“DIAVOLI”: LA SERIE CHE CI RICORDA CHI E’ IL VERO NEMICO

Diavoli, la serie televisiva italo-francese targata Sky e Lux Vide, è un thriller – tratto dal best seller di Guido Maria Brera- sul mondo della finanza internazionale con attori dal calibro di Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Sullo sfondo di questa appasionante stagione c’è la grande crisi economica che ci ha travolto nel primo decennio degli anni 2000, una storia abbastanza recente che ancora deve essere analizzata a 360 gradi, con tanti punti oscuri. Come i tragici attentati alle torri gemelle, dove il mondo è cambiato, la grande crisi economica ha portato ad un altro tipo di guerra- su scala intercontinentale- combattuta con le armi silenziose dei titoli “tossici”. Una guerra che ha portato a pesanti recessioni e vertiginosi crolli di PIL in numerosi paesi del mondo, sopratutto nella nostra Europa.

Le serie tv sono frutto della fantasia di scrittori e autori, ma Diavoli tocca un argomento molto scottante: il dominio della finanza internazionale sui governi e sulle loro politiche economiche. E’ il mondo delle Banche che con le loro scelte influenzano e dettano le agende dei vari ministri dell’economia e capi di stato dei singoli paesi, del resto come afferma uno dei protagonisti: “Perchè la finanza è come l’acqua: non puoi fermarla, puoi solo deviarla“, e poi ci siamo noi in balia di questi Diavoli, uomini grigi senza Etica, che come guardiani invisibili difendono un sistema economico globalizzato con le leggi spietate dell’economia virtuale e dei mercati schizofrenici. Nessuna regolamentazione, nessuno che controlla il loro operato fatto di caos e fallimenti di intere nazioni (vedi Argentina o Grecia).

La trama di questo financial thriller si incentra sulla New York-London Investment Bank, gruppo tra i più influenti della finanza mondiale, che cerca di attuare il piano di attacco e di distruzione dell’Europa e della zona euro al fine di tutelare il dominio della valuta del dollaro. Sono loro che coniano il termine “PIGS”, acronimo utilizzato dalla stampa anglosassone per offendere e screditare sempre di più i paesi mediterranei come il Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. “L’Italia è troppo grande per essere salvata” è la battuta che viene ripetuta più volte negli ultimi episodi, con dichiarazioni prese da immagini di repertorio, da esperti americani che commentano l’economia europea. Siamo nel 2011, nel pieno della crisi globale, e il giovane protagonista italiano Massimo Ruggeri- brillante e ambizioso Head of trading della NYL Investment Bank- riuscirà a fermare il perverso piano, del “club” della finanza internazionale, di distruggere l’Euro. Da una parte i signori dell’economia, dall’altra un gruppo di “anarchici” anti sistema- l’organizzazione internazionale Subterranea- che da paladini dei popoli in realtà vi è un oscuro e pericoloso obiettivo: introdurre la moneta elettronica. In questa guerra incrociata, solo l’intervento di Mario Draghi con il celebre discorso, del luglio del 2012 , “Whatever it takes” (credetemi sarà abbastanza) si rivolgeva a tutti per dire che la BCE è pronta a tutto per la difesa dell’Eurozona. L’Europa è salva, i gruppi di potere di oltreoceano non sono riusciti nel loro intento.

Scusateci per lo spoiler, ma consigliamo la visione di “Diavoli” per poter comprendere da chi, nei primi decenni del 2000, siamo stati attaccati- dalla City e la finanza americana- e come vennero sviluppati gli scontri a livello internazionale sia di carattere finanziario che politico. Facciamo attenzione, i sentimenti anti europeisti- e germanofobi – rappresentano un cavallo di troia che con la scusa di un fumoso “sovranismo”- privo di fondamenta e di proposta politica- vogliono un’Europa debole nelle mani di chi, da sempre, ci considera PIGS.

Domenico Barbaro

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