposizione tutto se’ stesso per la Causa. Infine, bisognerebbe prestare maggiore attenzione a chi si fa salire a bordo.
    Un po’ più di chiarezza, almeno a chi ci sta mettendo tempo, denaro, militanza e faccia, sarebbe gradita. Avrei molte altre cose da dire ma non è questo il luogo.
    Saluti fraterni e buon lavoro!

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