IL PIANETA DELLE ( PRESUNTE ) SCIMMIE

Da anni ci viene raccontato che non si cerca più “l’anello mancante” tra scimmia e uomo (e anche di tutte le varie specie) mentre in realtà vengono stanziati moltissimi fondi per provare la comune discendenza dell’uomo con le scimmie; in questi giorni è stato pubblicato uno studio di una presunta scimmia di quasi 12 milioni di anni fa in un sito della Germania, Danuvius guggenmosi , e si vuole sostenere che fosse in grado di muoversi con i piedi posteriori, in sostanza si vuole fare credere che fosse bipede. Ma la realtà è come sempre ben diversa e i giornali come i periodici presentano informazioni errate in continuazione. È da decenni che annunciano con titoloni “trovato l’anello mancante” … solo un minimo di memoria dovrebbe ricordare loro un fatto semplice: questo anello mancante viene trovato costantemente ogni sei mesi da decenni?

Ovvio che no, l’anello mancante non esiste e i fossile lo testimoniano con semplicità, tanto che sono moltissimi i paleontologi evoluzionisti sconcertati da questa mancanza, tra cui:

“La teoria darwiniana, modificata ma ancora caratteristica, è diventata essa stessa un’ortodossia, predicata dai suoi aderenti con fervore religioso, e dubitata, essi credono, solo da pochi confusi, imperfetti nella fede scientifica”.

Marjorie Grene, Professor Emeritus, Department of Philosophy, University of California, Davis, 1238 Social Science and Humanities Building

“la prova che troviamo nelle testimonianze geologiche non è affatto compatibile con la selezione naturale darwiniana, così come vorremmo che fosse…ora abbiamo 250.000 specie fossili, ma la situazione non è cambiata molto. La documentazione dell’evoluzione è decisamente traballante e, ironicamente, abbiamo persino meno esemplari di transizione evolutiva di quanti ne avevamo al tempo di Darwin…perciò, il problema di Darwin non è stato attenuato. Ormai la questione dei fossili e della mancanza di anelli di congiunzione è un problema non più nascondibile”

David Raup sovraintendente di geologia al museo di storia naturale di Chicago

“Più si studia la paleontologia,

più ci si rende conto che l’evoluzione è basata solo su una fede”

More, noto paleontologo evoluzionista

“non è nemmeno possibile fare una caricatura dell’evoluzione a partire da riscontri paleo-biologici. Il materiale fossile è ora talmente completo che la mancanza di specie di transizione non può essere spiegata con la carenza di materiale. Le deficienze sono reali; non saranno mai compensate”

N. Heribert Nilsson dell’Università di Lund, in Svezia

“…è un po’ come se fossero semplicemente apparsi all’improvviso, senza alcuna storia evoluzionistica”

R. Dawkins

Lo stesso R. Dawkins riconosce che i fossili dell’era del Cambriano appartengono a esseri pienamente formati senza la possibilità di immaginare da quale tipo di specie siano potuti evolvere.

Sul caso sopra riportato presunta scimmia di quasi 12 milioni di anni fa in un sito della Germania il dottor David Menton, anatomista ed ex professore alla Washington University School of Medicine di St. Louis, ha cercato di comprendere bene lo studio e i dati relativi a quanto presentato, il suo commento?

“Discovery of creature that lived in the trees but stood on its hind legs suggests bipedalism emerged millions of years earlier than previously thought.”

Menton’s “law”: everything will continue to be found to have evolved earlier than previously thought.

“Had long arms suited to hanging on trees, features of its legs and spine suggest it might also have been able to move around on its hind feet.”

They claim that Danuvius guggenmosi might have been able to move around on its hind feet! One could say this for any ape or monkey. What exactly does it mean to be bipedal? Is the circus elephant that walks on two hind legs bipedal?

Bipedal means walking on two rear limbs. Many animals can walk on two limbs, but obligate or habitual bipeds essentially always walk on two limbs. Many animals engage in bipedalism, including kangaroos, tree kangaroos, kangaroo rats and mice, scaly ant-eaters, bears, apes, monkeys, many lizards, theropod dinosaurs, and all birds. There is even a cockroach that runs on two legs. A visit to the circus reveals that horses, dogs, lions, tigers, and elephants are capable of walking on two legs. The ostrich is the fastest living biped (nearly 45 miles an hour). Some living tree-dwelling primates, such as gibbons and indriids (a type of lemur), are exclusively bipedal during the brief periods they spend on the ground. No evolutionist considers any of these “bipeds” to be ancestral to bipedality or humans.

And there is an essential difference between human and ape bipedality—the stride or gait. Apes must swing their upper body from side to side to keep their weight over the planted foot and to keep the contralateral hip from dropping. The best evidence for gait is the anatomy of the pelvis. The curvature of the iliac blades on the human pelvis is unique. Unfortunately, no critically important pelvic bones were found with Danuvius guggenmosi.

“how and when bipedal walking evolved is currently a mystery . . . ”

But they are absolutely certain that it did evolve somehow sometime!

“The 4.4 million-year-old hominin Ardipithecus ramidus was clearly bipedal.”

This claim is not true.

From the website of the Smithsonian National Museum of Natural History:

Does the pelvis of Ar. ramidus support the hypothesis that this early human species was bipedal? The pelvis was reconstructed from crushed fossils and, according to some scientists, is only suggestive of bipedalism.

Also, Ar. ramidus had a laterally diverging and grasping big toe typical of tree dwellers.

[B]ones belonging to at least four individuals . . . include thigh, shin and lower arm bones, as well as several vertebrae and hand and foot bones. The vertebrae and leg bones in particular suggest that D. guggenmosi moved around on two feet . . . the shapes of some of the vertebrae suggest that the ancient ape had a long and flexible lower back, a feature that allows modern humans to stay balanced while walking upright.

The original paper published in Nature shows evidence of only two vertebrae: a first thoracic vertebra, and a diaphragmatic vertebra. These are hardly sufficient data to show any evidence of a “long flexible back” or that the creature “moved around on two feet.”

The big advantage of this sort of speculative “research” is that no one can prove your speculations to be wrong, but then no one can prove them to be right.

Come sempre gli evoluzionisti presentano interpretazioni dei dati come fatti scientifici, manipolano la realtà dei fatti che, al contrario di quanto continuano a sostenere e imporre, dimostrano come non vi è mai stata evoluzione di nessun tipo e a tal proposito ricordo quanto sosteneva Aristotele già il IV secola a.C. nelle sue argomentazioni sulla generazione delle api:

“.. i fatti in questo campo non sono abbastanza sicuri; ma quando saranno, un giorno, bisognerà fidarsi piuttosto dell’osservazione che del ragionamento, e non rimettersi a questo, se non nel caso che dia risultati concordanti con i fenomeni”

Anche il filosofo F. Nietzsche intervenne su Darwin e la sua scuola:

“Con tutto il vostro amore della verità, vi costringete così a lungo, con tanta perseveranza, con tanta ipnotica fissità a vedere la natura in modo falso, che alla fine non riuscite più a vederla altrimenti… Ma questa è una vecchia, eterna storia… Accade ancora oggi, non appena una filosofia comincia a credere in se stessa… Essa crea il mondo a sua immagine, non può fare altrimenti…”

Fabrizio Fratus

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