L’uomo di destra non è (e non ama) Berlusconi

Quando spuntano le testimonianze, i racconti, le memorie riguardanti santi e martiri, è perchè – per essere santi e martiri – prima bisogna essere morti. Che Berlusconi sia alla fine, lo confermano i suoi fedeli che in questi giorni hanno iniziato a collocarlo nei libri di storia. Il quotidiano Libero oggi tra le sue pagine inseriva un’articolo di Borgonovo (per leggerlo, clicca qui)… più che un articolo, un’agiografia di Berlusconi. Ne piange la “morte”, ne ricorda le opere e ne prospetta la gloria eterna.

Il giornalista di Libero, forse preda di un’impeto emozionale, addirittura gli riconosce doti divine, attribuendogli la creazione dell’uomo nuovo. Roba da far impallidire Nietzche. Roba da mettere a rischio la poltrona di Dio in persona al vertice dell’azienda Terra. Berlusconi ha creato l’uomo di destra, dice Borgonovo. E’ stato autore di una rivoluzione antropologica, insiste.

E’ riuscito a mettere insieme i valori dei fascisti, dei democristiani, dei liberali, dei radicali e ad aggiungerci persino i leghisti. Innanzitutto dubitiamo che i leghisti siano d’accordo con questa tesi, visto che hanno sempre considerato Berlusconi come un’alleato strumentale e non come un punto di riferimento. Basterebbe paragonare Bossi a Berlusconi e vedere la loro reazione (a vostro rischio e pericolo), per comprendere. Che poi sia riuscito a mettere insieme fascisti, democristiani, liberali e radicali è vero: ma è riuscito ad riunire le persone e non i valori. Perchè le persone sono corrompibili, i valori no. Tra l’altro, sui fascisti c’è da precisare: i fascisti berlusconiani sono gli amici di affaristi come Ligresti (vedi La Russa) o i resti di coloro che rinnegarono l’Msi sulla scia di Fini. I veri fascisti invece considerano Berlusconi la negazione stessa del fascismo.

Se oggi a scuola si parla di foibe, lo si deve al Berlusconismo. O magari a tutti quei ragazzi e militanti non certo di provenienza da Forza Italia che per anni hanno lottato contro la mistificazione della storia?

Ha affermato che lavorare per ricavare un cospicuo profitto e/o patrimonio non è ingiusto. Il dio denaro, la ricerca ossessionata del profitto, il capitalismo, la globalizzazione, il consumismo, lo sfruttamento della manodopera, l’uomo asservito alla macchina, al lavoro e alla produttività. Tutti concetti osannati nei testi degli intellettuali della vera destra.

Ha mostrato che la televisione non è soltanto una cattiva maestra. Effettivamente nelle reti Mediaset ci sono molti programmi di approfondimento cultrale (Grande Fratello, Striscia la Notizia, ecc.) e non mancano neppure professori, scienziati e filosofi (Signorini, Maria De Filippi, le veline). Ma soprattutto, la tv delle tette, dei culi e dell’appiattimento intellettuale è molto di destra.

Ha contribuito al superamento delle ideologie. Cioè ad uccidere il pensiero riguardante la visione dell’uomo e della società. Le civiltà pre-moderne, ma anche le società proposte dal fascismo o dal comunismo (ma anche quella islamica) erano – nel bene e nel male – fondate su un’idea sociale, ruotavano attorno al concetto che si aveva del’uomo. Ora il valore di un popolo è misurato in PIL… Prodotto Interno Lordo… reddito…

Ha mostrato che l’immigrazione va controllata. Questo piuttosto lo ha fatto la Lega e il motivo non è la ricezione di persone di serie B in base alla necessità di manodopera. Bensì il “filrto” deve essere commisurato alle capacità di accogliere ed integrare, senza perdere la propria identità, la propria cultura e le proprie tradizioni.

Ha difeso la tradizione cattolica senza dimenticare il diritto degli individui a regolarsi come meglio credono con la propria libertà (sessuale o di coscienza). Sa molto di “cattolici si, ma non troppo… o meglio, finchè conviene”.

Insomma, il giornalista Borgonovo questa volta le ha sparate proprio grosse. Ha attribuito a Berlusconi la paternità di un tipo di società regredita e abbietta, che fa ribrezzo in particolare all’uomo di destra. Se così fosse, Berlusconi dovrebbe essere destinato non al governo, bensì all’impiccagione. Ma la realtà è un’altra: Berlusconi non è l’artefice bensì il prodotto di un’involuzione etica e spirituale che ha avuto inizio alla fine del Settecento e che ha raggiunto il culmine due secoli dopo. Un prodotto che trova seguito (e funge da esempio) a destra come a sinistra del Parlamento, e della società. Per questo il berlusconismo non morirà con Berlusconi: perchè è tanto in Silvio quanto in Bersani, Tanto in Fini quanto in Di Pietro, tanto in Casini quanto in Vendola. Perchè il berlusconismo non nasce con Berlusconi, semplicemente trova in lui un portavoce.

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5 Commenti su L’uomo di destra non è (e non ama) Berlusconi

  1. Ancora parlare dell’opera di Berlusconi, al passo con tutta l’opera mondiale? Non ci stiamo accorgento che è stata ed è tutta un oper di morsa a tenaglia sulla gente?

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  2. Io spero che berlusconi lo paghi tantissimo, altrimenti credo che questo signore viva in un mondo tutto suo.

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  3. Anche io credo che Berlusconi rispecchi la maggior parte degli italiani: molti di quelli che l’hanno votato avrebbero fatto le stesse cose, secondo me.
    Speriamo solo che le nuove generazioni riescano a cambiare la nostra società.

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