CHI SI EVOLVE È PERDUTO

Ovvero dell'eterna lotta tra il Bene e il Male

Il sistema evoluzionista è un insieme di teorie naturalistiche, che hanno come retroterra l’idea che le leggi della fisica siano immutabili e la materia indistruttibile, concetti tipici del panteismo. La materia, in qualche modo eterna, si sarebbe ad un certo punto addensata in un ristrettissimo spazio, non più grande di un pisello, per poi esplodere e dare origine ai vari tipi di atomi presenti nell’universo. Questi atomi, semplicemente obbedendo alle loro intrinseche leggi e in circostanze particolarmente fortunate, avrebbero dato luogo all’universo che osserviamo, poi al primo essere vivente unicellulare (abiogenesi), dal quale si sarebbero in seguito sviluppate le varie specie, fossili e viventi.

Per quanto riguarda il mondo vivente, il modo che avrebbe permesso il dispiegarsi della varietà degli esseri viventi è quello indicato da Darwin (la sua teoria dell’origine delle specie), cioè la capacità intrinseca di variazione, seguita da mutazioni e selezione naturale.

Le teorie evoluzionistiche sopra menzionate hanno in comune quanto segue:

  • Non richiedono l’esistenza di Dio che, se anche ci fosse, non interverrebbe nel processo.
  • Hanno un principio di continuità, nel senso che il processo obbedisce a  leggi costanti della materia che non subiscono l’azione di forze esterne alla materia stessa.

In questa sua forma però, supponendo esclusivamente forze materiali, queste teorie sconfinano nel campo della filosofia, più precisamente nel materialismo. Così anche l’uomo diventa solo materia, solo un animale evolutosi per ultimo.

Il sistema creazionista è, invece, un sistema coordinato che si basa su presupposti diversi da quelli del sistema evoluzionista, a cui si contrappone. Il principio di partenza è che, al di sopra e al di fuori del creato, ci sia un dio creatore dotato di personalità ed onnipotente, al punto che non ha plasmato la materia e nemmeno ha messo ordine nel caos primordiale, ma ha creato tutto dal nulla, operando per mezzo della sola parola ( cfr Gn 1; Eb 11, 3; 2 Pt 3,5-7). Materia ed atomi, perciò, sono così perché Dio li ha voluti tali “nel principio”.

Anche la varietà degli esseri viventi non è stata causata da uno sviluppo, ma è stata una scelta iniziale del Creatore, adoperatosi non affinché da una specie se ne originassero altre, ma perché ciascuna si riproducesse “secondo la propria specie” e per mezzo dello specifico “seme” che ha “in sé”. La presenza di Dio al di fuori e al di sopra del creato ha prodotto una discontinuità all’inizio, poi altre in seguito. Nei Vangeli Gesù si  dimostra la sua capacità di creare discontinuità (sanando i malati, risuscitando i morti, moltiplicandi i pani, comandando perfino ai venti) ed i cristiani vivono nell’attesa della discontinuità finale annunciata, quando Gesù tornerà e restaurerà la perfezione originaria del creato,  smentendo l’umana convinzione che «tutte le cose continuano come dal principio della creazione» (2 Pt 3,4).

Molto importante per la teoria evoluzionistica è il  inoltre concetto originario  di Big Bang; secondo questa teoria, alcuni miliardi di anni fa tutta la materia dell’Universo era concentrata in un piccolissimo spazio, non più grande di un pisello. Si sarebbe allora verificata una “Grande Esplosione” (un “Big Bang”, per l’appunto), con l’espansione della materia e la formazione dei vari elementi chimici che costituiscono la Terra e i corpi celesti. Questa concezione non ha bisogno di presupporre un Creatore e consente di far risalire il tutto a cause puramente naturali e materiali.

Come per l’evoluzionismo anche in questo caso c’è chi cerca una conciliazione con la Bibbia sotenendo ad esempio che:

  • Ambedue parlano di un inizio.
  • Il Big Bang non dice nulla riguardo a ciò che c’era prima e perciò non esclude Dio.
  • Mentre per la creazione degli esseri viventi la Bibbia ci indica un’età di migliaia di anni, per la creazione della materia (e perciò anche per le rocce della Terra o della Luna) la Bibbia ci dice solo che è avvenuta «in principio».

