ORMAI VA TUTTO IN MALORA..

Gilbert Keith Chesterton scriveva profetico qualche decennio fa: “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” e infatti noi oggi ci troviamo a discutere di qualcosa d’ovvio, banale e financo lapalissiano quale la non avvenenza della nuova modella scelta dalla maisòn Gucci. E dunque si aprono subito le danze e si levano gli scudi degli alfieri del “politicamente corretto” in difesa della “bellezza alternativa”, “non convenzionale” della modella Armine Harutyunyan, accusando quanti – e chi scrive è fieramente tra costoro – non l’apprezzano, di “body shaming” e di “sessismo”. Ovviamente dietro tale scelta si cela, neanche troppo, un’abile strategia di marketing che sa benissimo che così ne parleremo tutti. Nulla di nuovo anche in questo caso, modelle non proprio graziose, al limite del freak se ne sono già viste, ma forse qualcosa in merito va detto, partendo proprio dalla indubbia non bellezza di Armine.

Una delle frasi più false recita che il bello sarebbe “ciò che piace”, confondendo dunque il gusto personale con un’oggettività invece che è principio assoluto della Bellezza. La Bellezza in generale, quindi anche quella umana in particolare, è Armonia e la modella proposta da Gucci non è armonica. Scorretto? Non m’interessa per nulla, anzi aggiungerà che Armine è “brutta” e che molte mie amiche sono indubitabilmente più belle di lei. Il Bello non è soggettivo ma risponde, deve rispondere per essere tale a ben determinati canoni che, anche se variabili nel tempo e nello spazio, alla fine si riconducono sempre a un unico principio che è – già detto ma lo ripeto – l’Armonia. Definire dunque una persona non esteticamente gradevole “bellezza non convenzionale” è un ennesimo atto d’ipocrisia e di falsità, così come ipocrita e falso è colui che dice “è bello (o bella) dentro”. No, oltra che d’anima e di spirito siamo – fortunatamente – composti di corporeità e la prima cosa che ci colpisce in una persona è la sua gradevolezza estetica, poi anche dopo pochi minuti possiamo scoprire – ed è meraviglioso quando questo avviene – che anche la sua anima è bella. Inutile quindi nascondersi dietro a un dito, la Bella e la Bellezza si affermano da soli e soltanto una società ormai al proprio limite come la nostra, si ostina a invertire satanicamente i valori e a spacciare il brutto per il bello.

Certo, esistono “difetti” o “particolarità” che non rientrano a volte nei canoni tradizionali della bellezza, e che anzi contribuiscono ad aumentarla rendendo particolare, unica e affascinante quella persona, ma questo non inficia mai il concetto assoluto di Bellezza. Armine Harutyunyan dunque, non me ne voglia se lo riscrivo, non è bella, non può esserlo e non lo sarà mai perché sarebbe come chiamare notte il giorno, mistificare ogni realtà e offendere chi – non per merito personale certamente, ma per un dono divino – ha ricevuto la grazia dell’Armonia, ed è questo regalo infinito e impagabile che oggi dobbiamo difendere, sguainando appunto le spade dell’intelletto, come vorrebbe Chesterton, per affermare la verità che, come scriveva John Keats nel suo Ode a un’urna greca, è sempre Bellezza.

Dalmazio Frau per opinione.it

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