POVIA VS PENSIERO UNICO

Viviamo in un Nuovo Ordine Mondiale, una forma pervasiva e capillare di totalitarismo democratico, la cui massima espressione è rappresentata dal pensiero unico – inteso come l’assenza di differenziazione nell’ambito delle concezioni e delle idee politiche, economiche e sociali. Attraverso la tecnica del lavaggio del cervello, in maniera graduale – secondo lo schema della “rana bollita” – veniamo occultamente condizionati dal linguaggio del politicamente corretto che ci impone di utilizzare alcuni termini al posto di altri che vengono ritenuti “spregiativi”. Lo strumento del politicamente corretto è un arma potente che, mediante una forzatura tematica e l’introduzione di parole-trappola e neologismi, rende automatica l’introduzione non solo di un Nuovo linguaggio ma anche di un Nuovo Pensiero. Non forse tutti sanno che il linguaggio struttura il pensiero. Noi pensiamo attraverso le parole che usiamo e che ci vengono imposte. 

Ripetiamo a pappagallo stereotipi preconfezionati nell’illusione di essere liberi di pensare e non ci rendiamo conto di essere telecomandati delle parole-trappola, pensate e messe in circolazione per condizionare la nostra mente e per offuscare la nostra capacità di giudizio critico e personale.Siamo indottrinati e manipolati senza rendercene conto, anzi, sentendoci ben svegli e intelligenti, nonché perfettamente consapevoli delle cose di cui parliamo. Non ci rendiamo conto di essere plasmati e manipolati, ci sentiamo cittadini del mondo, non ci lasciamo ingannare dal pensiero conservatore, ma vigiliamo affinché la marcia del progresso possa procedere sempre avanti, vittoriosa e ininterrotta.

A questo proposito basti pensare alla bufera mediatica scatenata dalla battuta fatta dal cantautore Povia ospite da Caterina Balivo al programma Vieni da Me: “sono fissatissimo delle pulizie, sono un gay mancato”. La Balivo sconcertata dalla battuta del cantautore afferma che la battuta non fa ridere nessuno e che: “se lo dici a tua figlia, tua figlia si arrabbia: papà ma dove vivi?!”
Il patatrac e l’indignazione sono stati causati dall’uso della parola gay e dall’ idea implicita  nella battuta secondo cui se ti piace pulire e non sei donna sei per forza un effemminato. Se non fossimo manipolati e plasmati, ci saremmo fatti tutti una risata. D’altra parte sarà anche uno stereotipo ma, come tutti gli stereotipi racchiude buona parte della verità. Se pensiamo a un uomo sicuramente non lo immaginiamo pulire. Forse perché tradizionalmente l’uomo lavorava fuori casa e dunque la manutenzione della casa e le attività domestiche ricadevano sulla donna o sul personale domestico.

Forse perché pensiamo che “pulire” non sia un’attività abbastanza maschile o forse perché il relativismo oggi imperante ha negato che esistano il vero e il falso, il bello e il brutto, il sopra e il sotto: la normalità non esiste, tutti hanno il diritto di essere e di fare quel che vogliono.Personalmente, in quanto donna, ritengo che in realtà non si tratti che dell’inconscio desiderio di avere un UOMO al mio fianco.

Beatrice Mantovani

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1 Commento su POVIA VS PENSIERO UNICO

  1. Bell’articolo, Beatrice. Condivido in pieno.

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