Questi ragionamenti hanno una loro sensatezza e non stravolgono apertamente il testo biblico, bisogna però distinguere fra ciò che emerge da un’analisi interna del testo biblico e gli adattamenti che facciamo per rendere compatibile la Bibbia con la scienza prevalente del momento.

Il B.B., poi, sembra in declino, visto che la prestigiosa rivista New Scientist del 22/5/04 ha pubblicato una protesta firmata da 150 (centocinquanta) scienziati di varia tendenza e di tutto il mondo, in cui, fra l’altro, si afferma che: “La teoria del big bang dipende da un numero crescente di entità ipotetiche e mai osservate […] non può sopravvivere senza queste frottole […] Oggi praticamente la totalità delle risorse finanziarie e di sperimentazione nella cosmologia sono dedicate agli studi sul Big Bang”.

Stando così le cose, non è avventato proporre che:

  1. Il Big Bang è necessario agli evoluzionisti, i quali hanno bisogno di dare una qualche spiegazione sull’origine della materia e dei vari atomi.
  2. Non contrasta esplicitamente con la Bibbia, ma è più compatibile col credere in un Dio filosofico che col credere nel Dio rivelato dalla Genesi.
  3. Come Darwin cerca di spiegare l’origine delle specie attuali   affermando che vengono da altre specie (spostando il problema anziché risolverlo), così il BB cerca di spiegare l’origine della materia sostenendo che viene da energia pre-esistente senza spiegarne l’origine.
  4. Come per l’evoluzione della specie, il Big Bang è una teoria che si ritiene «certa» e sostenuta da «tutti gli scienziati»; questa certezza deriva dal fatto che ambedue le teorie sono imposte dogmaticamente e chi non le appoggia viene tacciato come a-scientifico.
  5. La teoria del B.B. è la prima tappa   del sistema evoluzionistico, a cui segue  l’abiogenesi (origine della vita da materia inorganica) e l’evoluzione biologica (la trasformazione continua degli organismi poco complessi in organismi iper-complessi).

Per chi crede che Gesù abbia trasformato istantaneamente l’acqua in vino, abbia risuscitato il corpo in putrefazione di Lazzaro con una semplice chiamata e crede che Dio abbia creato tutto per mezzo di Gesù, è più facile e coerente credere che Dio abbia creato tutto per mezzo della parola (2 Pt 3,5), piuttosto che credere che abbia concentrato la materia in un piccolissimo volume, per poi dar origine a tutto facendolo esplodere; non si comprende come professori come Facchini o Franceschelli continuino a fare confusione e a mischiare il credo con una falsa scienza (Big Bang, abiogenesi, teoria di Darwin).

Sia il modello evoluzionistico sia il modello creazionistico si basano su atti di fede, nel senso che non possono essere dimostrati scientificamente, per cui vanno considerate dei meta o megasistemi di stampo filosofico.

Fabrizio Fratus

 

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2 Commenti su CHI SI EVOLVE È PERDUTO

  1. Il problema è che i marxisti e i liberali egualitari possono essere messi in un angolo solo quando ci si oppone a loro in termini evoluzionistici, che accettino la tassonomia di famiglia:specie:razza:subrazza, riproduzione tra maschio e femmina etc., ma non in termini creazionistici, ovvero: Dio ci ha creati tutti uguali e fratelli, le razze non esistono, e non ultimo “chi sono io per giudicare i ricchioni?”

    Si può contestare un ragionamento su basi scientifiche, ma come fai a contestare un puro atto di fede?

    Purtroppo la “scienza” moderna, come istituzione, è totalmente asservita al pensiero unico, ma il ragionamento scientifico è uno e uno solo, gli egualitari hanno solo una religione diversa che non riconosce Dio ma fa della pseudoscienza un dio che giustifica i loro deliri (un puro atto di fede mascherato da scienza, la quale è un’altra cosa).

