IL COMUNITARISMO IN ITALIA. UNA BREVE ANALISI
Il comunitarismo in Italia è una corrente di pensiero sostenuta da pochi intellettuali e ideologi, ma è emerso in modo significativo in risposta a ciò che alcuni vedono come l’individualismo esasperato della società moderna. Il comunitarismo pone l’accento sull’importanza della comunità, dei legami sociali e delle responsabilità collettive, opponendosi all’idea di una società costruita solo su interessi individuali.
I sostenitori del comunitarismo normalmente conosciuti in Italia sono: Costanzo Preve, Marcello Veneziani, Giovanni Lindo Ferretti e Alain de Benoist.
Costanzo Preve
Preve è stato un filosofo italiano che ha affrontato temi legati al comunitarismo, partendo da una critica del capitalismo e del globalismo. Le sue idee si sono concentrate sul bisogno di riscoprire la comunità come risposta all’alienazione prodotta dal neoliberismo e dall’individualismo. Preve sosteneva che la società moderna doveva riscoprire valori collettivi e mettere al centro il bene comune piuttosto che il profitto.
Alain de Benoist
Sebbene francese, Alain de Benoist ha avuto una notevole influenza su intellettuali italiani vicini al comunitarismo, soprattutto nell’ambito della “Nuova Destra”. Benoist ha proposto un ritorno ai valori comunitari e locali come risposta alla massificazione della società globalizzata. Ha criticato l’individualismo liberale e ha sottolineato l’importanza delle identità culturali e delle comunità organiche.
Marcello Veneziani
Veneziani è un noto scrittore e filosofo italiano che ha sostenuto una visione comunitarista nella sua critica alla modernità. Nei suoi scritti, Veneziani esplora il concetto di appartenenza, radici e tradizione, evidenziando come la modernità abbia disgregato i legami sociali e familiari. Egli propone una visione in cui la comunità e l’identità culturale sono fondamentali per una vita autentica e significativa.
Giovanni Lindo Ferretti
Il cantante e scrittore, ex leader dei CCCP e CSI, dopo un percorso artistico radicale è diventato uno dei portavoce di una visione comunitaria radicata nella tradizione cristiana e nelle comunità locali. Ferretti ha parlato spesso del ritorno a una vita più semplice e alla riscoperta delle piccole comunità montane come antidoto all’alienazione della società globalizzata.
La breve sintesi delle idee che accomunano i comunitaristi sono le seguenti:
• Valori comunitari e identità locali: Gli intellettuali comunitaristi sostengono che la modernità abbia spezzato i legami sociali e che sia necessario recuperare il senso di appartenenza a una comunità locale e culturale, per mantenere l’identità e resistere all’omologazione.
• Critica al liberalismo e al capitalismo globale: il neoliberismo e la globalizzazione come cause della disgregazione sociale, con il profitto individuale messo sopra il bene comune.
• Ritorno alla tradizione: Il comunitarismo italiano spesso richiama la necessità di riscoprire tradizioni, radici culturali e religiose per contrastare l’atomizzazione sociale.
• Sussidiarietà: Viene promosso il concetto di sussidiarietà, secondo cui le comunità locali dovrebbero avere un ruolo centrale nella gestione dei propri affari, con una decentralizzazione del potere.
L’idea comunitarista manca di una sostanziale visione economica da proporre come alternativa a quella neo-liberista, questo è uno dei maggiori limiti per cui in Italia nessuno ha mai proposto un movimento o una corrente di tipo politico. Resta che molte idee abbiano ampia risonanza in alcuni ambienti culturali, in opposizione all’individualismo e al globalismo della società contemporanea.
Fabrizio Fratus

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