Tertium (non) datur: ecco a voi il terzo sesso.

Come spacciare un provvedimento medico per una battaglia politica

Attimi di profondo smarrimento quando, stamane, il Talebano mi ha riportato un a notizia per cui, nella civilissima Germania, patria dei bassi rendimenti dei titoli di stato, il medico/ostetrico può ora lasciare in bianco la parte del certificato di nascita relativa al sesso del neonato, qualora questo non sia “morfologicamente” evidente. In pratica, se il pupo nasce senza l’armamentario o se la situazione non è bel definita (quelli che una volta venivano chiamati ermafroditi), la voce può essere lasciata in bianco, in attesa che degli esami più approfonditi e una terapia ormonale o un’operazione chirurgica definiscano l’ambiguità.

A me sembra pragmatico, civile e degno di un paese del terzo millennio (“Dottore, il bambino ha baffi e tette…” “Non scriva niente e aspettiamo che ci dicano qualcosa dal laboratorio di medicina legale”). Tanto per scrivere le cose come stanno e sfatare il mito dei bambini che nascono tutti sani, il 7% circa degli esseri umani nasce con difetti strutturali e funzionali che sono noti come malformazioni congenite (fonte M. Barbieri P. Carinci – Embriologia, ed Ambrosiana) e tra chi ha sei dita per mano e chi è colpito da un ritardo mentale, c’è anche chi ha problemi ai Paesi Bassi o ai cromosomi sessuali.

Non ha nulla a che vedere, quindi, con chi, in un corpo sano, sceglie di adottare una vita sessuale non esattamente a rigor di tradizione, ma si tratta di vere e proprie sindromi patologiche che, in buona parte dei casi, possono essere curate per assicurare al paziente uno sviluppo e una vita dignitosa (a parte la Sindrome di Jacobs, quelli, come ammoniva l’ingiustamente sottovalutato Cesare Lombroso, andrebbero rinchiusi a vita per preservare la società dalla loro intrinseca malvagità mefistofelica).

Ma allora perchè la comunità stranosessuale è tanto in fermento per la notizia?
Perchè la cosa viene spacciata per una battaglia per l’affermazione della teoria del genere?
L’unica risposta che riesco a darmi riguarda la propaganda e il far parlare di sè (alla guisa di chi si fa i selfie col politico del momento), ma tutto ciò si porta dietro, di rimando, anche il dibattito col quale il tema sarà investito a breve e la sua ovvia soluzione politically correct: facciamo decidere ai malati agli intersessuali il loro genere,  con la naturale conseguenza che, fino al raggiungimento dell’età della ragione, saranno soggetti a tutti quei disagi che le loro patologie e malformazioni comportano, trascorrendo infanzie degne di una pagina dei Fratelli Grimm.

Bello, il mondo che lasciamo ai nostri figli (sani o malati che siano).

L’Emiro

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