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TIRARE A CAMPARE IN ATTESA DI DIVENTARE POLVERE: UNA BARZELLETTA CHIAMATA ATEISMO

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Diciamocelo con la brutalità che si riserva ai naufraghi senza scialuppa: ma voi, che non credete in Dio e non avete nemmeno i milioni in banca, ma chi ve lo fa fare? È questo il grande mistero della modernità. Se l’Universo è solo un ammasso di sassi che rotolano nel vuoto e non c’è un giudice supremo pronto a darvi il premio fedeltà nell’oltre, allora la vostra giornata tipo non è “esistere”, è una punizione corporale non richiesta.

 

Senza una divinità a cui dare la colpa dei propri fallimenti e senza un portafoglio gonfio per anestetizzare l’ansia, la vita si riduce a una sequenza di eventi entusiasmanti come un lavaggio in lavatrice.

Noia: Quel senso di vuoto che cerchi di riempire scrollando i social di gente che odi.

Fatica: Svegliarsi per andare a produrre plusvalore per qualcun altro, in cambio di una pizza al taglio e del diritto di pagare le bollette.

Invidia: Quella fitta al fegato ogni volta che vedi un “influencer del nulla” su uno yacht, mentre tu sei fermo al semaforo con la spia della riserva accesa.

L’onestà: l’ultimo rifugio dei fessi?

Qui scatta il paradosso. Se Dio non esiste e la vita è questo cumulo di stress e umiliazione, essere cittadini esemplari è quasi un’offesa all’intelligenza. Se non c’è l’Inferno a spaventarti, perché restare in fila alle poste? Perché rispettare il codice civile?

In un mondo puramente materialista e senza speranza, il “delinquente creativo” è l’unico che ha capito il gioco. Stupro, omicidio, rapina? Dal punto di vista del puro atomo che danza nel vuoto, sono solo scambi di energia cinetica. Tanto, cosa hai da perdere? Una vita inutile fatta di straordinari non pagati e ansia da prestazione sociale? Tanto vale giocarsela col botto: o il lusso sfrenato o la cella, che tanto è sempre meglio di un bilocale in periferia con la muffa sui muri.

 

Invece no. Il gregge continua a belare, a rispettare le regole e a temere il giudizio di un vicino di casa che detesta. Vivete una vita di privazioni, convinti che la vostra “integrità morale” valga qualcosa, quando in realtà è solo la mancanza di coraggio di ammettere che siete comparse in un film senza sceneggiatura.

Siete lì, a stressarvi per il colesterolo o per il clima, dimenticando che senza una fede siete solo carne che aspetta di diventare polvere. E allora, carissimi atei e nullatenenti, continuate pure a timbrare il cartellino della vostra insignificanza. In fondo, la vostra coerenza nel soffrire per nulla è quasi commovente. O forse è solo la barzelletta più divertente dell’Universo.

Fabrizio Fratus

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