PANNELLA: ODI ET AMO

Un necrologio sui generis per uno strumento consapevole del liberalismo più sfrenato

Giacinto Pannella detto Marco non era soltanto un uomo. Era un simbolo. Era il simbolo, in Italia, della quarta Rivoluzione, cioè di quel fenomeno che possiamo sintetizzare in due celebri slogan sessantottini: “proibito proibire” e “godere senza ostacoli”. Pannella era il simbolo del post-Sessantotto depurato dall’anticapitalismo, quindi nella sua pura essenza. Sostenitore del divorzio, dell’aborto, degli esperimenti sugli embrioni, della liberalizzazione delle droghe, dell’eutanasia, della libera sodomia, della depenalizzazione dell’incesto, dell’immigrazione di massa,dell’abolizione dell’ergastolo, dei bombardamenti “umanitari”, particolarmente “aperto” nei confronti del fenomeno della pedofilia, si è sempre definito “liberale, liberista, libertino e libertario”.Pannella riconobbe lucidamente che la società dei consumi, ben lungi da essere “repressiva”, liberava gli istinti delle masse e di questi istinti faceva mercato: a sua volta ne fece mercato politico.

A differenza di tante menti confusionarie a sinistra come a destra, Pannella il consumismo l’ha amato sempre e mai esecrato, consapevole del suo ruolo dissolutore.  Globalista, americanista, sionista, non ha mai finto di combattere il regno di Mammona. Il pannellismo allo stato puro non è molto diverso dall’ideologia dei Gates, degli Zuckerberg, dei Rockefeller, dei Bloomberg e dei Soros (generoso finanziatore, quest’ultimo  del Partito Radicale).

A parte qualche mobilitazione azzeccata (come quella a difesa di Enzo Tortora contro la prepotenza di certa magistratura) il suo quasi unico merito si riduce nell’ avere umanizzato – attraverso il suo istrionico e a tratti simpatico narcisismo estremo – il cinismo spietato dell’ideologia dominante,il cui slogan potrebbe essere “egoisti di tutto il mondo unitevi”. Nemico del sacro, della trascendenza, del legame sociale, dell’afflato comunitario, delle identità, delle radici, della tradizione, umanizzava nel suo istrionismo quel processo implacabile di massificazione e di emancipazione da tutti i vincoli umani e trascendenti così freddamente interpretato dalla sua arcigna sodale Emma Bonino.

Infine occorre riconoscere che Giacinto Pannella detto Marco muore da vincitore: non solo perchè l’ex Pci è divenuto – realizzando la nota profezia di Augusto Del Noce – il Partito Radicale di massa, come attesta anche la legge sulle unioni (in)civili, ma anche perché la sua cultura politica nichilista si è imposta sia destra sia a sinistra. L’estrema liberazione dell’individuo da ogni legame religioso, etnico, familiare e persino biologico procede inarrestabile a livello mondiale. Possiamo solo sperare, pregando e lottando, che si fermi. E inizi la riconquista.

Martino Mora

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