BENVENUTI NEL SOGNO AMERICANO

Ora come adesso siamo in una fase di svolta della ribellione delle masse urbane che stanno riportando gli USA ai giorni dei “riots” di Los Angeles dopo Rodney King o anche a momenti precedenti, come quando furono ucciso Martin Luther King e Malcolm X.
In una paradossale situazione di Lockdown da Covid 19 , in un momento difficile per gli USA esplode un caso che sembrerebbe tipicamente disgraziato secondo gli standards della ordinaria civiltà giuridica ed umana del mondo occidentale ma che non diverge molto da altri casi simili, molto controversi ma non inediti.

La società americana è, periodicamente, percorsa da tensioni simili e spesso sono di tipo razziale ma, occorre ricordarlo, sempre più spesso riguardano dei mix di fattori che non possono riguardare necessariamente la razza come indicatore di abusi e soprusi.
Ora il caso specifico è da valutare con attenzione alla luce del diritto e di inchieste che sicuramente saranno molto severe dato il clima di tensioni gravissime ormai innescate.
Sicuramente una persona nella custodia della Polizia di una città americana è morta ed è morta sotto le telecamere per un uso discutibile della forza con delle tecniche di bloccaggio che sono tipiche delle procedure addestrative delle forze dell’ordine di vari paesi del mondo ma che, evidentemente ancora, richiedono una preparazione tecnica oltre che fisica non di poco conto.
Bloccare una persona a terra con una pressione del ginocchio sul collo è una scena già vista anche in Italia, in teoria servirebbe per risolvere una situazione in modo drastico ma è evidente che basti esagerare con il peso, con la pressione, con la durata dell’azione o anche sbagliare area del collo dove si agisca per causare un soffocamento.
Cosa abbia causato la morte del sospetto fermato non è ancora chiaro ma chi ha visto il video ha visto uno che muore in un momento in cui non poteva fare più alcun danno o minacciare nessuno, ciò è bastato per fare da innesco per l’esplosione dei giorni immediatamente successivi. Altre teorie si stanno affacciando sull’episodio, relativamente al fatto che i due coinvolti fossero anche vigilanti di un Nightclub e che si conoscessero da molti mesi, lavorandoci insieme. Non ne sappiamo con chiarezza quindi “transeat”, per ora.

Oramai ciò che interessa è il “dopo” ed il dopo è un disastro da tutti i punti di vista: le violenze sono dilagate in modo sempre più duro ed incontrollabile; le vittime aumentano e quindi per un morto si registrano più morti incluso un altro agente, questa volta federale e nero, colpito da armi da fuoco, ed un altro agente di Polizia sempre nero sempre a Saint Louis. Ironia della sorte.
Muoiono manifestanti, muore una donna bruciata viva in macchina, viene quasi ucciso con un linciaggio un civile, probabilmente un negoziante, che si frappone ai manifestanti che non si distinguono, assolutamente, dai gangsters che si sono ricompattati come già successe a LA all’epoca di Rodney King.
Cosa cambia? La politica.
Lo scenario cui assistiamo,radicalmente diverso da quello di anni or sono, è semplicemente folle poiché i democratici americani che amministrano città importanti e che, ricordiamolo, nelle predette città vedono esplodere i peggiori tumulti (Detroit, Chicago, la stessa Minneapolis, in parte anche New York e Washington) accusano Trump di razzismo e di aver creato la solita questione del “clima di violenza” che giustificherebbe, in qualche modo, ciò che sta succedendo.
Minneapolis, la città dell’omicidio poliziesco di Floyd George (così si chiama il sospetto fermato), è essa stessa una città democratica di matrice liberal con un sindaco che indossa magliette LGBT con l’arcobaleno, il capo della Polizia nero etc.

Tutto ciò, evidentemente, non serve ad un ripensamento e neppure ad un ricompattamento istituzionale in nome dei cittadini e dell’ordine da salvaguardare,al di là del sacrosanto principio di legalità che deve primeggiare quando un sospettato di qualsiasi razza finisca morto durante un intervento di agenti di Polizia locale.

Evidentemente una parte politica stava aspettando un fatto simile per far esplodere una catena di eventi sempre più incontrollabili e sempre più indicativi di una aggressione sistematica contro i cittadini qualsiasi ma anche contro strutture fisiche del tutto estranee al fatto scatenante.

( continua )

Stefano Cordari


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