TRAPPOLA A PONTIDA

I provocatori non meritano insulti ma solo indifferenza

Foto Andreoli Emilio - LaPresse15 12 2013 - Milano (Italia)PoliticaAssemblea Nazionale PD Partito Democratico presso MICO Milano CongressiNella foto: Gad Lerner
Domenica 15 Settembre, al tradizionale raduno annuale del Carroccio a Pontida, il giornalista ed editorialista del quotidiano Repubblica Gad Lerner – che si è più volte definito antileghista e anti-salviniano – si è presentato alla manifestazione nell’intento di far emergere e dimostrare l’innato carattere razzista e fascista della Lega.
In che modo l’ha fatto? Attraverso una meschina provocazione. Con la sua presenza chiaramente provocatoria, ovvero mossa dal proposito di invitare alla sfida e di produrre una reazione aggressiva e violenta come risposta, ha infatti suscitato gli insulti di alcuni militanti che non sono riusciti a riconoscere ed a neutralizzare con indifferenza la provocazione e l’hanno apostrofato come ebreo, massone e straccione.
La reazione dei militanti si è prestata come pretesto al giornalista, nonché al quotidiano, per denigrare il partito e dipingerlo – con sublime ed artistica ipocrisia – come un partito antidemocratico, aggressivo, fascista e razzista. La lezione? Non si risponde alle provocazioni e non ci si abbassa mai a un livello più basso e meschino.
I miei più sinceri complimenti per l’architetto di tale provocazione che è riuscito, senza troppa fatica – seppur con molta ipocrisia – nel suo intento anche se si è dovuto accontentare di qualche insulto e non di reazioni più aggressive o violente.
Ad ogni modo, è necessario e interessante fare luce su alcuni particolari.
Gad Lerner e la Repubblica si sono autodefiniti sconcertati e preoccupati ma non sorpresi per gli inammissibili insulti che hanno accolto il giornalista affermando che essi simboleggiano non solo la tragica involuzione antropologico culturale ma anche una minaccia per la libertà di espressione di pensiero. Libertà, sostengono, che non va confusa con la libertà di odiare e incitare ad odiare volontariamente chi non la pensa come noi.
La domanda sorge spontanea: cosa succedeva ai loro sani principi e al loro amore per la pluralità e la libertà di pensiero quando essi si esprimevano in toni più che offensivi contro coloro che accusano oggi del medesimo crimine?
In un’intervista rilasciata da Gad Lerner a Gaspare Baglio egli definisce i militanti del partito come appartenenti a vere e proprie classi subalterne senza prospettive di miglioramento, senza crescita di reddito e quindi di investimento sulla cultura, il quale unico esito possibile è quello di vivere una condizione di isolamento nella quale trovare leaders politici che li incoraggiano a compiacersi della loro ignoranza.
E quanto dire del quotidiano che ha diffamato innumerevoli volte indistintamente il partito e il suo leader?
Non è questa ipocrisia ovvero volontaria finzione di possedere opinioni, virtù, ideali, sentimenti etc che in pratica non si possiedono?
Succederebbe forse qualcosa di diverso qualora il leader del partito leghista decidesse di provocare gli animi dei democratici amici della liberazione decidendo di presentarsi con faccia strafottente alla tradizionale manifestazione del 25 Aprile? La sua presenza verrebbe interpretata come una provocazione? Quali sentimenti potrebbe, più verosimilmente, suscitare?
Personalmente condanno totalmente l’insulto fatto a Gad Lerner per la sua fede religiosa. Allo stesso tempo ritengo, idealisticamente, che uno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità ed essere onesto con sé stesso e con gli altri smettendola di “predicare bene e razzolare male” o quanto meno evitando di accusare qualcuno di comportarsi in un certo modo se poi egli è il primo a comportarsi nello stesso modo.
Beatrice Mantovani

1 Commento su TRAPPOLA A PONTIDA

  1. Infatti, molti che votano lega sono dei razzisti, e Gad e compagni a modo loro non sono da meno.
    Un caso montato dalle televisioni, nulla di nuovo.

    "Mi piace"

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