LA CENSURA AI TEMPI DEI SOCIAL

Da Facebook, su Facebook

Facebook viene infatti attaccata dal Deep State (rappresentato da Soros) perché non è stata sufficientemente pronta nell’azione di contrasto alla libera informazione.

La conferma di questo arriva dunque con una email della sorosiana Avaaz inviata il 7 aprile scorso nella quale le motivazioni dell’attacco a Facebook sono esplicitate:

 

Quindi il problema del Deep State, a cui ha dato voce Soros con l’intervento di Davos, è che Facebook sarebbe “fuori controllo”, espressione sfacciatamente sincera, in quanto esso è letteralmente fuori dal controllo di queste persone che adesso hanno tutta l’intenzione di ricondurvelo con le cattive non essendoci riuscite in altri modi. Le colpe di cui si sarebbe reso responsabile Facebook erano note da tempo, la vittoria del candidato Trump opposto al clan dei Clinton il quale a sua volta è solo la faccia pubblica del Deep state, e la narrazione delle misteriose ingerenze russe in tale vittoria per screditare la volontà popolare e delegittimare il risultato elettorale avverso.

Adesso quindi si tenterà di mettere sotto controllo non solo Facebook ma l’intera rete:

….è il nostro momento per obbligare i governi e i giganti di internet a sistemare questo caos. Firma questa lettera aperta con un solo click e Avaaz organizzerà un’enorme azione per consegnarla al Congresso

Il Deep State mostra pubblicamente la sua volontà attraverso la sorosiana Avaaz con un arrogante “obbligare i governi e i giganti di Internet” a sistemare non un caos che evidentemente non esiste, ma per ricondurli sotto la loro volontà e controllo.

L’appello prosegue con toni drammatici confermando che la partita che si sta giocando è importante, si dichiara che “tutto quello che amiamo è in pericolo“, si paventa ancora la minaccia dell’estrema destra di comodo e poi la mail si conclude con una considerazione dai toni minacciosi:

Facebook dice che stanno reagendo, ma in realtà si trascinano da mesi e non sono trasparenti su quello che stanno facendo. Ma non possiamo più permettercelo

Ma la realtà è che è proprio Avaaz a compiere quelle azioni di cui accusa Facebook, l’ha fatto anche nell’ultima campagna elettorale italiana come denunciato su CS l’otto febbraio scorso in “Iadicicco attaccato da Avaaz: perché la votazione di Roma sarà un referendum pro o contro Soros“. Al riguardo però sto già attivamente facendo in modo che ci sia al più presto un’interrogazione parlamentare sulla vicenda dell’ingerenza di Avaaz nelle elezioni politiche.

So che per aver denunciato questo sono anche personalmente stato indicato come un nemico da Avaaztramite il suo Press Center nell’articolo “Avaaz under attack from far-right for launching first ever Italian Election Campaign” nel quale si dice tra l’altro:

Famous right-wing blogger Enzo Pennetta called the vote in Rome “a referendum for or against Soros”, using a favourite attack line of the far-right. Similar lines about Soros’s involvement in the Italian election were also picked up by Iadicicco and Berlusconi’s paper Il Giornale.

L’attacco alla libertà di espressione e alla libera informazione sta entrando in una nuova fase, quello che accadrà l’11 aprile al Congresso degli Stati Uniti con la deposizione di Zuckerberg avrà ripercussioni per tutti.

Enzo Pennetta

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