UN SOVRANISMO "NEOCON"?

Oriana Fallaci (AP Photo/Oliviero Toscani, Rizzoli International Publications, HO)

Il concetto di identitarismo, caratteristica peculiare dei movimenti sovranisti, si presenta nella formulazione nazionalpopulista con connotazione polisemiche non prive di confusione. In vari articoli presenti sul Talebano ci siamo dedicati alla differenza tra nazionalismo ottocentesco e idea di Patria, ma questo tema sarebbe incompleto se non si affrontasse un altro fenomeno ad esso correlato: le varianti nostrane neocon e i loro addentellati liberali. Presenti già nel regional -populismo leghista nella versione del suprematismo economicista come parametro di distinzione , si ritrovano anche nel nuovo corso leghista con influenze del guru dell Alt-Right Steve Bannon e soprattutto della nostrana Oriana Fallaci. Ci troveremo di fronte ad un sovranismo atlantista, sionista, liberale che nutrito di anticomunismo militante si imporrebbe come identitarismo o secondo alcuni pensatori come conservatorismo.

Se certamente il conservatorismo è una mentalità attenta alla salvaguardia dei valori patriotici, Tradizionali e comunitari, non abbiamo nessuna riserva a definirci conservatori. Ma il problema nasce dal fatto che storicamente non esiste un pensiero conservatore ma una costellazione di culture conservatrici e più in generale di destra . Per questo motivo, diverso è il concetto di identità derivato da queste culture. Ora la variante nazional-conservatrice che potremo definire sovranista atlantista include nel suo retroterra non pochi elementi figli delle rivoluzioni industriale e francese adottando elementi evoluzionisti progressisti. Secondo noi queste posizioni contengono contraddizioni imbarazzanti.

Un esempio è la critica radicale all’ Islam con schemi dell’individualismo postmoderno contigui al pensiero liberal. Troviamo persino un persistente anticomunismo in assenza di comunismo ed una implicita simpatia al modello americano come “modello di libertà”. Questo aspetto è figlio dell’eclisse del pensiero Tradizionalista ben descritto da Pino Tosca, e della correlata impotenza intellettuale nel lavoro delle nuove sintesi. Queste mancanze nel filone nazional-conservatore filo americano e sionista, generano dall’altra parte cadute terzomondiste e socialisteggianti che per reazione si oppongono al mondialismo prive della centralità della Tradizione e senza elaborare un pensiero coerente. Una sorta di rifiuto che può cadere o nel nichilismo o in movimenti lontani dall’ identitarismo. Riteniamo quindi fondamentale rispondere a questi fenomeni ribadendo un pensiero che metta al centro i valori Tradizionali coniugato con nuove teorie antimondialiste.

Se vogliamo dare un nome a questo pensiero potremo chiamarlo Tradizional-comunitarismo, ovvero la capacità di proporre un’ alternativa alla società disgregata in nome dell’individualismo partendo da valori eterni. Crediamo che sia questa la sfida se non vogliamo morire liberal o sbandati. I Valori fondamentali di questa nuova teoria politica sono la sovranità, la sussidiarietà economica, la valorizzazione dell’umano, i valori Tradizionali, la giustizia sociale ed un orizzonte multipolarista.

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