AUTONOMIE? UNA BATTAGLIA PER IL SUD

Contro le autonomie c'è solo demagogia: la realtà è un' altra e ce la spiegano i meridionali

Ciclicamente il dibattito politico mette al centro la questione delle autonomie, sopratutto ora che le regioni come Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna- si aggiungono anche la Liguria, Toscana e Campania- chiedono a gran voce l’autonomia differenziata. L’articolo 116 delle costituzione, al terzo comma, prevede la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario, fermo restando le particolari forme di cui godono  le Regioni a statuto speciale.  La questione merita un approfondimento tale che non possiamo lasciarlo al pollaio “elettorale” e divenire oggetto di attacco contro un leader politico e il suo partito. Lasciamo da parte i soliti stereotipi  e luoghi comuni e iniziamo ad analizzare uno dei cavalli di battagli degli anti-autonomia (un fronte ricco e articolato che va dalla sinistra estrema, passando per PD e 5 stelle fino ad arrivare a Forza Italia e Fratelli d’Italia) l’autonomia distrugge, e lascerebbe solo, il Sud d’Italia. Chi scrive sa bene quali sono i mali del meridione, in primis una classe dirigente inadeguata che non ha mai avuto una progettualità e una visione di futuro: la carenza dei servizi essenziali- dalla sanità, ai trasporti, al turismo- è un segno tangibile. Mangiatoie clientelari che hanno provocato una crisi irreversibile che ha costretto noi giovani terroni ad emigrare e trasferire le nostre competenze e il nostro domani altrove. I fondi al sud sono sempre stanziati ma la politica insieme ai “tecnici della burocrazia” hanno seguito logiche lobbiste di natura privatista, mai per la comunità, che hanno di fatto staccato le nostre regioni dal resto dell’Italia. A questo bisogna aggiungere che il modello dello Stato/nazione centralizzato, con diverse scelte e interventi, è fallito miseramente sotto tutti gli aspetti e le ragioni sono molteplici. Culturale storico: come più volte ribadito nelle analisi del “Talebano” l’Italia è un insieme di patrie, un agglomerato di identità che nelle loro particolarità e hanno reso grande la nostra Italia. Tali differenze richiedono delle politiche ad hoc che rispondono al territorio, proprio per questo l’autonomia è la vera sfida che sopratutto- e aggiungiamo prima di tutto -al Sud deve essere colta, analizzata ed elaborata. L’autonomia rappresenta quell’opportunità per un cambio di marcia e di mentalità che deve ridare dignità e riscatto per la nostra terra. Un Sud protagonista, responsabile, competente che si slega dalla “partitocrazia” e mette al centro la propria identità, storia, cultura e genialità. Una sfida ardua che finalmente ha un suo “porta bandiera” il Talebano Vincenzo Sofo, figlio di Calabria, con il quale nei prossimi mesi può innescare una dibattito/battaglia culturale per far risorgere la nostra terra con una nuova proposta dal Sud e per il Sud.
Domenico Barbaro
Terra di Mezzo

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