LA VERA DESTRA E’ SOCIALE. E DIFENDE I TERRITORI

Ho seguito con interesse il dibattito tra Marcello Veneziani e Matteo Salvini sulla figura di Berlinguer e di ciò che rappresenta. E poiché è sempre più raro in politica avere momenti di confronto profondi, è bene approfittarne per mettere dei puntini sulle i.

In questo caso l’attacco a Salvini da parte di Veneziani è stato forzato, gratuito. E lo dico da deputato e militante della Lega da un decennio la cui provenienza ideologica è a “destra”, con un padre missino, i miei primi passi da militante mossi a “destra” e la mia adesione alla Lega nel 2009 avvenuta proprio in reazione alla deriva di AN che si sciolse come neve al sole nel PDL mettendo nelle mani del Carroccio il compito di difendere quello spazio identitario e patriottico.

Ma non è a Salvini che si deve chiedere di difendere la storia e la tradizione della Destra. Poiché stiamo parlando di un leader politico nato e cresciuto su un presupposto totalmente diverso: la difesa delle istanze del popolo e del territorio, in maniera post-ideologica e potremmo dire quasi sindacalista.

L’obiettivo del Salvini del 2013, quello della Lega dei Popoli al quale con Il Talebano davamo supporto a suon di convegni in tutta Italia, era quello di tradurre su tutto il territorio nazionale il ruolo che la Lega – al di là dei reclama di Bossi – aveva assunto nei territori del Nord.

In questo contesto rientra, eccome, anche Berlinguer. Perché la Lega al Nord fu fatta anche da gente proveniente da quell’esperienza politica. E perché lo stesso Berlinguer in fondo trasformò il PCI da forza ideologicamente operaia e comunista a sindacato degli esclusi sociali.

Oggi che una forza politica figlia della destra c’è, Fratelli d’Italia, se vogliamo trovare una sintesi in grado di costituire un blocco politico che rispetti la storia e la tradizione della destra non dobbiamo chiedere a Salvini di rinunciare a Berlinguer bensì di non cedere troppo alle sirene della Thatcher per mantenere una vocazione sociale territoriale che sia la Lega sia la destra hanno nel loro patrimonio culturale, necessaria per difendere le istanze degli esclusi di oggi: a partire dal meridione in Italia e dall’Europa latina in UE.

Vincenzo Sofo per affaritaliani.it

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