I CORSARI DEL MONDIALISMO

Lasciamo perdere il tifo da stadio e ricordiamoci chi c'è dietro l' immigrazionismo

Da un mese il dibattito politico è incentrato sulla “Capitana” della Sea Watch che violando le leggi italiane ha “forzato” le disposizioni del nostro governo e di fatto la nostra sovranità. Una azione premeditata, ben pianificata a tavolino nei minimi particolari, dove la giovane tedesca è un mero esecutore. I media e gli analisti non ricercano i “mandanti”- la regia di comando- e il dibattito così si è fossilizzato sulla ricca, pluri laureata con i rasta che vuole salvare il mondo. Massimo Fini-una delle poche penne anticonformiste e libere- in un recente pezzo apparso su il “Fatto Quotidiano” ne ha preso le difese paragonandola ad Antigone. Per noi amanti della nostre radici greche, crediamo che Carola sia un cavallo di troia delle centrali mondialiste che da decenni portano avanti la visione “no borders”: l’abbattimento degli stati con le loro sovranità. Ecco che i pirati delle ONG diventano un ottimo escamotage per una guerra aperta all’Italia ( con le politiche di Salvini contro l’immigrazione) e una destabilizzazione dell’Europa. Per una volta usciamo dal tifo da stadio: il problema non è Carola tout court, ma la guerra contro un’Italia che vuole cambiare rotta e non essere più subalterna alla Troika e ai burocrati del Mondialismo.

Domenico Barbaro

Terra di Mezzo

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