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  2. Ho iniziato a leggere l’articolo con la speranza di trovarvi qualcosa di interessante, ma mi sono dovuta arrestare immediatamente (esattamente all’ottava riga) a causa delle numerose inesattezze presenti nel tuo tentativo di riassumere la teoria del big bang. Mi dispiace dovertelo dire, ma in così poco spazio sei riuscito ad addensare così tanti errori che al confronto la densità della singolarità iniziale (si chiame così quello che tu vedi come un pisello) era un’inezia! Oltre a ciò, sei anche rimasto molto indietro rispetto all’attuale dibattito scientifico. Premesso che l’astrofisica non è il mio campo, proverò a fornirti alcune chiarificazioni sulla teoria del big bang che spero possano esserti utili per le tue future speculazioni filosofiche – regola del buon filosofare: è indispensabile conoscere (bene) ciò su cui si intende esercitare la critica.
    In primo luogo, la teoria del big bang non è (ne mai ha voluto o potuto essere) la spiegazione definitiva sul tutto esistente. Curioso il fatto che uno dei padri di questa teoria fosse un sacerdote cattolico (https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Lemaître). Quella del big bang fu un’ipotesi formulata a seguito della scoperta che l’universo non è uno spazio stazionario, bensì in espansione. Si era dunque autorizzati a pensare che andando a ritroso nel tempo si dovesse logicamente giungere a un istante in cui l’universo era compresso in un unico punto (la singolarità), con la materia, lo spazio e il tempo avviluppati al suo interno. La singolarità (ben più piccola di un pisello!) si sarebbe espansa (big bang) come una bolla, lasciando dispiegare al suo interno la materia (solo particelle di idrogeno, non di tutti gli elementi come erroneamente ritieni) e lo spazio-tempo – e attenzione a pensare che la singolarità fosse fatta di idrogeno compresso! Infatti la materia che conosciamo non esisteva prima del big bang! Non molti anni dopo la sua formulazione questa ipotesi fu verificata dal rilevamento della cosiddetta risonanza di fondo (una sorta di eco). Un fatto molto importante da tenere a mente è che all’interno della singolarità la pressione e la temperatura erano talmente elevate che le leggi della fisica che conosciamo non valevano – la stessa cosa accade all’interno dei buchi neri. Da ciò potrai facilmente dedurre che la scienza contemporanea non sostiene affatto l’idea dell’eternità e immutabilità delle leggi fisiche.
    La teoria del big bang lasciava tuttavia irrisolte alcune questioni. Quelle che a noi interessano sono: qual era la natura della singolarità? cosa ha innescato il big bang? Ora sappiamo che non possiamo dire che la singolarità fosse composta di materia ordinaria (cominciata ad esistere dopo il big bang). La fisica teorica più avanzata ha ipotizzato alcune teorie, e quella che attualmente sembra di godere maggior credito presso la comunità scientifica è la teoria-M (M-theory). Questa teoria, nata con tutt’altra intenzione (riuscire a legare la teoria della relatività con la fisica quantistica), comprende il big bang e la nascita del nostro universo come un evento locale di un più vasto multi-verso. Semplificando al massimo: si pensa comunemente che le particelle degli elementi siano come dei mattoni che costituiscono la materia dell’universo. la teoria-M invece sostiene che esistono entità ancora più piccole (molto più piccole) delle particelle, dette stringhe. Tali stringhe vibrerebbero, e dalla loro vibrazione nascerebbero le particelle. Diverse vibrazioni generano diversi tipi di particelle. Oltre le stringhe vi sarebbero anche delle membrane, dette brane, anch’esse vibranti, avviluppate nel nostro universo (che comprenderebbe undici dimensioni), e l’intero universo sarebbe avvolto in una brana. Esiste una dimensione in cui un numero infinito di universi vibranti galleggiano, e può accadere che le superfici (le brane) di due universi collidano, e da queste collisioni si genererebbero nuovi universi (tra cui il nostro). E’ la teoria-M, meravigliosamente barocca, e in cui risuona l’eco della cosmologia indiana, a porsi arrogantemente come Teoria del Tutto (ovviamente è tutta da provare, ma il modello matematico funziona alla perfezione).
    Spero davvero di esserti stata utile con questi piccoli scarni riferimenti, forse potrebbero aiutarti a tappare le gravi falle (non lo dico per cattiveria: sono diretta e onesta nel dire le cose in quanto non amo l’ipocrisia) delle tue obiezioni al sapere scientifico e al pensiero ateo -che tra l’altro grossolanamente assimili!

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