Sembra un porno, ma non è: Jobs Act

Altro scotch al fortunato che scopre la perla

Footjob, handjob, blowjob. La corrente vulgata, ora come ora, annovera queste parole nella top hundred delle query sottoposte a Google e concorrenza (fonte: Corsera). Potrete ben comprendere come, a leggere “Jobs Act” tra le spalle della carta stampata, non ho potuto – e l’anacoluto è d’uopo – non pensare al pezzo del Corsera sul porno e sollazzare quel sense of huomur un po’ scemo che pare essere un connotato dell’autore.

Ma ho cannato: “Jobs Act”, ho letto su una spalla della carta stampata, è una megalegge che l’attuale governo sta provando a promulgare per rassettare mercato e legge del lavoro.
Male. Ah, no, bene. Ah, no, fottesega, dato che l’autore è tra coloro che del lavoro non se ne fanno nulla, potendo campare serenamente delle fortune accumulate dal suo parentado.

Però ho comunque voluto vedere cosa fosse, questa nuova legge, tanto per sapere quale sorte attende la restante parte del Bel Paese: pare, la nuova legge, essere dunque un adattamento del nostro (vostro) mercato del lavoro a quello tedesco/anglosassone. Leggete: sarà easy aussumere, sarà easy sbattere per la strada. Sarà tutto easy, dato che la nostra terra sarà un avamposto anglosassone.

Tutto molto easy per coloro che, come me, posseggono una realtà affermata sul mercato e una buona  manodopera a scorta: la consorte del tuo manovale X ha messo al mondo un pupo menomato e X dovrà avere vacanze extra per badare al pupetto? Nessun problema: senza art.18 potrà essere consegnato alla sua donna (e al pupo) seduta stante. Questo a meno che un collega non comprenda che le sue vacanze sono meno doverose della prole down del manovale, ma trovatemelo uno scemo del genere tra la vostra manovalanza. Easy!
Serve un collaboratore fresco e per poco tempo (assumeremo tuo fratello, quando avrà concluso la scuola) ma mancano le palanche per pagarlo per tutta la durata del contratto? Ora, assumendo un neolaureato, potremo mandarlo a cercare un altro lavoro senza aspettare lo scadere del suo contratto. Easy!

E nemmeno tutto questo peserà sulle – povere – casse del – comunque ladro – Stato: l’assegno statale verrà per l’appunto calcolato sulla base del “pregresso rapporto contrattuale”: meno un (ex) lavoratore è attempato, meno è supportato dalla legge. Easy!

Uno che, comunque, s’aspettava un porno da questo “Jobs Act” non è stato deluso. Certo, per la completa mattanza della plebe ce n’è ancora da fare, ma la strada è questa.

Ed è uno spettacolo.

Walter Quadrini

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3 Commenti su Sembra un porno, ma non è: Jobs Act

  1. Azz… e dire che il fiorentino sarebbe l’italiano puro!

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  2. non avete mai visto l’episodio ”ITALIANA SUPERMAN” dal film QUELLE STRANE OCCASIONI? il protagonista, paolo villaggio, interpreta il personaggio di GIOBATTA. Guardatevelo e capirete il successo di renzi….

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  3. errata corrige .: ITALIAN SUPERMAN.

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1 Trackback / Pingback

  1. TFR: TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO (ANALE) | IL TALEBANO

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