LITI TRA SCOPAMICI

Quella tra Renzi e Berlusconi è una storia di odio ed amore. Da una parte vi è l’apparente incompatibilità di partito, dall’altra lo sfrenato bisogno da parte dell’allievo Renzi di imparare dal maestro Berlusconi, che, oramai,  ha “rottamato”, per dirla col suo gergo. Con la rottura del Patto del Nazareno si è assistito a un vero e proprio atto patricida, perpetrato dal pargoletto Renzi a beffa del suo modello di ascesa sociale ed opportunismo.

Che Renzi abbia molte affinità con Berlusconi è palese: come sostenuto dal professor Gian Pietro Mazzoleni, docente di comunicazione politica all’università degli studi di Milano, “sono entrambi figli dell’era del Post-moderno ed ottimi propagandisti”. Tra De Gasperi e gli U2. I trentenni e il futuro è il titolo del libro scritto da Matteo Renzi nel 2006, quando era presidente della provincia fiorentina. Abilissimo pifferaio magico, il giovane politico scribacchiando tesse una rete di luoghi comuni ed ovvietà che non possono contrariare nessuno. La sua genialità letteraria – ed interlocutoria- è sempre stata quella di dar ( per finta) il contentino a tutti, senza mai crearsi dei nemici ( almeno pubblicamente). Di fatto, Renzi – che in questo testo illustra come il meanstrem e la cultura popolare influiscano sulle masse- è un abilissimo Heinrich Goebbels di se stesso. Al di là dell’apparente neutralità democristiana, l’intento del libro è chiaro: criticare aspramente Berlusconi, suo rivale nel mondo delle telecomunicazioni, e, al contempo, emulandrlo.

Che a Berlusconi appartengano i maggiori mass-media italiani a Renzi non è mai piaciuto, infatti Matteo ha provato in tutti i modi a imitarlo per sconfiggerlo, fino ad arrivare persino a farselo alleato. Non per amicizia e non per semplice condivisione degli stessi orizzonti politici – vedasi il Patto del Nazareno – bensì per  semplice competizione.

Già nel 2009 il candidato sindaco di Firenze aveva tentato di emulare Berlusconi piazzando delle mutandine rosa nelle sue liste. Ma, a differenza degli scandali – costruiti a scopo pubblicitario – sollevati da Silvio, la bella e sexy valletta Elisa Sergi affacciandosi in politica col PD non ha destato alcuno scandalo internazionale, senza dare a Matteo la pubblicità desiderata.  Inoltre, proprio qualche mese prima, in un melenso, il giovane Matteo aveva detto “Io voto Veltroni perchè ci ha liberati dall’anti-berlusconismo”.

Il 6 dicembre 2010 é avvenuto il primo “passaggio dello scettro del potere” tra “l’Imperatore” Silvio ed il suo erede Matteo. Renzi aveva tentato invano, per una volta, di far tacere i socialnetwork, ma la sua gita ad Arcore è stata spammata in tutti i meandri del web. Da questo incontro in poi, Renzi non ha avuto più nulla da ridere sulle proposte del centro destra per creare leggi sulla sicurezza escogitate ad personam al fine di proteggere Berlusconi dalle “marachelle” che l’hanno fatto (quasi)  sconfinare nell’illegalità.

In seguito Renzi, in un libro intitolato “Fuori!” e pubblicato da Rizzoli, in cui si glorifica di forte anti-patriottismo ed anti-ecologismo, ha dedicato persino un intero capitolo a Berlusconi. Grazie a questo capolavoro si scopre che Renzi, da bravo antipatriottico di sinistra, canta l’inno di Mameli solo perchè è un dovere calcistico e che le prostitute in strada lo turbano perchè “on è giusto che i bambini facciano lo slalom tra i profilattici usati” . In seguito Renzi si sbrodola in pagine e pagine di analisi su Berlusconi nel capitolo “Il complesso Silvio”, sperando di far colpo sul Cavaliere. E ci riesce.

