LE INTERVISTE TALEBANE: ANDREA ROGNONI

Il concetto di metapolitica oggi in uso nel mondo sovranista e identitario deriva da quel straordinario laboratorio di idee che fu la Nuova Destra e ancora prima dal concetto Das Politische di Schimt. Soprattutto oggi nell’epoca del grande reset è fondamentale questo concetto ripensare le categorie politiche per un Europa dei popoli. Sotto questo aspetto non possiamo che segnalare la recente uscita del testo “Il pensiero leghista. Storia delle idee della Lega,dalle origini fino ad oggi” di Andrea Rognoni, grande protagonista dell’identitarismo a sfondo leghista che in questo testo approfondisce le correnti culturali e politiche del leghismo fornendo simultaneamente una sua elaborazione. Raccomandando la lettura a tutti i nostri lettori abbiamo voluto incontrare l’autore per sapere di cosa tratta.

Grazie caro Andrea di questa intervista. Tu sei autore di un libro unico nel suo genere e che andando controcorrente rompe un muro di ignoranza e malafede che dipinge il leghismo come un populismo regressivo senza volersi confrontare con le proposte di cui è portatore. Nel tuo il libro all’interno della categoria pensiero leghista includi diverse correnti e offri una una tua preziosa chiave di lettura. Che cosa è il pensiero leghista?

Il pensiero leghista rappresenta tutto quello che dalla prima modernità ad oggi e stato speso dalla mente umana a favore di un tipo di valorizzazione della identità che riesca a stabilire una reale armonia tra i popoli , a partire dalla costituzione di uno stato rispettoso delle proprie articolazioni regionali.Il leghismo trova la ragione di esistere nella tradizione di ogni popolo reale, cioè nel bagaglio linguistico culturale ed artistico che ne fa minare tra le monadi, in funzione di un ordine prestabilito che rispecchi la complessità della dimensione ultraterrena. Altusio e Grozio ne preparano la ricetta, la filosofia ottocentesca ne coltiva il lievito attraverso idee interne ai vari risorgimenti……fino al boom che nel corso del Novecento porta alla nascita definitiva e irreversibile di forti stati federali o alla proposta di nascita di nuovi. Ma oltre al federalismo conta nel leghismo la difesa dei valori occidentali e la sfida nei confronti del mondialismo “invasore”.Ecco allora lo sbugiardamento delle iene cosiddette democratiche, basate su assurdi pseudovalori di uguaglianza che finiscono per eccitare solo il più bieco degli individualismi. Immigrazione e meticcismo forzati vanno ripudiato decisamente, all insegna di  quella difesa della vita e della sicurezza che sola risulta garanzia di benessere materiale e spirituale. Nel pensiero leghista convergono istanze della nuova destra con rivoli più popolari, destinato il tutto a combinare proprio in quel sovranismo che si difende da Europa e finanza .Tanti gli intellettuali protagonisti da Miglio e Oneto, da Schmitt a Heidegger fino ai protagonisti di riviste come Etnie, Idee, Populista , Terra , Reazione i. , C.I., Panorama, Talebano.

In una parte del tuo libro citi favorevolmente il Talebano. Quale è la tua valutazione sul lavoro del nostro think tank?

Il Talebano costituisce una delle soluzioni più interessanti in grado di combattere il progressivo inaridimento della comunicazione formativa ed informativa. Pensato soprattutto come laboratorio metapolitico svolge in rete una funzione di mediazione e coordinamento tra forze ideali appartenenti tutte al vasto congegno della destra attuale, finendo col valorizzare anche alcune intuizioni del nuovo leghismo. Quattro secondo me i principali Cavalieri del nuovo Graal proposto dal menù talebanico. Un sociologo di fine cultura come Fratus, in grado di demolire ad uno a uno i pregiudizi del cosiddetto evoluzionismo, così foriero ancora oggi di equivoci tipici del pensiero unico, un politologo come Priora, di vasta preparazione storico-ideologica, non alieno da acute considerazioni esoteriche, un filosofo come Mora capace di portare avanti con estrema coerenza le ragioni del cristianesimo tradizionale ed un umanista come Guidone, portavoce della orgogliosa identità del Sud in forma dialettica e costruttivamente federale. Si configura così una sorta di neopatriottismo in grado di valorizzare finalmente anche le nostre piccole patrie, riviste in chiave etnoregionalistica e a sostegno delle sacrosante istanze tipiche del comunitarismo più evoluto.

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