VISCHIA IL VENTO

Tutto quello che (non) sapevate su quella pianta dal nome troppo simile all'economista DS

Il Vischio, tra la Bibbia ed il paganesimo

Il vischio, vegetale sacro ai Celti, appartiene alla famiglia del sandalo indiano, pianta ritenuta benefica anche dalla tradizione giudaica: infatti, come componente degli incensi liturgici, era arsa negli olocausti rituali. Come è spiegato nel libro dei Re, il sandalo protegge dai nemici e dalla malasorte, ma non difende l’uomo dall’acconsentire alle proprie inclinazioni peccaminose.

Quindi, l’appendere un rametto di vischio sopra la porta a Capodanno non è un chiedere protezione dalle sfortune, bensì è una promessa fatta a se stessi: simboleggia l’impegnarsi, per l’anno nuovo, a mettere in pratica quell’autodisciplina che protegge dai demoni interiori, ossia i vizi. Essendo, inoltre, un vegetale parassita, reciderlo ed appenderlo al chiodo è metafora dell’estirpare i mali che ci infettano l’anima.

Peculiaretà biologica: La pianta degli uccelli

Al mondo sono state identificate 1100 specie di piante di vischio appartenenti al legno di sandalo (santalales). In Europa, le due principali sono Viscum Alcum (vischio bianco) ed il Viscum Cruciatum (Vischio a bacca rossa). Entrambe queste piante possiedono una qualità biologica spettacolare: i semi, per poter germogliare, devono esser stati precedentemente ingoiati e poi espulsi da un uccello. Forse è proprio questa incredibile peculiarità del ciclo riproduttivo del vischio ad averne segnato il destino come “pianta magica”.

Nella Bibbia

Un episodio biblico di particolare rilevanza, è quello legato al regno del re Salomone e alla sua caduta. Il sovrano, prima di corrompersi, si fece costruire uno splendido tempio che circondò con una staccionata di legno di sandalo. Il magico legno gli fu portato in dono da una flotta di navi proveniente da Ofir, luogo leggendario noto per la sua ricchezza. Eppure, nonostante questa protezione, il re decise di avvalersi del libero arbitrio per seguire una condotta peccaminosa: il legno di sandalo, pianta ritenuta magica già presso gli antichi culti babilonesi e fenici, poteva infatti proteggerlo dai nemici venuti dall’esterno, ma non poteva in alcun modo proteggerlo dalla sua interiore brama di potere. Infatti il re d’Israele sclese di cedere alle tentazioni offertegli dalla regina di Saba e decise di iniziare a vivere così una vita di eccessi: tra donne, ricchezze (666 denari) e piaceri perse per sempre l’arca dell’alleanza, la capacità di fare del bene al proprio popolo e il dono di parlare agli animali. Era scritto che grazie al cancello di legno di sandalo nessun esercito avrebbe mai potuto abbattere il castello del Re Salomone. La Regina di Saba, descritta nel Corano come una donna dalle zampe di capra, non gli fece infatti alcun maleficio: fu lui che spontaneamente scelse la via dell’autodistruzione, decidendo di cedere alle richieste del proprio egoismo. Né il vischio né nessun’altra sostanza possono proteggere l’uomo dalla più atroce delle condanne: il libero arbitrio.

Il vischio in Europa

Le tradizioni celtiche europee vedono nel vischio appeso sull’uscio una sostanza magica in grado di difendere la propria casa dai nemici e dagli spiriti, a patto però che sia stato, metaforicamente, raccolto con un falcetto d’oro. Plinio il Vecchio (Natura, XVI,249) aveva osservato che i druidi adoravano il vischio; infatti lo raccoglievano seguendo riti particolari ogni sesto giorno di luna crescente. Questo significa che sì, il vischio protegge dalle sciagure, a patto che esso sia stato frutto di una ricerca e che sia stato raccolto con un’adeguata consapevolezza. I Celti credevano che il vischio, preso come bevanda (l’acqua di quercia), desse fecondità e operasse da antidoto contro tutti i veleni. Le popolazioni nordiche erano ben consapevoli dell’interiorità del Male e del suo essere, nella maggior parte dei casi, una scelta dovuta alla volontà individuale. Non a caso, le magie delle tradizioni nordiche sono sempre estremamente lunghe e complesse in quanto rappresentano dei viaggi iniziatici.

La raccolta rituale del vischio: un percorso catartico

Raccogliere il vischio seguendo la ritualità magica sciamanica è una vera e propria epopea: andare in una miniera, cercare le pepite, farci l’oro, fonderlo nella fornace, costruirci una falce a forma di mezza luna, catturare e domare un toro bianco ed andare a tagliare il vischio parassita che infetta un abete è il racconto di un lungo cammino alchemico di liberazione e purificazione. Appendere il vischio sulla propria porta vuol dire che si ha già intrapreso quest’avventura catartica, ma che al contempo la si vuole proseguire anche nell’anno venturo. Recidere il vischio ed inchiodarlo equivale al riuscire a dominare le proprie passioni più vili, estirpando il parassita che sugge linfa vitale dal proprio animo. Evola esprime tale concetto mediante la metafora del cavalcare la tigre, ripresa dalle tradizioni ascetiche orientali, ma già il Vangelo ci esorta a farci come Cristo, camminando sulle acque delle passioni.

La tradizione scandinava:

Inoltre, esiste anche la celebre tradizione del bacio sotto al vischio che si rifà alla tradizione mitologica scandinava. Questo racconto, che tratta della Morte e della Risurrezione, fa capire perché il vischio sia anche associato alla vita lunga e all’Amore. L’antica divinita nordica Balder era fratello di Loki e figlio di Odino e di Frigg (o Freya). Loki era il figlio “cattivo” ed geloso del destino del fratello, quindi lo uccise con una freccia intagliata nel legno di sandalo. La loro madre, la dea dell’Amore, iniziò a piangere disperatamente sul cadavere del figlio. Le lacrime, grazie all’Amore, sublimarono in perle preziose, e divennero le bacche lucide del vischio. Grazie alle stille d’amore di Frigg, Balder fece ritorno dal regno dei morti. Lei, per gioia, iniziò allora a baciare tutte le persone che passavano sotto ad un ramo coperto di vischio.

Se avete baciato qualcuno sotto al vischio, tra i profumi dello champagne e le gioie del Capodanno, speo gli abbiate ricordato che la vita dev’essere goduta proprio perchè non è un bene eterno: ouò essere un’ottima scusa per portarvelo a letto. Ma attenti: se l’interlocutore è furbo, vi risponderà dicendo che la caduta del Re Salomone è stata causata proprio dalla sua incapacità di contenere gli eccessi della Lussuria, dell’Avarizia e della Gola.

Liliane Tami

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1 Commento su VISCHIA IL VENTO

  1. io da circa un mese e mezzo sto assumendo 25 gocce, mattino e sera, di vischium album, prodotto omeopatico, e devo dire che non mi sono mai sentito bene come adesso!!! è davvero una potente pianta magica dalle incredibili virtù curative!

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