Il flirt tra Matteo e Silvio inizia a farsi più serio, ed è così che iniziano a nascere anche losche azioni segrete sotto alle coperte dell’opinione pubblica e la politica regolare. Il buon vecchio Silvio, che aveva agganci con la celebre P2 (ma che essendo poco propenso a  riflessioni esoteriche è riuscito a farsi sbattere fuori da tutte le logge massoniche s’è dovuto inventare “ La Loggia del Drago”), non ha esitato a tesser trame oscure per facilitare la vita al suo discepolo.

Nel giugno  2012 l’Espresso ha pubblicato un articolo intitolato Berlusconi: Il piano per Renzi premier. I giornalisti Tommaso Cerno e Marco Damilano hanno denunciato l’esistenza di un documento segreto dattiloscritto di 5 pagine assai strano, che, col titolo La rosa tricolore, annunciava l’esistenza di uno stratagemma  occulto per far vincere le elezioni del 2013 a Renzi.

Il 3 febbraio 2013, prima delle elezioni del 24-25, Berlusconi , candidato alla presidenta del consiglio in contrapposizioni a Bersani, benedice in diretta TV il suo pargoletto. “ Matteo Renzi mi piace molto. È capace di presentarsi al pubblico in maniera ironica e spiritosa, diversamente da quelli di sinistra. Mi sarebbe certamente piaciuto averlo come delfino”.

Ma, il vero e proprio matrimonio tra Matteo e Silvio l’abbiamo avuto in primavera, quando il libro di Renzi “Oltre la rottamazione” viene pubblicato da Mondadori. Un anno dopo, il 18 gennaio 2014, i nostri due eroi  si sono incantrati presso la sede del PD a Roma per stringere il celebre “Patto del nazareno”. Renzi allora era solamente sindaco di Firenze, ma già si sapeva che da li a poco sarebbe diventato, grazie alla dirigenza di Marco Carrà, il suo cervello ex-corpore, presidente del consiglio.

Oramai, un anno dopo, Renzi si accinge a cantar vittoria, avendo i numeri per andare avanti anche senza esser sostenuto dal centrodestra: Forza Italia, evidentemente, si è sentita offesa, e l’ex cavaliere ha minacciosamente affermato che “né l’Italicum né la nuova costituzione vedranno mai la luce”. Ma, come già aveva predetto Matteo Salvini, Renzi si è alleato con Berlusconi solo per rafforzarsi e l’ha scaricato appena ha potuto. L’allievo ha superato il maestro. L’ha rottamato.

E che ne sarà del futuro?

Renzi, in questo gioco di alleanze e tradimenti, è riuscito a fingersi amico dell’avversario di centrodestra per sfruttarlo a suo vantaggio. Con questo incredibile colpo di scena è riuscito a ricostruire un mostro Frankenstein dai rimasugli di quella falange di sinistra che, un anno fa’, si era promesso di rottamare.  Doppiamente traditore- prima della sinistra e poi di chi stava più a destra- è di fatto riuscito a tornare al punto di partenza. La maggioranza parlamentare da ieri si è irrimediabilmente tinta di rosso, grazie al machiavellico Matteo Renzi che ha riesumato quei civatiani, bersaniani e vendoliani di stampo catto-comunista.  Non solo bestia da mass-media, ma anche abile manipolatore: mai quanto questo fine settimana la sinistra del Partito Democratico ha mostrato la sua natura ipocrita e disposta a tutto pur di arricchirsi ed affermarsi. Berlusconi non avrebbe dovuto dar fiducia a Renzi, perché si è lasciato strumentalizzare e buttar via . Vedremo ora come sarà il nuovo rapporto con Renzi e l’ex ministro della Difesa Mattarella, a cui è attribuita la morte di 307 militari italiani per via di una sua tesi a favore dell’uranio impoverito.

Cosa ce ne guadagnerà l’Italia resta un mistero, ma l’alleanza tra un traditore PD ed un sostenitore della democrazia cristiana che non esita a spuculare sulla salute dei soldati Italiani certamente offrirà a Bruno Vespa materiale con cui ampiare il libro “Italiani voltagabbana”. E, molto probabilmente, tra non molto Renzi ci delizierà con un nuovo capolavoro dal titolo decisamente trash, come suo solito. Di certo, benché sarà un successo del pop, non lo vedremo pubblicare da Mondadori, guadagnata a sua volta dal maestro Berlusconi con l’inganno e la corruzione.

Liliane Tami

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