IL PROBLEMA NON SONO I MIGRANTI, MA I LORO SPERMATOZOI

Guarda caso, siamo ancora qui a chiederci di chi sia il figlio di Franco Baresi

L’Europa sta subendo un’invasione dall’Africa e dal Medio Oriente: se la prima è maggiormente conosciuta in Italia per quanto riguarda i barconi e gli sbarchi, pochi sanno che a Lesbo, isola greca confinante con la Turchia, gli sbarchi sono in continuo aumento e sono maggiori di quelli in Italia. Tutte le isole greche sono prese d’assalto e mentre le organizzazioni solidali sono mobilitate e attrezzate per il soccorso di tutti questi “fuggitivi”, il governo Greco è impossibilitato ad agire in quanto non ha disponibilità di fondi per provare, eventualmente, a respingere la massa di persone come fanno altre nazioni d’Europa.

I numeri parlano chiaro: dall’inizio del 2005 a maggio gli immigrati giunti in terra europea sono circa 54.000 in Italia, 48.000 in Grecia, meno di 1000 tra Malta e Spagna. È evidente come i canali utilizzati per l’invasione siano i due stati mediterranei con governi in difficoltà: da una parte una Grecia in dirittura di fallimento – quindi debole – e dall’altra un’Italia in cui a governare vi è un uomo, Renzi, che non fa altro che asservire il modello e le logiche di coloro che ci stanno riducendo a paese di disperati.

Resta chiaro che aiutare i più deboli, le persone in difficoltà, chi soffre e quant’altro sia un dovere di ogni persona ma va assolutamente compresa una gerarchia di aiuti da mettere in azione: non ha senso che il nostro Stato utilizzi fondi ci circa 1000€ al mese per ogni immigrato, lasciando i nostri anziani, malati e esclusi in una situazione di difficoltà economica, se non di povertà reale. La concezione di uno Stato dovrebbe essere quella di una comunità in cui l’intervento in aiuto del “cittadino” più in emergenza è un dovere primario. Invece nulla e  coloro che avrebbero il diritto di essere aiutati vengono lasciati sulle spalle delle famiglie già vessate da tasse e burocrazia.

Ma, altro fatto da valutare è che normalmente coloro che fuggono da un paese per colpa della guerra o altro non sono ragazzi giovani e ben “piazzati” ma famiglie, bambini, donne e vecchi. Il gran numero di immigrati, invece, è spesso composto di ragazzi tra i 20 e i 30 anni, senza dubbio non deperiti, che – ci dicono i media – hanno sborsato dai 1000 ai 5000 euro, cifre altissime se si considera i paesi da cui arrivano.

Mentre l’Europa impone politiche orientate al calo demografico (sempre meno aiuti alle famiglie con figli e delegittimazione del matrimonio naturale), dai paesi dell’Africa e del Medio Oriente si riversano sul nostro territorio migliaia di giovani …

A questo punto la domanda da porci è: quale futuro per noi?

Fabrizio Fratus

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1 Commento su IL PROBLEMA NON SONO I MIGRANTI, MA I LORO SPERMATOZOI

  1. La Natura fa sempre il suo corso. Un popolo che rifiuta di seguire le leggi della Natura morirà.

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