QUELLO CHE VI SIETE PERSI

Chi ride e chi rode

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”. Ghandi sarebbe d’accordo con noi: il fenomeno salvinista non è più ignorabile ormai da parecchio tempo e di certo oggi la derisione non fa alcuna paura al leader della Lega, anzi i sondaggi raccontano di una costante e crescente simpatia per quel “populista ignorante” che sa parlare la lingua del popolo. Siamo dunque entrati nella terza fase, quella che si preannuncia più dura e carica di insidie: il combattimento con ogni mezzo. Lo strumento che recentemente è stato messo in campo per contrastare il nuovo corso leghista, innegabilmente distante dalle posizioni tradizionali del partito, è il tentativo di spaccare il movimento facendo leva su Flavio Tosi. L’attuale sindaco di Verona è lo stereotipo del politico che piace ai liberali in cerca di paternità: moderato e “presentabile”, a favore delle attuali politiche economiche europee, liberista incallito. È lui l’uomo su cui vengono riposte le illusioni di quell’elettorato di centro destra che proprio non riesce a sopportare termini da “komunisti vetero stalinisti” come sovranità, tradizione, comunitarismo. Se c’è qualcuno nella Lega che oggi non si riconosca in questi assi portanti è bene che se ne vada, perché il solco è già stato tracciato ed è profondo. Noi siamo certi che per quanto sia vero che la lega abbia subito sviluppi importanti nell’ultimo anno e mezzo, essa abbia comunque mantenuto la sua vocazione identitaria e localista, popolare e vicina alle richieste degli ultimi. Anche i militanti di vecchia data lo hanno capito e lo spettacolo di Piazza del Popolo ne è la migliore conferma.

È il momento storico dell’Europa e del mondo a chiamare, bisogna dunque adattare le vecchie battaglie e raccogliere la sfida che ci si presenta. Cari liberali, quello che vi siete persi – proprio perché siete abituati a ragionare esclusivamente in questi termini – è che il nuovo corso non è un mero progettucolo elettorale, il soggetto politico che sta prendendo forma non è l’ennesima serie di alleanze senza senso unite solamente dalla volontà di occupare le poltrone. No, siete davanti a qualcosa di molto più ambizioso e dal vostro punto di vista ben più pericoloso. Quella che viene portata avanti oggi tramite Salvini è una visione del mondo, il tentativo di porre le basi per una lenta ma coraggiosa rivoluzione culturale e antropologica, che trova nell’emancipazione dell’Europa dagli interessi d’oltreoceano e nel recupero dei valori tradizionali il suo punto di arrivo. I grandi cambiamenti storici sembrano sempre improbabili –se non impossibili- alla loro vigilia, ma ad un attento osservatore non sfuggono i segnali di una crisi interna alla globalizzazione che va frammentandosi verso un futuro multipolare. Futuro di cui vogliamo essere gli interpreti nella confederazione identitaria, l’unica avanguardia politica che ha colto l’occasione e la pressante necessità del momento.

Comprendiamo bene la preoccupazione ed il livore riservato dalle retroguardie dell’atlantismo verso questo progetto, tiriamo dritto consapevoli di poter contare su un leader che ha fatto capire di non voler scendere a compromessi coi soliti noti per raccattare qualche punto percentuale, ma che al contrario mette davanti a tutto i valori in cui sempre più italiani si riconoscono. La nostra è una missione che trascende ogni opportunismo politico, perché è rivolta al popolo, si quel popolo a cui la politica non sa più parlare e che viene continuamente svilito dai benpensanti di ogni orientamento. Vogliamo vincere quindi, ma vogliamo farlo a modo nostro, prendendo le distanze da un centro destra morente, privo di contenuti e tanto meno di ideali. Se Tosi o chiunque altro pensa ancora che la soluzione al profondo malessere dei popoli Europei sia la via liberale, individualista, atlantista, sappia che sta andando incontro ad un suicidio politico, poiché quella strada è la malattia e non la cura. È il passato di una destra che ha distrutto ogni credibilità lasciatale in eredità, noi siamo il presente e vogliamo conquistarci il futuro.

Daniele Frisio

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1 Commento su QUELLO CHE VI SIETE PERSI

  1. bellisimo articolo,speriamo che il massacro mediatico ed oculato messo in campo dalle sinistre contro Salvini e tutti quelli che non si conformano all’ideale atlantista e dell’ideologicamente corretto non abbia successo e che finalmente gli italiani si riprendano la loro dignità…

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