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LE INTERVISTE TALEBANE. MARCO SCATARZI

La caduta del Muro di Berlino ha messo fine, almeno in apparenza, agli spettri della Guerra Fredda e annientato le ideologie. Nel caso di queste ultime parrebbero di essersi dissolte come nebbie al sorgere del Sole: quale la conseguenza? Da un lato pregiudizio verso le ideologie stesse, dall’altra prigione delPensiero. Le ere di transizione celano opportunità per il risveglio sapienziale, e così è avvenuto alla fiera “Più Libri Più Liberi” di Roma, dove la casa editrice Passaggio al Bosco – baluardo di una conoscenza non conforme, guidata dal visionario Marco Scatarzi – è divenuta epicentro di una tempesta “alchemica”. Un gruppo di militanti antifascisti, fedeli al dogma del pensiero unico politicamente corretto, ha tentato di negare lo spazio a ciò che essi etichettano come “fascista”, invocando un silenzio che echeggia le antiche censure delle biblioteche perdute. Eppure, in ossequio alla legge ermetica dell’opposto, questo atto ha trasmutato il piombo in oro: un boom di vendite per i “libri maledetti”, testi che non sono mera carta, ma portali verso dimensioni metapolitiche dimenticate. Per penetrare questo mistero, incontriamo Marco Scatarzi, custode e alchimista di Passaggio al Bosco, un editore che non pubblica solo parole, ma semi di una sapienza eterna, radicata nelle foreste simboliche dell’anima europea.

 

Cosa è successo veramente alla fiera di Roma? Non un semplice scontro ideologico, ma un rituale di rivelazione. Mentre gli oppositori ergevano barriere invisibili, invocando l’esclusione in nome di un pluralismo distorto – un paradosso che riecheggia le antiche diatribe tra eretici e ortodossi – Scatarzi e il suo stand si sono trasformati in un sancta sanctorum, attirando pellegrini del pensiero libero. L’effetto? Un’esplosione di interesse, come se l’universo stesso, governato da leggi occulte di attrazione e repulsione, avesse amplificato la voce dei testi proibiti. Passaggio al Bosco non ha ceduto; al contrario, ha dimostrato che la vera libertà è esoterica, accessibile solo a chi osa attraversare il bosco oscuro del conformismo.

 

I libri che pubblica Passaggio al Bosco parlano solo del Novecento, o vi è una ricerca metapolitica innovativa? 

Abbino oltre 300 titoli in catalogo, con circa 15 collane strutturate ed organiche. Portiamo avanti da quasi un decennio, senza ombra di dubbio, una ricerca metapolitica totale e trasversale: dalla narrativa alla geopolitica e dallo sport ai viaggi, passando per la letteratura, per l’archeologia, per l’economia, per la filosofia, per la spiritualità e per la storia. È questo, forse, che dà fastidio ai residuati bellici di questa egemonia culturale di cartone: l’esistenza di un progetto giovane, dinamico, radicale e non allineato, che viene da “destra” ma arriva dappertutto, avanzando una ricerca che vuole coniugare le radici con l’avvenire, senza complessi e senza paura.

 

Cosa vuol dire oggi essere un editore non conformista? 

In primis, significa anteporre un’Idea al profitto, assumendosi la responsabilità che questo comporta. In secondo luogo, vuol dire avere il coraggio di proporre un diverso orizzonte di significati, ponendosi in divergenza rispetto alla palude stagnante del pensiero unico dominante: avanzare prospettive differenti, porsi quesiti scomodi, dar spazio a tesi “maledette” e operare controcorrente. In due parole: “fare cultura”, ovvero prendersi cura di quel “campo” che abbiamo il dovere di abitare da poeti, facendoci crescere ciò che dà nutrimento al nostro essere.

 

Come si può fare oggi controcultura contro l’egemonia della sinistra? 

Quella in atto è un’egemonia che domina il dibattito, ma è anche un controsenso privo di futuro e di contatto con la realtà. È uno strapotere temporaneo dei mezzi e non un meritato primato delle idee. Più che una fortezza inespugnabile, ormai, è un castello di sabbia in via di sgretolamento: regge per inerzia e per business, in una palese assenza di idee e di menti. Di qui, la necessità di mettere in campo una “guerriglia culturale” – tenace, sfrontata e organizzata – che assalti le ultime casematte e apra una nuova fase di elaborazione. L’editoria identitaria ha già ingaggiato questa battaglia da tempo: avanza ogni giorno ed è la naturale avanguardia del cambiamento…

 

Con la tua Casa Editrice “Passaggio al Bosco” dai il via ad Accademia, Scuola di formazione identitaria. In un’Italia dove la Destra è al governo – con figure come Giorgia Meloni a incarnare un possibile rinascimento conservatore – Accademia si posiziona come il fulcro di una necessità profonda, quasi alchemica: formare una classe dirigente non solo competente, ma illuminata. La destra italiana, erede di una tradizione mistica e guerriera, ha bisogno di menti forgiate nel crogiolo della Sapienza, capaci di interfacciarsi con competitor italiani (dal centro moderato alla sinistra residua) e internazionali (dalle potenze atlantiche alle emergenti sovranità orientali).

Accademia è già un enorme successo per mission e vision, vuoi raccontarcela?

Quando si costruisce un edificio, va da sé, si parte sempre dalle fondamenta. Noi, provenendo da un retroterra militante, abbiamo compreso che nessun progetto ha futuro in assenza di un’élite che ne orienti il percorso, ne corregga il tiro e ne rigeneri il tessuto. Accademia nasce anche con questo intento: ripartire dalle basi della nostra weltanschauung, orientando e qualificando chi agisce nel campo della Metapolitica. È una profonda opera di semina, culturale e spirituale al tempo stesso, che si manifesta attraverso una serie di appuntamenti tematici ed itineranti: una scuola di Comunità, trasversale ed organizzata, che sta riscuotendo un enorme successo e sta riportando la cultura al centro di un mondo identitario che vuole affrontare con serietà e preparazione le sfide della Riconquista in atto. Siamo certi che questi semi daranno ottimi frutti.

 

 

Scatarzi, con la sua casa editrice, offre un laboratorio dove si plasma una destra moderna, radicata nelle radici antiche dell’Europa – dal mito di Roma alle visioni di Nietzsche – ma proiettata verso orizzonti globali. Non si tratta di ideologia effimera, ma di una gnosi pratica: corsi che insegnano l’arte della diplomazia simbolica, la decifrazione dei segni del tempo, e la costruzione di alleanze che echeggiano le antiche fratellanze iniziatiche. In un’era di crisi spirituale, Passaggio al Bosco e la sua scuola non formano burocrati, ma saggi reggitori, pronti a navigare le tempeste del mondo con la bussola della Tradizione. Così, Marco Scatarzi non è solo un editore ma, quasi maguscontemporaneo, custode di un bosco dove il viandante smarrito ritrova la via verso la vera sovranità dell’anima e della nazione.

Paolo Guidone

 

 

 

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