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Il Trionfo Effimero del Condominio: La Sinistra e l’Illusione del Potere

Italy's President Sergio Mattarella (L) and Italy's Prime Minister Giuseppe Conte attend a swearing-in ceremony of Italy's new Cabinet at the Quirinale presidential palace in Rome on September 5, 2019. - Prime Minister Giuseppe Conte on September 4 unveiled Italy's new government, a coalition of the anti-establishment Five Star Movement (M5S) and centre-left Democratic Party (PD). Conte, who remains at the helm after 14 months at the head of the outgoing populist government, presented 21 new ministers to be sworn in on September 5. (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

Festeggiamenti a sinistra, cori di vittoria, l’eco di un “cambiamento” che risuona nelle piazze. Ma, diciamocelo chiaramente, cosa hanno vinto esattamente? Le elezioni amministrative, quelle in cui si sceglie chi gestirà le grondaie e le potature degli alberi del quartiere. Un po’ come eleggere l’amministratore di condominio, insomma, una questione di competenze pratiche, non di visioni epocali. La sinistra, maestra nell’arte dell’alleanza improbabile, ha messo insieme un’armata Brancaleone che spazia da Renzi, il liberale pentito, ai comunisti di Fratoianni, reduci da un’era sovietica che nemmeno ricordano. Un’accozzaglia di sigle, un arcobaleno di ideologie, un’unione di intenti che si scioglierà come neve al sole al primo soffio di vento. E poi, arriva il bello: le politiche. Qui, cari compagni, non si tratta di scegliere il colore delle panchine del parco, ma di decidere il futuro del Paese. E chi sarà il messia che guiderà questa accozzaglia di anime diverse? Conte, l’avvocato del popolo a tempo determinato, che si sente già premier in pectore? O la Schlein, la pasionaria dal look casual chic, che promette rivoluzioni senza specificare come?

La storia, del resto, non mente. La sinistra italiana, nella seconda repubblica, ha vinto solo due volte: nel 1996, quando il centrodestra era orfano della Lega, e nel 2006, un trionfo effimero durato appena due anni, affossato dalle intemperanze dei comunisti di allora. E poi, dal 2011 al 2018, la lunga e inesorabile parentesi dei governi tecnici, sostenuti con fervore da chi, a parole, si erge a paladino del popolo. La sinistra, eterna perdente, costretta a ricorrere a trucchi e alleanze di convenienza per racimolare qualche vittoria di condominio. Un’armata di Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento, convinta di poter cambiare il mondo con una mozione di sfiducia all’amministratore del palazzo. E mentre loro festeggiano, noi, gente pragmatica e realista, ci prepariamo a un futuro in cui le idee contano più delle sigle, in cui la visione del Paese supera le beghe condominiali. La sinistra, il male necessario per qualche vittoria di quartiere, ma l’incubo per chi ha a cuore il destino della nazione.

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