LA LEGA PRONTA A SALVARE IL PPE?

“Oggi sarà il giorno della verità nelle relazioni tra Viktor Orbán e il Partito popolare europeo dopo un lungo conflitto sull’appartenenza del Fidesz ungherese alla principale famiglia politica dell’Ue. Il gruppo del Ppe al Parlamento europeo voterà una modifica al suo regolamento interno che consentirà in poche settimane di sospendere il Fidesz di Orbán, come ha già fatto il partito del Ppe”.

La notizia è importante perché spiegherà con maggiore concretezza la scelta di Matteo Salvini, su indicazione di Giancarlo Giorgetti, sull’avere abbandonato una linea fortemente anti Unione Europea per sposarne una non solo accomodante ma decisamente in linea con le scelte del “governo” europeo. Se la modifica sarà approvata si procederà con l’allontanamento del partito ungherese e il PPE sarà sempre il gruppo più numeroso nel parlamento europeo ma con uno scarto minimo. I parlamentari della Lega diventerebbero fondamentali a questo punto per riportare il Partito Popolare Europeo a essere indiscutibilmente il maggiore. Certamente non tutti gli eletti della Lega, ma una delegazione molto vicina a Giorgetti potrebbe essere l’apripista per una Lega riconosciuta dal PPE.

Oggi, infatti, Orban è certamente molto più problematico di un Matteo Salvini pronto ad accettare tutto pur di stare al Governo e ricollocarsi a livello internazionale. Se su Il Talebano avevamo preannunciato l’avvicinamento del partito di Salvini al PPE certamente non credevamo che tutto questo si sarebbe verificato con questa velocità, il lavoro svolto da Giancarlo Giorgetti a livello internazionale è stato decisamente importante e il cambio di rotta rapidissimo. Comprendiamo la necessità della Lega a fare queste scelte solo se inquadrate in un ottica di gestione dei soldi nell’immediato. La Lega, a nostro avviso, ha scelto di tornare ad amministrare il nord senza badare troppo alle questione di carattere “politico”, sono i fatti a presentare questa nuova situazione. Ma molti governatori del nord si stanno un po’ arrabbiando, il problema è facile da comprendere e si riassume in questo modo: prima il partito era per difendere i diritti del nord contro Roma ladrona, poi è passato a difendere i diritti dell’Italia contro Bruxelles restando partito antisistema, ora al contrario è un partito del sistema che diventa complice del malaffare e della mala gestione dei soldi versati dal nord nelle casse italiane ed europee.

 La domanda che oggi ci dobbiamo fare è: ma domani la Lega con chi sarà alleata in Italia?

Fabrizio Fratus

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