DENTRO ALLA LEGA: INTERVISTA A STEFANIA BONFIGLIO

Di nuovo: l'articolo 1 non è in discussione

Cara Stefania, nonostante la tua giovane età hai vissuto come militante diverse fasi del Carroccio, ora è arrivato il momento del congresso e a maggio Matteo Salvini porrà nuove questioni sul futuro del movimento, cosa prevedi?
Sicuramente verrà presentato un serio progetto politico, in grado di dare ancora maggiore forza alla Lega. È già appurato che l’art 1 dello Statuto sull’indipendenza della Padania non verrà toccato. E verrà rispettato: Salvini non sta portando il movimento a una svolta nazionale, qui non esiste una Nazione come la Francia. Salvini sta lottando contro problemi che colpiscono tutti, non per questo abbandonerà i nostri principi autonomisti e federalisti, anzi, li può solo rafforzare  arrivando a creare una Lega dei Popoli per difendere e dare maggior peso all’identità e alle istanze territoriali.
Il nostro laboratorio politico sostiene il progetto delle 1000 patrie in antitesi al sistema nazionale in favore della Patria come terra dei padri e quindi di una comunità basata su valori e tradizioni tramandate, cosa ne pensi?
Penso innanzitutto che occorrerebbe fare chiarezza sul concetto di Patria e Nazione. Patria, come dite bene voi, è la terra dei padri e racchiude una comunità unità da profondi valori tramandati di padre in figlio ai quali si uniscono le istanze politiche, mentre la Nazione è un concetto più astratto di territorio delimitato da confini in ragione a tecniche amministrative. È con la nascita dello Stato Moderno che si è tentato di far coincidere le due visioni. A mio avviso, molto forzatamente. L’Italia non la considero una Nazione, è la terra dei mille campanili. Logica vuole che sia intrinsecamente costituita da mille patrie, e sfido chiunque a poter dire il contrario.

Tutti i partiti per risolvere il problema della crisi hanno impostazioni di tipo liberal capitalista basate su una economia del consumo,  noi crediamo che sia proprio quel tipo di impostazione economica ad avere prodotto la crisi e come risposta proponiamo un sistema di tipo comunitarista in cui l’individuo sia parte della comunità e il “profitto” abbia limiti ben definiti in relazione al bene comune, cosa ne pensi?

È un dato ormai incontrovertibile quello per cui il sistema capitalista per sua natura compia dei cicli. E il ciclo prevede una caduta molto, molto forte. Quindi si, è il sistema stesso a generare crisi. Stiamo assistendo a questo fenomeno da anni, tanto da non aver risparmiato nessuna categoria produttiva. Già negli anni 70 Miglio, in base ai suoi studi, prevedeva una “lunga frenata” al consumo dettata da esigenze politiche, e quindi dei limiti da imporre al profitto. Credo che il vostro pensiero si trasformerà in realtà, che lo si voglia o no. È una naturale conseguenza. A questo aggiungo che lo trovo assolutamente auspicabile: vedo una società disperata, morente, in cui l’individuo ha perso il senso della propria vita e cerca di trovarlo in tutto ciò che non è necessario, creato dal dio denaro. I suicidi aumentano, così come l uso e l abuso di anti depressivi. La rivoluzione oltre che economica deve essere identitaria e aggregatrice per una comunità che combatta l’individualismo imperante .

Salvini e Grimoldi, rispettivamente segretario Nazionale e della Lega Lombarda, arrivano dal movimento mgp e sembrano puntare molto sui giovani. Tu, giovane e soprattutto donna, come la vedi?

Verissimo, sanno che il ricambio generazionale è necessario e importante, e cercano di aiutare i giovani a costruirsi il proprio percorso. Personalmente, ho sempre notato la fiducia che ripongono in noi. Certo è che siamo i primi a dover dimostrare di avere valore, di essere sempre “sul pezzo” e, non da meno, di amare il nostro Movimento. Da donna, che dire? La politica è sempre stata un campo ad appannaggio esclusivamente maschile. I nobili avevano il potere e difendevano col sangue la propria terra andando in battaglia. Ma le battaglie di oggi devono avere la presenza in campo della componente femminile, chi meglio di noi può farsi portavoce di certe istanze? Rimane la premessa iniziale: noi donne dobbiamo dimostrare il nostro valore, in barba alle quote rosa.

Sei il Segretario della Lega Nord di Magenta, l’11 giugno andrete a elezioni, quale sarà il vero cambiamento con la vittoria della Lega?

Innanzitutto, Magenta tornerà a essere una comunità. I cittadini con le innumerevoli associazioni presenti sul territorio torneranno a vivere e a far vivere la città, creando aggregazione. Noi saremo il loro strumento.
Battaglia fondamentale sarà quella di mettere in atto una rete di interventi, alcuni anche a costo zero, per garantire sicurezza. Ci occuperemo dei reali bisogni dei cittadini, dall’occupazione lavorativa al sociale, collaborando con la Regione e altri enti, cosa che negli ultimi anni è stata fatta in modo molto superficiale. E saremo in grado di portare avanti nuove idee grazie a una squadra di giovani e donne competenti.
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