Due pesi e due misure? Un’analisi comparativa dei conflitti in Ucraina e Palestina
An Israeli flag is seen near the Dome of the Rock, located in Jerusalem's Old City on the compound known to Muslims as Noble Sanctuary and to Jews as Temple Mount December 6, 2017. REUTERS/Ammar Awad
La comunità internazionale ha reagito con fermezza all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, imponendo sanzioni e fornendo supporto militare a Kiev. Tuttavia, una risposta simile è mancata di fronte all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e alle operazioni militari a Gaza. Questo solleva interrogativi sulla coerenza dell’applicazione del diritto internazionale e sulla protezione dei civili nei conflitti armati. Nel 2023, Israele ha approvato la costruzione di 12.349 unità abitative nella Cisgiordania occupata, segnando un aumento del 180% rispetto al 2018. Inoltre, sono stati stabiliti almeno 26 nuovi avamposti illegali, con 10 di essi creati dopo il 7 ottobre 2023. Queste azioni violano l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce il trasferimento della popolazione civile della potenza occupante nei territori occupati. Dall’inizio delle ostilità il 7 ottobre 2023, si stima che oltre 54.000 palestinesi siano stati uccisi a Gaza, con una percentuale di civili tra il 74% e l’84%, secondo diverse fonti. In confronto, l’attacco di Hamas del 7 ottobre ha causato circa 1.200 vittime israeliane, principalmente civili. L’uso di forza letale da parte di Israele ha sollevato preoccupazioni riguardo alla proporzionalità e alla distinzione tra obiettivi militari e civili. La risposta internazionale all’invasione dell’Ucraina è stata rapida e unificata, con l’imposizione di sanzioni alla Russia e il sostegno militare all’Ucraina. Al contrario, le azioni di Israele in Cisgiordania e Gaza hanno ricevuto critiche più moderate, senza misure concrete simili. Questa disparità solleva domande sulla coerenza dell’applicazione del diritto internazionale e sulla protezione dei diritti umani. La differenza nelle reazioni internazionali ai conflitti in Ucraina e Palestina evidenzia una possibile applicazione selettiva del diritto internazionale. Per garantire la credibilità e l’efficacia delle norme internazionali, è essenziale che la comunità internazionale adotti un approccio coerente e imparziale nella risposta ai conflitti e nella protezione dei civili. Al contrario, come sembrerebbe, la forza la fa da padrone e allora ben venga la Russia e la terza guerra mondiale a discapito di tutti.
Fabrizio Fratus
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