A VOI IL MES, A NOI LA MEB!

Finalmente le porte del Parlamento si sono riaperte, si ritorna al reale, e dopo due settimane di “mini-quarantena” il Premier Conte riferisce nelle due Aule (Camera dei deputati e Senato della Repubblica) in merito all’emergenza del Covid-19. Ci eravamo chiesti se in questo stato eccezionale la nostra repubblica parlamentare si fosse trasformata nella repubblica della piattaforma- non Rousseau- della pagina social del Presidente del Consiglio dei ministri, con il discorso alla Nazione in diretta facebook. Per due settimane, da quando tutta l’Italia è diventata zona Rossa, sembrava di vivere in una democrazia digitale: il nostro Premier compariva sui nostri schermi del Pc o smartphone e ci annunciava le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri.

Del resto il politico Conte esce dalla scuola “Casaleggio e associati”, l’erede Davide Casaleggio dichiarò nel 2018  che: “Forse in un futuro il Parlamento sarà inutile e grazie alla Rete e alle tecnologie esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”. Prove tecniche di futuro? Staremo a vedere.

Nei vari interventi che si sono susseguiti tra i banchi della Camera dei Deputati, l’unico che merita la nostra attenzione è quello dell’ex ministro Maria Elena Boschi: un intervento anzitutto pragmatico, come dovrebbe essere un vero politico, cioè il contrario dell’ inconcludente e fuffoso “Winston” Conte.

Tranquilli cari elettori, non stiamo per prendere la tessera renziana di Italia Viva, ma bisogna dare atto che l’On. Boschi ha dimostrato di masticare la materia del realpolitik- a differenza di tanti colleghi- e di lanciare, dagli stessi banchi della maggioranza, un sonoro ceffone al megalomane Conte.  Femme fatale, con le sue forme che non passano inosservate, coniuga perfettamente la bellezza fisica con quella intellettuale; educarsi alla bellezza per uscire dall’oscurantismo e di questi tempi ne abbiamo bisogno. Astenersi dai deliri delle ultras femministe, la bellezza femminile è un’opera d’arte e voi non sbarrerete le porte dei musei o coprirete le sculture.

Madame MEB non le manda a dire: “Non basta ringraziare i nostri medici, infermieri, farmacisti. Dobbiamo anche chiedere scusa. Non so di chi è la responsabilità dei ritardi nel garantire i presidi per la sicurezza personale, mascherine e guanti, ci sarà il tempo in cui saranno verificati i responsabili ma oggi dobbiamo chiedere scusa se lavorano in quelle condizioni”.  I fendenti sono appena iniziati, anzi è solo il preludio. La responsabilità, tuona all’indirizzo del Presidente, deve essere condivisa;  un uomo solo non funziona mai e bisogna lavorare insieme alle opposizioni- anche loro rappresentano e stanno dalla parte degli italiani-  in poche parole collaborare non vuol dire obbedire. 

E infine, conclude la bella Maria Elena,  togliere la maglia di partito con una comunicazione chiara ed unica del governo nelle apposite sedi: in parlamento e non in diretta facebook. Parole che hanno smascherato un esecutivo che confonde l’unità nazionale con l’assenza di critica e di opposizione, un governo barricato nelle sue stanze che approfitta di questa emergenza sanitaria-economica per cercare di recuperare appeal e consenso agli occhi degli italiani. 

Risultato immagini per maria elena boschi lingua

Il governo Conte, sopratutto in questo duro periodo, dimostra la sua totale mancanza di autorevolezza; del resto  tra un Conte che si definiva populista- citando Dostoevskiy- alla guida della maggioranza Lega-5 stelle e un Conte filo UE (con una nuova maggioranza PD-5Stelle) è passato poco più di un anno.

Lode a te Madame MEB, avversario si, ma come ci insegna il caro Pietrangelo Buttafuoco, sicilianissimo e penna raffinata: “Fimmini. Ammirarle, decifrarle e sedurle”. 

La prima regola per sedurre una donna è di quella di farsi sedurre, un mazzo di rose rosse e un invito a cena per MEB.

Domenico Barbaro

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