PSEUDOSCIENZA?

Come la maggior parte delle notizie che contano, sono passate in secondo piano le frequenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’argomento scienza.E’ venuto il momento di inquadrare queste dichiarazioni all’interno di una visione del mondo più ampia, legata ai nuovi schieramenti di forze dei nostri tempi.  Innanzitutto, importante è stata la visita al CERN di Ginevra, l’organizzazione europea per la ricerca nucleare, il 10 giugno.Al di là della visita in sé, doverosa da parte di un capo di Stato verso un’importante istituzione scientifica, è interessante il contenuto del discorso di Mattarella.

Il presidente della Repubblica, come un vero e proprio “Papa laico” in difesa del mondialismo filosofico-scientifico, afferma di situarsi: «in un’epoca nella quale emergono sconsiderati scetticismi, quando non inaccettabili opposizioni, ai risultati offerti dal metodo scientifico».E ancora, il 24 ottobre al Quirinale alla manifestazione “I giorni della ricerca” il presidente dichiara: «La rapida circolazione di informazioni paradossalmente può provocare nuove sacche di disinformazione o addirittura la diffusione di credenze anti-scientifiche, di paure irrazionali che vanno contrastate perché possono aprire pericolose falle in questo sforzo collettivo». 

Sempre il 24 ottobre, a Bergamo, all’evento “Molte fedi sotto lo stesso cielo” e “Bergamo scienza” parla ai ragazzi, che avevano lamentato la proliferazione sui social network di fake news e pseudoscienze, e criticato anche la classe dirigente, la quale “a volte ignora dati scientifici”. Mattarella dichiara: «Siamo, talvolta, preda della malattia della “opinabilità”, che riduce i fatti ad opinioni, contro ogni evidenza». Egli, dunque, auspica che «nel confronto tra cultura scientifica e culture pseudoscientifiche, a prevalere sul pregiudizio e sul sospetto, talvolta fanatici, devono essere i risultati della ricerca sperimentale, indirizzati al bene delle persone».

Le dichiarazioni di Mattarella sono la perfetta testimonianza del pericolo percepito dalle oligarchie “ordomondialiste” e dai loro distaccamenti politico-istituzionali sul territorio nazionale riguardo la cosiddetta “scienza”.Di converso bisogna portare avanti una “battaglia per la cultura”, fondamentale per la liberazione del popolo e dell’identità europea ed italiana dalle grinfie del mondialismo – il meccanismo volto alla trasmutazione dei valori in favore dell’“uomo/massa”, l’individuo “grigio” e omologato.Questa battaglia è omnicomprensiva, a 360 gradi, e va portata in tutti i rami e i luoghi del sapere. Questa battaglia tocca anche l’elaborazione di paradigmi scientifici “nuovi”, che utilizzino le nuove scoperte scientifiche (fisica quantistica, neuroscienze, particelle subatomiche), collegandole ai saperi antichi e della metafisica, della filosofia idealistica occidentale e del mondo spirituale in generale.Lo scopo è di “superare” positivismo, scientismo e materialismo, mettendo fine al substrato epistemologico della oramai cancerogena “ideologia del progresso” – l’uomo onnipotente davanti a natura, società, forze dello spirito e umanità stessa.Per fare questo è necessario trasformare quella spinta talvolta “scomposta”, ma genuina, verso la riscoperta delle qualità olistiche della persona e della realtà, e che viene da determinate correnti della medicina oltre che della scienza – ed è in particolare in questa direzione che vanno le parole di Mattarella.

Parole perfettamente in linea con i sermoni a sostegno della scienza positivista e del “mito del progresso”, tipici delle università italiane e dei libri di testo scolastici, sia in versione liberal che di stampo “socialdemocratico totalitario” – tradotto “dal fanatismo neoliberale al politicamente corretto”.Lo sradicamento di questa mentalità deve andare a fondo, e con un fare prettamente “distruttivo”, ma di un distruttivismo finalizzato ad una “nuova creazione”. Come ogni “nuova creazione”, però, c’è bisogno di una solidità progettuale di base, solidità che può essere data solo da un sostanzioso impianto teorico “rigoroso” e “scientifico”.Sviluppare al massimo le opportunità offerte dallo “spirito dei tempi”, da sovranismo e populismo! E dare profondità al pensiero di una nuova conoscenza, che possa ristrutturare la coscienza individuale e collettiva degli europei, a cominciare dagli italiani, e di qui a traino di tutto l’attuale sommovimento mondiale complessivo.Inoltre, unire a questa battaglia in ambito prevalentemente culturale e accademico, vertenze concrete che diano uno scossone, anche “simbolico”, alla situazione attuale.

Una di questa potrebbe essere la richiesta di allontanamento di Piero Angela dalle trasmissioni di divulgazione scientifica RAI – altro che Fabio Fazio!E’ necessario organizzare comitati e “gruppi di pressione”, formati da nuovi elaboratori e divulgatori della “scienza sovranista”, che chiedano al presidente Foa di sostituire questo personaggio e con lui tutta la sua concezione intrisa di scientismo, evoluzionismo e materialismo. Da qui iniziare a promuovere contenuti che, invece, siano portatori del paradigma precedentemente presentato e di correnti di sapere “alternativo”, come annunciato dallo stesso Foa agli esordi del suo mandato.Oltre a diffondere il concetto che nella realtà non vi è null’altro al di fuori della materia e che l’uomo venga “davvero” dalla scimmia, Piero Angela siede alla presidenza onoraria del CICAP. Il CICAP è un “costosissimo” e “influentissimo” comitato scientifico sorto con lo scopo di smentire i cosiddetti fenomeni paranormali e le pseudoscienze.Sorvolando sul fatto che talvolta le smentite sono più paradossali dei fatti stessi, alla base del CICAP vi è proprio il paradigma obsoleto e positivistico secondo cui “tutto ciò che non passa attraverso la realtà sensibile non esiste”.

Per questa concezione tutti gli eventi che non superano il vaglio del metodo galileiano, in particolare del principio della ripetibilità del fenomeno a pari condizioni, non sono veritieri e addirittura esistenti.E in un sol colpo abbiamo annullato il meglio della realtà, che è proprio legata alla parte percettiva, intuitiva e “sovrasensibile”, riducendo così l’uomo al mero stato di “materia grezza”.Invece, riprendendo proprio le teorie sopradescritte, molti di questi fenomeni sono ora studiati dalle neuroscienze – es. uomo neuronale, vicarianza, riciclaggio neuronale –, o meglio ancora dalla fisica quantistica – connessioni tra universo, mente e materia – o dal movimento delle particelle in senso correlato tra loro (entanglement quantistico).

Queste teorie vanno sganciate, nel caso in cui non lo siano già, dalle concezioni ancora imbevute di darwinismo e materialismo, collegandole invece al grande potere dell’“invisibile” che muove e forma la realtà concreta – interessante a riguardo la teoria del fisico David Bohm sull’“Universo olografico”.Quindi ci aspetta un compito “immane”, da noi semplicemente accennato: creare un “nuovo paradigma scientifico-metafisico” in grado di reinterpretare la realtà e di donargli un senso, alla luce anche di un genuino sentire generale, “istintivo” e “ribelle” connaturato allo “spirito del tempo”.

Roberto Siconolfi

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