FONTANA: IL VERO NEMICO È A BRUXELLES

La Lega si pone come punto di riferimento del forte fermento identitario che sta crescendo nel Paese

Sabato mattina a Roma si terrà un incontro della confederazione per il comunitarismo e l’identità a sostegno delle battaglie di Matteo Salvini che sarà presente all’evento. L’organizzatore di quest’appuntamento è Lorenzo Fontana, che onorevole della Lega Nord che ha lavorato all’iniziativa, a cui parteciperanno referenti di Pegida e di Bloc Identitè con il circolo il Talebano e altre organizzazioni come Riva destra e Generazione identitaria. Fontana è stato anche il protagonista dell’accordo con il Front National di Le Pen che tanto ha fatto discutere non solo all’interno della Lega Nord. Per saperne di più, abbiamo intervistato Fontana sulla manifestazione di sabato e sulla situazione politica del movimento a cui appartiene:

Per il 28 febbraio la Lega Nord e il movimento “Noi con Salvini” hano indetto una manifestazione dal titolo “Renzi a Casa” a Roma, città che sino a poco tempo fa era simbolo del male per Lega nord. Cosa è cambiato?

La Lega ha sempre attaccato la classe dirigente e il potere centrale di Roma, la malagestione e il parassitismo. Mai nulla invece contro la città di Roma o i suoi abitanti. Però è evidente che con Salvini è in atto un’evoluzione: da partito solo territoriale ci proponiamo come riferimento nazionale, mediante i movimenti federati e identitari riuniti sotto all’ala “Noi con Salvini”. La Lega si evolve perché è cambiato il mondo: con la globalizzazione e l’Europa sempre più centralista non è più tanto una questione di Nord o Sud, ma di recuperare l’identità e la sovranità dell’intero Paese. Il vero nemico ora sta a Bruxelles

Lei è molto vicino al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e ha contribuito a instaurare un rapporto con il Front National di Marina le Pen. Come è nata questa collaborazione in ambito europeo e quali sono i vostri intenti?


Ho conosciuto Marine Le Pen al Parlamento europeo e mi è piaciuta la svolta che ha impresso al suo partito. Al il Front ci unisce la radicale critica a questo modello europeo mondialista, a cui noi, insieme a loro e ad altri in Europa, vogliamo contrapporre il modello identitario. È questo il nuovo scenario politico, non più destra o sinistra, ma identità contro mondialismo. Poi loro in Francia coniugano l’identitarismo con il centralismo, noi in Italia con l’autonomia dei diversi localismi da nord a sud. Ma queste sono questioni interne, la visione comune è in Europa, è da lì che dobbiamo partire.

Sempre il 28, prima della manifestazione del pomeriggio, ci sarà un incontro con diverse organizzazioni provenienti da tutta Italia per dare vita alla confederazione “comunitarismo e identità” per Matteo Salvini, saranno presenti anche referenti di Pegida, movimento contrapposto all’islamizzazione della Germania. Prospettate delle convergenze anche con loro?

Certo, c’è un interesse, osserviamo attentamente la crescita di questo movimento, cartina di tornasole di un clima politico che in Europa finalmente sta cambiando. I mal di pancia contro l’attuale sistema non si limitano più solo all’effimera e improvvisata protesta, c’è piuttosto un’idea forte e inizia a farsi strada un comune progetto alternativo. È importante poi che Pegida stia crescendo proprio in Germania, paese che con la Merkel è divenuto il centro nevralgico e il simbolo di questa Europa che non ci piace.

Tra le organizzazioni che aderiranno alla confederazione vi sono diverse strutture tra cui spicca Riva Destra che è praticamente un partito, tra gli organizzatori i ragazzi de Il Talebano. State pensando a un qualcosa di nuovo che sia teoria e azione?

C’è un forte fermento identitario che sta crescendo nel nostro Paese con partiti, movimenti, intellettuali, giornali d’area e iniziative culturali. La Lega, fatta salva l’indipendenza di ognuno, si pone come il punto di riferimento di questo fermento. Non ci devono essere gelosie o miopi steccati, sennò saremo sempre marginali. La politica deve partire da una visione ideale e culturale, da quella fare sistema e infine sul progetto costruito stilare un programma di governo. Noi, con fervore ideale ma anche molta razionalità, stiamo lavorando in tal senso (inoltre, Il Talebano è il sito più figo del mondo, NdR)

Ciro Troise per La Voce

 

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