Tutti a tavola. Il veleno è servito

 

Il menu dei nostri sogni? Un po’ di carne di manzo, un po’ di carne di maiale, pollo per chi vuole tenersi leggero, mozzarelle, un’insalata verde con germogli di soia, uno yogurt e un dolcetto al cioccolato. Il tutto innaffiato con vino rosso, birra per i giovani, acqua per gli astemi e un bicchiere di latte per i bambini.

La realtà è molto diversa e quello che mangiamo è veleno. Carne di cavallo o virus della mucca pazza nella carne di manzo, diossina nel maiale, aviaria nel pollo, mozzarelle blu, veleno per topi nell’insalata, Escherichia Coli nei germogli di soia, ancora diossina nello yogurt, batteri fecali nei dolcetti, arsenico in acqua, vino e birra, melamina nel latte. Mette giù le forchetta e prima di continuare a mangiare pensateci bene.

Non è allarmismo, ma rischio concreto per un settore sempre meno sicuro, quale è diventato quello alimentare. E se l’uomo è ciò che mangia, siamo messi proprio male.
Gli ultimi casi di cronaca confermano il trend negativo: prima la carne equina spacciata per manzo in Inghilterra, Spagna e Italia, che ha costretto la Commissione europea a intensificare i controlli, poi i dubbi sul fenilbutazone, un farmaco per cavalli che potrebbe nuocere all’uomo. Infine il caso delle torte Ikea farcite di cioccolato e batteri fecali. Brutte notizie anche per chi ama la selvaggina: alcuni cinghiali della Valsesia sono contaminati con il Cesio 137, eredità tardiva del disastro di Chernobyl di 27 anni fa.

Gli esperti del mangiar bene, quelli del tutto biologico, del kilometro zero e dei fertilizzanti naturali, dicono sia colpa della corsa al prezzo più basso. Discount, iperdiscount, triscount sono effettivamente fenomeni dilaganti nella grande distribuzione alimentare. E il prezzo basso è quasi sempre sinonimo di bassa qualità, soprattutto se parliamo di cibo.

Il problema, però, è che il prezzo basso è sempre più necessario, in questi tempi di crisi nera. Si è sempre detto che gli italiani possono risparmiare tutto, ma non sul cibo. Un vecchio adagio che non convince più, perché bisogna fare i conti con una stagnazione economica senza precedenti. Ben vengano gli hard discount, dunque, con tutti i rischi del caso.

Cosa fare, quindi? Digiunare o svenarsi per una bistecca bio? È un dilemma non da poco, perché a tavola rischiamo di morire, non solo di turbare le nostre papille gustative. Bisogna stare attenti. E gli italiani lo sanno. Una recente indagine ha rilevato come 6 italiani su 10 non si fidino più di quello che mangiano. E visto l’andazzo della filiera alimentare globale, non c’è davvero da stare tranquilli. Occhio al piatto, dunque, o saranno bocconi amari.

(di Domenico Naso, tratto da http://www.intelligonews.it)

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