IL SALVINI CHE VORREI: QUELLO CHE COMBATTE L’ISIS AL FIANCO DI PUTIN

Anche perché alternative non ce ne sono molte

Una conversazione politica tra Alessandro Tassi, coordinatore Lega Nord Perugia e Hossein Zakipour, Talebano Umbria, musulmano sciita e militante della Lega Nord.

A.T.: Abbiamo visto le celebrazioni del Natale in tutto il mondo, molti Italiani son rimasti sorpresi nel vedere Assad che va a festeggiare il Natale con la comunità Cristiana, che ne pensi?

H.Z.: Mi fa specie che si rimanga sorpresi nel vedere Assad festeggiare il Natale, questo è il frutto della visione falsata a cui siamo abituati come Occidentali.

In che senso?

Noi Italiani pensiamo che Assad sia un dittatore sanguinario che fa del male al suo popolo, ma la verità è che Assad rimane l’unico governo legittimo in Siria e sotto il suo regime i Cristiani si sentono protetti.

Quindi ritieni che Assad stia facendo gli interessi del proprio popolo?

Beh, ripercorriamo quanto è accaduto; all’inizio l’ Europa ha appoggiato quei piccoli gruppi di combattenti che l’ opinione pubblica chiamava “ribelli moderati”, che volevano la caduta del governo Siriano. Poi abbiamo riscontrato in maniera inconfondibile che questi moderati sono finiti a combattere nelle fila dell’ISIS, avanzando in una vera e propria guerra contro la Siria. Non penso proprio che il popolo Siriano sia contento se finisce sotto le mani dell’ISIS, quindi Assad è l’unico che in questo momento difende davvero il popolo Siriano.

Secondo te difendendo il popolo Siriano sta difendendo anche l’ Europa?

In un certo senso sì, perché sta arginando l’avanzata dell’ISIS. Se la Siria cadesse nelle mani dei tagliagole e dei cosiddetti ribelli “moderati”, di certo l’Europa sarebbe il passo successivo della loro avanzata. E ne risentirebbe in maniera forte con invasioni di flussi migratori, vedasi l’analogo caso Libia.

Può una dittatura difendere gli interessi di un continente che si basa sulla democrazia?

Queste categorie secondo me non hanno alcun senso, siamo di fronte ad un governo che combatte contro un gruppo terroristico che vuole conquistare tutta la zona.

Siamo in guerra, o combattiamo contro l’ISIS o al suo fianco.

Molti credono che la guerra a cui tu ti riferisci sia anche una guerra di religione fra musulmani e cristiani e che l’ISIS voglia islamizzare l’intera Europa. Tu che ne pensi?

Si tratta di una guerra per l’egemonia nel Medio Oriente, quindi vengono usate tutte le armi per il conflitto, prima fra tutte la religione. L’ISIS uccide i mussulmani sciiti per creare fratture ed i cristiani per creare terrore. Siamo entrambi vittime di un unico nemico. Pertanto dovremmo tutti schierarci contro l’ISIS e nel caso specifico in favore di Assad.

Ti sembra che l’Europa sia compatta in questa guerra al terrorismo?

L’Europa non lo sta nemmeno combattendo il terrorismo. L’Europa inconsciamente spera che Assad cada. Ma in questo modo fa il gioco dell’ISIS. E una volta destituito il governo di Assad, la Siria diventa una polveriera pronta ad esplodere. Oggi secondo me un politico accorto dovrebbe cambiare rotta e confrontarsi con Assad per capire come combattere un nemico comune. Proprio come sta facendo Putin.

Ci sono politici “accorti” in Europa?

Secondo me il Front National di Marin Le Pen sta facendo un buon lavoro sul fronte della politica internazionale. Mette in evidenza e critica le politiche scellerate di sostegno indiretto al terrorismo che ha fatto la Francia appoggiando i ribelli “moderati” anti-Assad; una compagnia che va dall’ Arabia Saudita agli Usa passando per la Turchia. L’Occidente sta perseguendo una politica tanto ipocrita quanto dannosa; condanna pubblicamente sui Media l’ impero del Terrore ma sottobanco lo finanzia e lo legittima. Invece di sanzionare tali Stati, prende provvedimenti contro la Russia, la Siria o l’Iran; paradossale. Gli unici Stati che stanno apertamente combattendo l’ ISIS.

E in Italia?

Secondo me l’unico partito politico che può davvero fare la differenze è la Lega.

Matteo Salvini si è dimostrato lungimirante riguardo alle sanzioni alla Russia, predicandone l’assurdità, anche perché danneggiano le nostre imprese.

Ha ben compreso che Putin è il principale alleato Europeo nella guerra contro l’ISIS. Solo Salvini secondo me ha la forza necessaria per combattere l’ipocrisia dell’Europa che si dichiara nemica dell’ISIS ma poi lo agevola cercando di abbattere Assad.

Se potessi dare un consiglio a Salvini sulla crisi siriana quale sarebbe?

Di guardare la situazione per come è realmente: ci sono la Siria, la Russia e l’Iran che si impegnano ogni giorno nel combattere l’ISIS aiutando Assad, dall’altra c’è l’ISIS.

È chiaro che non si può indugiare a lungo, bisogna prendere una posizione; mantenere Assad al governo e non andare dietro a chi vuole destabilizzare tutto il Medio Oriente e poi l’Europa. Iniziare un processo di cambiamento; intavolare nuovi rapporti, sia di collaborazione politica (politica estera) che economica, a partire proprio da Siria-Iran-Russia Mettere in discussioni vecchie alleanze a cui ancora oggi siamo legati è possibile, e doveroso aggiungerei; Anche se difficile.

Da militante della Lega e musulmano, quale vorresti fosse la politica di Matteo Salvini rispetto all’ Islam?

Questo è un tema complesso. Non bisogna cadere in facili generalizzazioni. Bisogna agire con fermezza e rigore in Italia, visto che ancora la situazione è molto diversa da altri paesi europei, ma allo stesso tempo non emarginare i musulmani o condurre contro di loro insensate crociate. Non dobbiamo cadere nel tranello della guerra religiosa.

Se posso dare un parere sincero, l’ISIS e il radicalismo islamico fanno parte della visione dell’Islam dell’Arabia Saudita (accenno a Ibn Themia doveroso). Gli imam radicali fanno tutti parte di questa scuola saudita radicale, pertanto sono loro il problema, non il musulmano in se per se. Basterebbe una maggiore preparazione delle nostre istituzioni per individuare questi piccoli gruppi ed estirparli dal suolo italiano. Di solito questi gruppi ricevono dei finanziamenti dall’estero (soprattutto dalla casata saudita), è necessario rintracciare questi flussi di denaro e risalire alle fonti. L’importante è non cadere nell’odio, perché l’odio crea odio e si fa il gioco dei nostri nemici: l’islamofobia rischia di diventare l’alleato migliore dell’ ISIS; è proprio questo sentimento che sperano di instillare in noi Occidentali con attentati come quello del Bataclàn.

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1 Commento su IL SALVINI CHE VORREI: QUELLO CHE COMBATTE L’ISIS AL FIANCO DI PUTIN

  1. Da sottoscrivere le parole di Hossein Zakipour, che a mio modo di vedere rappresentano nella loro interezza la visione della stragrande maggioranza di elettori soprattutto giovani che vedono in Salvini una possibilità non ancora forse completamente attualizzata di alternativa al renzismo ed al pensiero unico…saprà il “Matteo giusto” essere all’altezza di queste aspettative?

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