FORZA MATTEO!

Succede di non essere capiti, succede spesso quando la politica si trasforma in tifo e ieri è successo, dopo che sul profilo di Facebook è stato presentato un mio commento su una dichiarazione di Matteo Salvini ho iniziato a ricevere commenti privati: “ma perché attacchi Salvini?”. “anche voi del Talebano lo attaccate?”. Diversi messaggi di questo tipo.
Specifichiamo subito: nessun attacco a Matteo Salvini, leggendo i commenti direttamente sul messaggio del post è facile comprendere bene la questione che qui a seguire cercherò di spiegare meglio. Certo l’accostamento a Matteo Renzi è forte, ma va detto, ultimamente troppe volte le uscite di Salvini sono a nostro avviso inopportune perché non inserite in un chiaro e specifico progetto.
Parlare di ieri, di come mai c’è questo governo non serve a nulla, mentre serve delineare una strategia per tornare al governo. La sinistra e il movimento 5 stelle sanno che con la legge elettorale attuale il centrodestra sarebbe maggioranza in parlamento grazie alla vittoria nei collegi uninominali, al sud il M5S non riuscirebbero a ottenere nemmeno la metà dei collegi delle politiche del 2018 nemmeno alleandosi con il PD, ecco spiegato perché la legge elettorale per le prossime elezioni politiche sarà proporzionale. Molti però non capiscono bene cosa cambierà e del perché per Pd e combriccola sia importante questo cambio.


La legge elettorale in vigore obbliga i partiti a presentarsi assieme nei collegi uninominali, i collegi dove si vince con un voto in più del secondo arrivato, questo metodo dei collegi elegge il 75% dei parlamentari, mentre il restante 25% viene eletto con sistema proporzionale. Lega, FdI e FI si sono accordate sulla spartizione dei collegi uninominale, cioè hanno dovuto sedersi al tavolo e trovare un accordo su chi presentare in ogni collegio tenendo conto del peso elettorale dei diversi partiti, così facendo ogni candidato si è garantito appoggio da tutti e tre i partiti e obbligando le diverse formazione a un accordo morale di fedeltà alla coalizione. Infatti Matteo Salvini quando provò a governare con Di Maio e amici chiese a Berlusconi la sua disponibilità, fu corretto e va ricordato.
Altra considerazione importante è spiegare anche il successo della Lega in questi anni, la sua crescita rapida e unica, senza entrare troppo nei dettagli è semplice capire come Matteo Salvini, bravissimo a fare propaganda, sia riuscito a prendersi tanti voti in questi anni. Il Centrodestra nel 2013 era con Forza Italia in difficoltà, Silvio Berlusconi (l’immortale) condannato e impossibilitato a candidarsi. La destra mancava, con la fine del PDL e il ritorno a FI mancava la destra che sarebbe rinata a fine 2013 (FdI). Per la Lega c’erano le praterie, tutti gli elettori del CDX avevano solo un partito da votare perché rinnovato nella figura di Salvini e soprattutto perché battagliero.


Ma torniamo alla questione della prossima legge elettorale. Se è vero e lo è quasi certamente, la prossima legge elettorale sarà di tipo proporzionale con diritto di tribuna. In questo caso i partiti non dovranno allearsi ma come nelle elezioni Europee ognuno correrà per se stesso cercando di prendere più voti possibili e quindi eleggere più parlamentari per la propria lista.
Presento quindi una ipotesi molto probabile:
La somma dei partiti di Centrodestra che supereranno il 5% (soglia di sbarramento) porterà un eventuale alleanza di Lega, FdI e Fi a circa il 46% degli eletti
La somma degli eletti di Pd e M5S (partiti che supereranno il 5% oggi al governo) sarà di circa 42%.
Diventano fondamentali gli eletti con il diritto di tribuna che è una garanzia per i partiti come Italia Viva, Azione e coalizioni varie della sinistra.
Grazie a questo metodo il cdx è probabile che avrà gli eletti per restare al governo…

Da questo ragionamento appena esposto si comprende come attaccare Forza Italia non sia utile a tornare al governo, mentre sarebbe interessante cercare di creare una lista di centro con cui cercare di togliere voti ai moderati del PD, ai delusi del centrosinistra. Una lista utile a ottenere eletti per tornare al governo. So per certo che in Lega, inizialmente all’insaputa di Salvini, si è tentata un’operazione con un parlamentare di Forza Italia, il tentativo era quello di creare un movimento al sud che prendesse i voti in uscita della Lega e quindi di compensare e rilanciare in modo differente quanto tentato da Noi con Salvini. Poi tutto è naufragato nel nulla.
Matteo Salvini conosce bene il problema della legge elettorale e sa bene che viene strutturata per non permettere al centrodestra di avere parlamentari a sufficienza pe governare, un po’ come nel 2018 dove il CdX ha decisamente vinto le elezioni ma non ha ottenuto seggi necessari per una maggioranza.
Come alle precedenti elezioni regionali, circa un mese prima del voto, in radio spiegai il brutto risultato al sud della Lega anche con il commento di ieri ho voluto esprimere una situazione che non va promossa: l’attacco ai partiti alleati. Quanto dissi sulle regionali, che fece molto irritare Matteo Salvini, si è verificato e la stessa cosa avvenne con le elezioni regionali del 2015 (in quel caso si alterò il senatore Raffaele Volpi), ma proprio questi esempi dovrebbero fare riflettere:
• Come è possibile che il Talebano presenti sempre in anticipo risultati elettorale?
• Come è possibile che spesso il Talebano annunci questione poco conosciute?
• Come è possibile che il Talebano presenti analisi che poi si realizzano?


Noi siamo un laboratorio Politico e sosteniamo un progetto che difenda le identità, la bellezza del nostro paese, un modello alternativo al liberal capitalismo e al consumismo sfrenato e proprio per questo motivo abbiamo sempre sostenuto un’alleanza forte tra Salvini e Meloni per un governo pronto a decisioni difficili, ma perché ciò avvenga è necessario sia presente una compagine forte di centro, moderata e soprattutto disponibile a dialogare con Salvini e Meloni.

Ps: dobbiamo tenere conto che forza Italia è parte del PPE, ha quindi diversi interessi che divergono fortemente con quelli di Lega e FdI, più che attaccarli servirebbe un progetto comune per tornare alla guida del paese.

Fabrizio Fratus

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