IL COMPAGNO FIDEL ERA UNO TOSTO

Fidel è sopravvissuto a 11 presidenti americani e più di 50 anni di embargo: mica come noi europei.

L’ ex presidente Fidel Castro è morto nella notte tra venerdì e sabato a darne l’annuncio è stato il fratello Raul Castro:

caro popolo di Cuba, è con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della nostra america e del mondo, che oggi 25 novembre  2016 alle ore 10,29 è deceduto il comandante in capo della rivoluzione cubana fidel Castro  ruz”

Uha poi concluso salutandolo con lo slogan a lui tanto caro “hasta la Victoria siempre” e annunciando nove giorni di lutto nazionale.

È morto all’età di 90 anni, dopo una lunga malattia che lo aveva già costretto da tempo ad abbandonare la carica presidenziale, un’età davvero ragguardevole per un uomo che può vantare il non comune primato di avere subito 638 tentativi di assassinio da parte della CIA  (secondo la stima messa a punto da Fabian Escalante, storica guardia del corpo del leader maximo) alcuni di essi sono presenti nel documentario 638 metodi per uccidere Castro.

Della sua morte si parlerà a lungo, è inevitabile: è stato uno dei leader politici piu importanti del 900, il mito della rivoluzione combattuta al fianco del “Che” è  diventata un iconica assieme al suo carisma e al suo caratteristico look: la lunga barba, il sigaro, le sue divise (e le tute da ginnastica dell’ultima fase, NdR).

Ma, al di là dell’aspetto e del carisma, se ne parlerà a lungo perché inevitabilmente ha diviso e divide: eroe per i suoi sostenitori, carnefice per i detrattori, chi festeggia la sua morte chi piange per la sua scomparsa, chi ha torto e chi ragione? Entrambi o forse nessuno.

Ma eroe lo è stato certamente, agli occhi del mondo e, sopratutto, agli occhi del suo popolo, quando nel gennaio del 59 costrinse il dittatore Batista a lasciare L’Avana. Fidel Castro fu capo indiscusso della rivoluzione cubana, che lo rese eroe e icona della sinistra nel mondo, anche se l’imborghesimento e il politicamente corretto hanno placato molti entusiasmi, tanto che ora divide anche a sinistra, tra chi ancora lo considera il leader maximo, eroe e patriota, e chi vorrebbe liquidarlo a dittatore omofobo, perché questo era: testimonianza scomoda del secolo scorso, ha sempre anteposto nelle sue scelte il bene di Cuba e del suo popolo, a cui ha dedicato tutta la sua vita. Questo non può essere compreso appieno in un secolo dominato dalla visione individualista.

Fidel è sopravvissuto a 11 presidenti americani e più di 50 anni di embargo senza che mai si sia fatto sottomettere e in un mondo in cui non si è più comunisti, ma “di sinistra”, è  evidente che Fidel crei imbarazzo e possa sembrare più uno scheletro nell’armadio che una vecchia bandiera.

Fabio Ferracci

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