Fame nel mondo? Ecco la soluzione

L’Occidente usa un metodo sbagliato: aiutate le associazioni virtuose.

Sostegno a distanza e cooperazione internazionale: ecco la svolta

Il problema della fame del mondo come dello sviluppo dei paesi del terzo o quarto mondo è da decenni al centro del dibattito dei paesi industrializzati; ma come sappiamo poco o nulla si è riusciti a risolvere. Forse il metodo adottato è sbagliato? Da sempre il mondo occidentale ha sviluppato i suoi interventi con pregiudizi ed azioni poco incisive come il fare arrivare soldi direttamente ai governi dei paesi da aiutare. Oggi sappiamo che quei soldi non sono serviti per aiutare le popolazioni ma, molto spesso, per consolidare il potere dei governanti dei paesi aiutati.

Cosa fare allora? Anche in questo caso è necessario che la coscienza civile si faccia avanti e comprenda che dove non possono arrivare gli stati lo possono fare le persone aiutando le associazioni più virtuose e che operano in modo concreto nei paesi meno sviluppati dell’Africa, dell’Asia o del sud America. Il metodo migliore per contribuire al coosviluppo è sicuramente il Sostegno a Distanza. Attraverso la formula del sostegno a distanza ogni bambino viene iscritto ad una scuola, riceve libri e quaderni, impara a leggere e scrivere nella sua lingua (francese, inglese e portoghese) e dove è possibile viene offerta la possibilità di imparare un mestiere. Tutto questo con l’ausilio di insegnanti locali: una scelta precisa, non solo per contenere i costi, ma anche per conservare intatta la cultura originale. Al bambino viene inoltre assicurato un pasto al giorno e l’assistenza sanitaria di base.

Con una sufficiente istruzione e una situazione di dignità ogni bambino ha la possibilità di meglio inserirsi nella vita sociale del suo paese, magari senza dover emigrare. una risposta concreta alla lotta alla povertà, all’emigrazione e all’emarginazione è l’istruzione, in una parola: la scuola. Purtroppo anche nel mondo dell’associazionismo si deve stare un po’ attenti. Molte associazioni usano il termine “adozione” al posto di sostegno per agire maggiormente sulle coscienze delle persone e questo non è sicuramente un metodo condivisibile tanto che l’agenzia delle onlus, nelle sue linee guida, specifica che la terminologia corretta è sostegno a distanza (SAD).

Un altro consiglio che segnaliamo è quello di scegliere le associazioni che hanno scelto di farsi controllare dall’Istituto Italiano della Donazione (http://www.istitutoitalianodonazione.it/). Segnaliamo una delle Organizzazioni non Governative (ONG) più virtuose in Italia Reach Italia (http://www.reachitalia.it/) che oltre al sostegno a distanza ha progetti di sicuro interesse sociale e di coosviluppo come il recupero delle terre fortemente desertificate http://www.youtube.com/watch?v=zuZyA-6j2ZQ.

Fabrizio Fratus

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