In poche parole, un successo

breve analisi di un sabato d'ottobre

Un sabato di Ottobre, Milano il palcoscenico, una manifestazione l’evento. Doveva essere la giornata in cui la Lega Nord raccoglieva i frutti di giorni impegnati a spingere lo “Stop Invasione” ma é accaduto molto di più: tanti italiani si sono svegliati! Notate bene, ho scritto “italiani”, non padani. Una folta rappresentanza  della penisola italica era presente nelle vie e nelle piazze milanesi, interessati si alla battaglia ma, soprattutto, motivati dall’entusiasmo di un uomo : Matteo Salvini. Si sono aperti i confini, la Lega è uscita dal recinto, ha teso una mano al centro sud che ha risposto”arriviamo”.

Vorrei spingermi oltre: forse abbiamo assistito alla consacrazione di un leader. Le voci che timidamente e con fastidio dovevano ammettere che si stava creando un fenomeno “salvinista”, hanno trovato conferma. Per la strada i manifestanti cercavano lui, sotto il palco attendevano le sue parole. Nei social (malgrado iniziative concorrenti) le tendenze lo vedevano vincere. Ce l’ha fatta, é entrato nei cuori di chi era scettico, ha saputo dimostrare di saper guidare ordinatamente una folla, evitare cadute di stile (qualche uscita coreografica frutto di entusiasmo gliela comprendiamo?) ospitare sigle “impegnative” dettando regole cui educatamente si è obbedito.

Salvini può veramente essere un’alternativa al renzismo imperante grazie alla sua empatia. Adesso la strada si è aperta ed il lavoro da fare abnorme: dimostrare di essere credibile nel tempo. Continuare ad essere il leader di un partito con evidenti “malpancismi”proprio per la sua incombente presenza, aprirsi agli altri italiani “non padani” con la Lega dei Popoli, cercare alleanze di contenuti in mezzo ad un mare di confusione. Compiti difficili se non coadiuvato da uomini fidati e motivati dalle sue stesse idee. Una piazza lo ha applaudito, molti di più lo hanno seguito da casa. Insieme si può fare un percorso di crescita. Ha un grande peso sulle spalle e la voglia di uscire dall’agonia del cdx come aiuta nello stesso tempo, al più piccolo errore, schiaccia. Le insidie le conosce, vecchi rigurgiti e nuove critiche. Sa pure che essere un vincente porta inattendibili personaggi a voler salire sul carro per sfruttarne la corsa. Gli italiani che lo apprezzano si aspettano battaglie serie e non vecchi slogan o promesse da spot elettorale.

Quel sabato di Ottobre rimanga di consacrazione e mai di futura delusione.

Patrizia Grilli

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