VINCITORI E VINTI

Ad urne aperte la terra è stabilita. Vincitori, uno solo e da solo: il Bonaccini che ha attraversato il campo in splendida solitaria; non uno dei ras fucsia arcobaleno transgenico del PD s’è mostrato al suo fianco. Il terreno l’ha battuto lui, con la sua faccia da vecchio operaio e la sua bella parlata da circolo cooperativo, vero è che raccoglie l’eredità di Vasco Errani (uomo per me capacissimo) travolto, innocente ma travolto, da un’inchiesta finita nel nulla. Una terra amministrata con un metodo preciso, lavoro e servizi sociali efficienti, infrastrutture solide, poi vai ben te a vedere le camarille, intanto il servizio c’è e tanto basta a me cittadino, ti diranno. Come dar loro torto? la vita è breve.

Lo sconfitto, il Salvini cui non è riuscito di trasformare un’elezione amministrativa in un referendum nazionale sullo stato di salute del Governo che ha candidato una signora la quale ha raccolto meno voti della lista (sic) e con due uscite sguaiate, Bibbiano, la cui gravissima profondità viene travolta dalla superficialità delle argomentazioni (sic) e la citofonata gradassa (sic) che l’emiliano rifugge molto più del romagnolo.


Uno scomparso, la Calabria che nella notte appena trascorsa è stata citata più per sbaglio che per volontà dai giornalisti iperglobalisti ed eurocentrici che affollano i salotti televisivi. La Calabria dove il cdx ha vinto malgrado le guittitudini del Silvio Berlusconi degne del peggior avanspettacolo di estrema periferia, e s’è scritto tutto. Chissà l’Alvaro, il Corrado di Gente d’Aspromonte, ma già nella sua prosa di amara carne nulla s’attendeva come nulla s’attende il contadino lassù, in alta collina, che combatte l’arida terra e la sua mugghiera l’attende sull’uscio del casolare che li ha visti nascere e li vedrà morire nella povertà che li accompagna da generazioni; nel frattanto le Lambo delle Famiglie vanno e vengono sulle strade litorali dialogando ai cellulari, con scheda montenegrina, in quel castigliano sommario ch’è il colombiano basico.


Il comprimario. I sardinanti. Formidabile esempio di come, solo in Italia, la rivoluzione la possa il re con i carabinieri. Mentre in Francia i Gilet Gialli vengono massacrati dalla sbirraglia macroniana, le sardine inneggiano all’ordine costituito della politica monetaria imposta dalla UE, inneggiano alla globalizzazione imposta dal mercato, inneggiano al padronato finanziario cosmopolita e apolide, il peggior nemico della classe operaia e lavoratrice. Infatti i plausi arrivano: Soros, Fornero, Monti, Prodi, così, in un ordine equestre etc…

P.S. Il defunto. M5Stelle, cui il signor professore, mai visto un libro a sua firma, Conte, paggio riverente di Palazzo Chigi, cortesemente un caffè ristretto, gode della gloria che il destino gli dona.

Emanuele Torreggiani per ticinonotizie.it

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