Ultime notizie

Ciro Grillo condannato

20100126 - PARIGI - POL - FRANCIA: MISSIONE PARLAMENTO CHIEDE DIVIETO BURQA Nella foto di archivio del 27 novembre 2001 una giovane donna afgana sorride, in mezzo a due donne coperte dal burqa. Una missione parlamentare dell'Assemblea nazionale francese ha raccomandato alla Francia di pronunciarsi solennemente per il divieto del velo islamico integrale e ha chiesto di adottare una serie di misure per bandirlo dalle amministrazioni e dai trasporti pubblici. E' quanto si legge in un rapporto adottato oggi dai deputati francesi e i cui contenuti erano stati anticipati nei giorni scorsi dai media francesi. ANSA ARCHIVIO/BEHROUZ MEHRI/CRI

Il caso giudiziario che ha coinvolto Ciro Grillo e i suoi amici in Sardegna non è solo un fatto di cronaca. È anche il sintomo di una trasformazione culturale e psicologica che riguarda intere generazioni. La domanda di fondo è: com’è possibile che un gruppo di ragazzi non abbia percepito la gravità di un atto di violenza sessuale? Oggi la pornografia non è più un fenomeno marginale, ma un vero e proprio linguaggio educativo sotterraneo. Giovani e giovanissimi vi accedono in modo massiccio e quotidiano. Studi neuroscientifici mostrano come la ripetuta esposizione a contenuti pornografici produca una sorta di “neuro-plasticità deviata”: il cervello, abituato a rappresentazioni in cui la donna è sempre disponibile e consenziente, tende a incorporare questi modelli come “normali”. Così, il consenso, che dovrebbe essere la base di ogni incontro, perde significato. La donna diventa ridotta a oggetto di piacere: un corpo da consumare, un ingranaggio nello scenario maschile del godimento. A rendere tutto più insidioso è il ruolo della dopamina. Questo neurotrasmettitore, che regola il meccanismo della ricompensa, viene continuamente stimolato dalla fruizione pornografica: ogni nuovo video, ogni nuova immagine crea una scarica che però non porta mai a una soddisfazione piena. L’utente impara così a cercare stimoli sempre più forti, sempre più estremi. Traslato nella realtà, questo meccanismo rischia di anestetizzare la capacità di percepire l’altro come persona. Ciò che conta è l’attivazione immediata, il “picco” dopaminico. In questo contesto, l’altro non è più un soggetto libero, ma diventa strumento per mantenere alto il livello di eccitazione. Il gruppo di giovani coinvolti nello stupro in Sardegna sembra incarnare proprio questa dinamica. Non è questione di semplice “diseducazione sentimentale”: è una trasformazione culturale più ampia, dove l’immaginario pornografico e il consumo compulsivo di piacere hanno ridotto la percezione dell’altro. La ragazza non è più percepita come portatrice di volontà, emozioni e limiti, ma come oggetto dentro una sceneggiatura già scritta. Il caso Grillo non va letto solo come responsabilità penale individuale (pur evidente e necessaria), è anche un sintomo di una società che ha smarrito la capacità di educare al desiderio, al rispetto, al limite. L’iperstimolazione pornografica, la cultura della dopamina e la logica del consumo immediato hanno creato una generazione per cui il consenso diventa invisibile, secondario, addirittura irrilevante.

Fabrizio Fratus

Lascia un commento

Scopri di più da IL TALEBANO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere