Tremonti premier a Maggio… e Berlusconi?

In questo casino tutto italiano fatto di escort, orge magistrati politicizzati e compagnia bella, c’era un tassello che mancava per comprendere gli equilibri politici in assestamento. Basta seguire le trasmissioni televisive di approfondimento politico per vedere tutti  gli esperti intenti a risolvere il medesimo rompicapo: la Lega che cosa farà?

Il partito di Bossi è l’unico a essere rimasto fuori dallo scontro che ruota intorno a Ruby e – se da una parte rassicura il Premier sulla sua fedeltà – dall’altra gli consiglia di “riposarsi un pò”. Per ora la Lega sta tenendo in piedi il governo affinchè vengano finalmente approvati i primi decreti attuativi del federalismo. Se non si riuscirà, inutile tirare a campare. Ma, anche se dovesse farcela, che cosa accadrebbe in seguito? Gli equilibri interni alla maggioranza sono decisamente cambiati: sono usciti i finiani e i leghisti hanno acquisito un consenso elettorale robusto. La Lega non è più l’amico povero del Pdl… anzi, si può dire che i ruoli si siano rovesciati. Berlusconi è al termine della sua carriera, ma  tra le altre forze politiche al momento nessuno sembra avere voglia di riforme strutturali.

Sembra che si sia trovata una soluzione, facendo leva sulla situazione per certi versi disperata del Silvio nazionale. Berlusconi quache settimana fa ha dichiarato che non si ricandiderà come prossimo premier. Per questo vorrebbe tirare fino al 2013… far passare la tempesta e poi si vedrà. Ma la Lega ha ormai formato i suoi dirigenti e scalpita per fare il salto di qualità… e Berlusconi attualmente non è in condizioni per dire di no a Bossi.

A Maggio, dopo l’approvazione dei decreti sul federalismo, si andrà alle elezioni. Il candidato premier de centrodestra sarà Tremonti, figura di peso internazionale e di provate capacità. Con le elezioni in primavera il Pdl spera di cogliere inmpreparato il Terzo Polo, che tuttavia ha mostrato apprezzamento per la soluzione-Tremonti (peraltro stimato anche dalla sinistra).

E Berlusconi? Andrà in pensione? Neanche per sogno: si farà temporaneamente da parte, così da far sbollire i suoi nemici. E rispunterà nel 2013, al termine del mandato di Napolitano, per prendere il suo posto. Facendo il Presidente della Repubblica (e quindi successivamente il senatore a vita), l’immunità sarebbe garantita. Se poi si riuscisse a fare la riforma costituzionale, instaurando un semi-presidenzialismo, meglio ancora per lui… i maggiori poteri gli permetterebbero di arginare il potere della Lega.

Massimo Cacciari una volta disse che sarebbe stato disposto a fare una legge ad personam che garantisse completa immunità a Berlusconi, se fosse necessaria a farlo andare in pensione e a liberare il Paese da questo immobilismo (voluto sia da Silvio ma anche da coloro la cui fortuna politica dipende interamente dalla sua esistenza). A quanto pare il partito di chi sostiene questa tesi si allarga… e, pensandoci, non è una cattiva idea…

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