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Bossi, Maroni, gli indagati: ecco la strada della Lega

C’era una volta la Lega, stranissimo movimento popolare di natura genuina e spontanea che fece irruzione nell’ingessato mondo politico, scombussolandolo nei contenuti e nel linguaggio. Iniziò a scagliarsi contro la partitocrazia, il clientelismo e la corruzione incentrati soprattutto nei palazzi romani. Mise in crisi la Prima Repubblica, raccogliendo il feroce contrattacco del sistema – per mezzo di stampa, tv e partiti – che tentarono di screditare il movimento, facendolo passare per ammasso di bifolchi. Non ci riuscirono, un pò per la tempra di Bossi e dei suoi militanti, un pò perchè in fondo la gente guardava loro con curiosità e simpatia.

La Lega così, con la sua originalità e genuinità, ha fatto il bene dell’Italia (oltre che della sua amata Padania): distruggendo la Prima Repubblica, sdoganando il tema del Federalismo – successivamente sposato da tutte le forze politiche – risvegliando in tutto il Paese (anche per reazione) sentimenti di appartenenza ai propri luoghi di origini e persino risvegliando una coscienza nazionale.

Ma durante il percorso qualcosa si è interrotto: forse a Roma qualcuno si è dimenticato dei valori e della missione di cui la Lega era portatrice e si è fatto travolgere dal fascino dei soldi e del potere… si è creata così, nelle alte sfere, una piccola parte di Lega che è diventata l’ANTILEGA, ciò che combattiamo.

Errori della Lega furono quelli di non far dimettere l’assessore regionale Monica Rizzi ed in seguito di non chiedere il “passo di lato” a Davide Boni, per sostituirli con altri del partito. Errore perchè la Lega, per natura, non si può assolutamente permettere di essere contaminata da certe indagini e vicende. Si è sempre distinta dagli altri partiti ed è nata per combattere corruzione e clientelismo, dunque – come hanno detto gli stessi Salvini e Maroni – è per essa obbligatorio risultare al di sopra di ogni sospetto. Ancora prima della conclusione delle indagini.

Ogni esponente politico è sostituibile, perché la Lega è una forza composta da migliaia di soldati e dirigenti validi. Non si devono dare motivazioni al sistema per attaccare il movimento, perchè il sistema non aspetta altro per interrompere il nostro cammino.

L’esempio e la speranza sono arrivati da due persone che rappresentano la storia e il futuro della Lega: grande è stato Maroni, che – spinto da tutto il movimento – ha preso il timone imponendo la pulizia da tutti i malfattori… mostrando ancora una volta che la Lega è diversa. Altrettanto grande, considerata soprattutto la difficoltà personale della situazione, è stato Umberto Bossi, confermatosi vero leader e uomo di coraggio, assumendosi le proprie responsabilità e passando la mano per il bene del partito. Una bella lezione per chi ancora ne fa parte.

1 Comment on Bossi, Maroni, gli indagati: ecco la strada della Lega

  1. Più che le pulizie, le “epurazioni”: la Rizzi, non indagata, viene neanche troppo cortesemente invitata al “passo indetro”. A Boni, indagato per un reato piuttosto infamante per un uomo politico viene confermata la fiducia in due distinti consigli federali (prima e dopo lo scandalo Belsito). Solo la “nobiltà d’animo” di quest’ultimo concretizza le dimisioni.
    La prima “cerchista”, il secondo “maroniano”, ecco la differenza. E cioè Stalin-Bukarin contro Trotsky.

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