SCIENZA E FEDE, L’ANTICA AMICIZIA

Superare il dualismo moderno

Scienza e fede non sono sempre state in contrapposizione come potrebbe sembrare oggi, “anzi, i grandi scienziati si sono posti sempre le domande di senso e sono stati anche, almeno un po’, filosofi. Molto spesso, sono stati anche dotati di un vero senso religioso, quando non sono stati esplicitamente credenti e cristiani. La contrapposizione è, più frequentemente, frutto di scelte ideologiche che vengono prima della professione scientifica e di luoghi comuni che si sono sedimentati nella mentalità diffusa nel nostro mondo“.

Queste parole si trovano nell’intervista a don Alberto Strumia, laureato in fisica che chiude il volume Scienziati in tonaca. Da Copernico, padre dell’eliocentrismo a Lemaître, padre del Big Bang (Fontana di Siloe, 2018), scritto da Francesco Agnoli e Andrea Bartelloni. La frase del prof. Strumia ha spinto gli autori a indagare sul mondo degli scienziati nel corso dei secoli trovando molte sorprese.

L’accoppiata sacerdoti-scienziati suona male all’uomo contemporaneo. Il punto è che i dogmi del positivismo, sposati sia da molti ambienti liberali sia dalle dittature novecentesche, detti e ripetuti infinite volte, hanno fatto breccia nell’immaginario collettivo, nutrito da una versione banale, zoppa e antistorica dell’affare Galilei.

Invece all’origine della scienza sperimentale moderna vi sono essenzialmente uomini religiosi per i quali studiare la natura altro non è che cercare di leggere il libro scritto dal Creatore, andare alla ricerca delle sue tracce, delle sue orme. Senza nessuna presunzione di possedere ogni verità, di ridurre la causa prima alle cause seconde, di trasformare la scienza sperimentale in una fede, di farne una metafisica onnicomprensiva…

Keplero, Newton, Maxwell, Volta, Galvani, Planck, e tanti altri giganti del pensiero scientifico e tra questi numerosi sacerdoti che hanno contribuito con il loro lavoro alla nascita di molte discipline scientifiche: la citologia, la biologia, la genetica, la cristallografia, della geologia, dell’astronomia e l’astrofisica.

Nomi a tutti noti, come quello di Gregor Mendel, e meno noti, come quello di Georges Lemaître, padre del Big Bang, o del tutto dimenticati come quelli dell’Abbé René Just Haüy, di padre Corti, padre Venturi, padre Bertelli e il gesuita Angelo Secchi.

Scienziati in tonaca è giunto alla seconda edizione riveduta e ampliata con l’aggiunta di alcuni capitoli: uno dedicato a Nicola Cusano, uomo di chiesa e cardinale tra i padri dell’astronomia moderna e dell’idea di Terra in movimento che verrà dimostrata da altri sacerdoti molti secoli dopo. Un nuovo capitolo è dedicato ad Angelo Secchi padre dell’astrofisica e grande classificatore di stelle. Fra l’altro quest’anno cade il secondo centenario della sua nascita.

Fabrizio Fratus per ilgiornaleoff.it

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1 Commento su SCIENZA E FEDE, L’ANTICA AMICIZIA

  1. Argomento interessante ma la meto cosi’ .. e’ uno sforzo bilaterale – da una parte la Scienza deve iconciliarsi con la Fede eliminando, come avete scritto, i dogimi positivisti e neo-positivisti di cui e’ permeata invece in particolare la Scienza Anglo-Sassone, che e’ ancor oggi il ceppo piu’ potente, anche economicamente, che detta le direttrici dell;indagine scientifica. D’altra parte la Fede deve abbandonare la tentazione decennale di bollare tutto come “relativismo” e di assumere una posizione meramente conservatrice e neo-scolastica. In poche parole, Fede e Scienza devono ambedue evolversi in modo tale che anche ua donna e un uomo pensanti, educati (in senso anglo-sassone dell’education) e di Scienza possano andare in Chiesa la domenica senza avvertire la sensazione di partecipare a un rito vecchio, stanco e un po’ anacronistico. La Fede, la Parola di Dio non e’ inamovibile, eterna. Perche’ noi abbiamo accesso a quello che possiamo capire della Parola di Dio, e il nostro grado di comprensione, la nostra interpretazione della Parola di Dio, cambia nel corso della Storia, perche’ l;umanita’ cambia.

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